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What coworkers want…..

…i coworker hanno bisogno di poco spazio per lavorare ma il posto deve essere interattivo, flessibile rispetto agli orari di apertura e vicino a bar e ristoranti La maggior parte dei coworker lavora tutti i giorni e preferisce un accesso alla struttura 24 ore su 24.
Un pass con l’accesso agli spazi di coworking di tutto il mondo è la più grande aspirazione per la maggior parte dei coworker. E alla maggioranza non importa molto riguardo alle attività ricreative proposte dallo spazio di coworking… Questi sono solo alcuni dei dati scaturiti dalla prima indagine globale sul coworking uscita nel mese di giugno 2011 sulla rivista online specializzata sull’argomento Deskmag e condotta su un campione di 661 persone suddivisi in 24 paesi differenti.

L’indagine evidenzia come la maggior parte dei coworker (54%) preferisca condividere uno spazio di lavoro con meno di venti persone, mentre il 21% dichiara di lavorare bene in uno spazio fino a 50 persone: i grandi spazi di lavoro piacciono decisamente poco, anche se per il 21% degli intervistati la dimensione non è fondamentale per uno spazio di coworking.
Ai coworker sono state anche poste domande riguardo alle preferenze in fatto di arredo degli spazi. Nella maggior parte dei casi, lo spazio di coworking ideale deve avere un giusto equilibrio di spazi aperti comuni di lavoro e di piccole sale chiuse per conversazioni private. In realtà l’arredo e la location sono visti come i fattori più importanti per la scelta dello spazio di lavoro, su cui i coworker vogliono avere voce in capitolo (anche l’occhio vuole la sua parte! n.d.r.).

Il concetto di condividere una scrivania in maniera flessibile, ha preso piede in tutto il mondo. Solo poco meno della metà degli intervistati (43%) ha la necessità di affittare in modo esclusivo una scrivania. Per il restante 57% è indifferente cambiare spesso postazione oppure condividerla con altri coworker. Per quanto riguarda comfort, ovviamente il 99% dice che l’accesso internet è il servizio più importante. Quasi sullo stesso piano sono viste stampanti e fotocopiatrici (80%) e la presenza di almeno una sala riunioni (76%). Spesso vi è l’esigenza di un angolo con una macchinetta del caffè (61%) ed una cucina (50%).
Il vero coworker non si preoccupa della presenza di un tavolo da ping pong anche se nell’immaginario collettivo gli spazi di coworking sono visti come luoghi in cui praticare questi sport alla stregua delle sale gioco! Ma l’indagine globale sul coworking dimostra che questa immagine non corrisponde ai fondamentali desideri dei coworker. Solo un quarto degli intervistati, infatti, sostiene che le attività ricreative sono importanti, per la metà dei coworkers la presenza di spazi ricreativi è ininfluente e un altro quarto pensa che siano poco importanti. Quando poi è stato chiesto quanto spesso utilizzino le strutture ricreative, ritroviamo le stesse percentuali di risposta: solo un quarto dei coworker utilizza lo spazio di coworking regolarmente per giocare.
Altri servizi ritenuti meno importanti sono le librerie (utilizzate dal 26% degli intervistati) e i parcheggi (utilizzati dal 29%). Tuttavia, sul tema dei parcheggi, le opinioni sono significativamente differenti tra Nord America e Australia da una parte, e in Europa, Sud America e Asia, dall’altra. Per nordamericani e australiani il parcheggio è un requisito molto importante, mentre è il contrario nel resto del mondo (per quanto riguarda il nostro paese credo che i coworker siano allineati con il Nord America, n.d.r.).

Cosa spinge le persone a lavorare in uno spazio di coworking? Perché non se ne stanno a casa, o a lavorare in un tradizionale ufficio? Come dismostra questa indagine perché i coworker vogliono la flessibilità e l’interazione!
Alla domanda sui fattori più importanti per il loro lavoro, i coworker classificano la flessibilità dei tempi di lavoro come la più alta percentuale (86%). Altrettanto importante è l’interazione con altre persone (86%), e la capacità di condividere la conoscenza con loro (82%). I coworker danno anche un alto valore riguardo le opportunità e le casuali scoperte scaturite da tale interazione (79%).
Questi fattori in classifica stanno davanti a problemi come il prezzo – anche se per il 72% delle persone intervistate il basso costo di affitto dello spazio è importante.
È interessante notare che solo il 42% afferma che avere un posto tranquillo e appartato per lavorare è importante!
L’ubicazione è importante, soprattutto a pranzo. Quando si tratta di scegliere uno spazio di coworking solitamente si prende in considerazione anche il quartiere circostante. E per la maggior parte degli intervistati (81%) poter usufruire nelle immediate vicinanze di diverse opzioni alimentari come snack bar e ristoranti è fondamentale. Quasi due terzi vogliono anche un supermercato nelle vicinanze. Il 34% cerca anche servizi legati al lavoro d’ufficio nelle vicinanze, ma solo l’8% ha bisogno di strutture per l’infanzia.
Il 40% dei coworker lavora ogni giorno, il 19% da tre a quattro giorni alla settimana, il 16% una o due volte alla settimana, e il restante 25% ricerca uno spazio di coworking solo per un paio di volte al mese. Poco più della metà di tutti gli utenti degli spazi di coworking (54%) hanno accesso 24 ore su 24, il 31% preferisce lavorare in orari d’ufficio tradizionali, e il resto lavora per un numero limitato di giorni al mese.
L’indagine mostra che le opzioni, come mezza giornata o l’utilizzo serale della struttura siano impopolari, meno dell’1% degli intervistati usufruisce degli spazi in questo modo.
Oltre ad orari di lavoro flessibili, agli intervistati piace avere spazi di lavoro flessibili – sono preferiti gli spazi di coworking che danno la possibilità di visitare liberamente altri spazi di coworking affiliati in diverse città. Quasi la metà dei coworker (43%) afferma che sarebbe soddisfatto di poter accedere in molti spazi di coworking in tutto il mondo. Eppure, solo il 7% ha detto che vorrebbe questa opzione su una città europea, e del 15% su base nazionale (USA), dimostrando che il concetto di coworking ha per il momento più appeal a livello nazionale.
Le persone sono più importanti delle infrastrutture
Qual è il principale risultato del sondaggio? Alla domanda su cosa piace ai coworker del loro spazio di lavoro, la stragrande maggioranza ha detto che è l’atmosfera amichevole che si crea tra “colleghi” che rende piacevole lo stare in uno spazio di coworking.

La wish list dei coworker

Gli sviluppi che si possono prevedere non sempre soddisfano quelle che sono le esigenze di ciascun individuo allo stato dei fatti. E’ stato chiesto a coworker a tempo pieno ed agli operatori del settore come si immagina gli spazi di coworking tra 5 anni…..
Non si tratta solo di sogni. Questo tipo di “wishful thinking” sta alla base di molti progetti prima che vengano realizzati.
Il coworking è molto più di un nuovo modello di business in cui gli individui sono spronati a tirar fuori il meglio di sé, il coworking è un modus vivendi che accomuna tutti i coworker. Non si desiderano soltanto le migliori condizioni di lavoro, gli spazi d coworking hanno come mission lo sviluppo di ambienti di lavoro che portino benefici sia dei singoli che delle società che decidano di mettersi in gioco cambiando il loro modo di lavorare.
Imparare gli uni dagli altri e lavorare in serenità (divertendosi, se possibile).
Per Eric di La Mutinerie (Paris) sarebbe molto deludente ridurre gli spazi di coworking al mero affitto di scrivanie e spazi di lavoro.
Tutti dovrebbero lavorare in uno spazio coworking in futuro sostiene Alex Hilman di Indyhall (Philadelphia). Lo spazio di coworking costituisce un luogo fondamentalmente migliore dove poter lavorare!
Più spazi di coworking nelle aree rurali
Per Beth Buczinsky di Gone Coworking, sarebbe particolarmente soddisfacente se gli spazi coworking potessero sorgere anche in città piccole e non solo nelle grandi metropoli, anche in contesti rurali: questo accadrà sicuramente perché la forza lavoro continuerà ad essere decentrata. Anche per le grandi aziende, l’idea di un ufficio centrale sta diventando sempre più impraticabile, sia per una questione economica che di pura gestione delle risorse. Questi spazi coworking decentrati saranno perciò utili a tutti coloro che lavorano nei nuovi settori non necessariamente associabili in questo momento agli spazi di coworking, come ad esempio agricoltori, medici e dipendenti distaccati di grandi aziende.
Più spazio per i modelli piccoli e alternativi secondo Alexander Lang da co.up (Berlin), che vorrebbe una “cultura diversificata del coworking”, in cui piccoli spazi di coworking che occupano nicchie possano tranquillamente coesistere con grandi spazi.
Una porzione più ampia della popolazione dovrebbe avere la possibilità di utilizzare gli spazi coworking, compresi i dipendenti di grandi imprese, indipendentemente da dove si trovino solitamente dislocati.
Anni Roolf, organizzatore di European Jellyweek, chiede più spazio per i modelli innovativi che sono orientati alle realtà di lavoro e di vita. Per i coworker che hanno figli, gli spazi dovrebbero, ad esempio, più spesso essere predisposti per fornire assistenza all’infanzia. Anni vuole sviluppare spazi di coworking sociali. Araceli Carmargo, dalla Cube (London) vorrebbe che dagli spazi di coworking si generassero movimenti in grado di offrire modelli alternativi di economia.

A febbraio 2012 è poi stata pubblicata la seconda indagine globale sul coworking che si è preoccupata di dare delle votazioni (da 1 a 10) agli spazi di lavoro e a ciò che i coworker si aspettano. La media di valutazione degli spazi è di 8.4, molto buona, ma gli intervistati dichiarano che gli spazi sono troppo rumorosi (25%) anche se non lascerebbero mai il loro posto per tornare in un tradizionale ufficio oppure alla scrivania di casa! Rispetto alla prima indagine i dati non sono tanto differenti, resta importantissima l’interazione tra coworker (84%) e la flessibilità di orari (83%). I coworker desiderano creare una community, ma questo non significa dover necessariamente lavorare in team: infatti coloro che lavorano per conto proprio hanno maggiori probabilità di di socializzare durante e dopo il lavoro. Indipendenza, flessibilità e comunità sono i valori fondamentali per ogni coworker.

Articolo liberamente tradotto da Elisa Remondina prendendo spunto da alcuni saggi pubblicati da Carsten Foertsch  per la rivista Deskmag.