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Pane, Web e Salame 3: Grazie a tutti i partecipanti!


Si è appena conclusa (sigh!) con un bilancio assolutamente positivo la terza edizione di Pane, Web & Salame, l’evento che in pochi anni è ormai diventato un cult per gli addetti del settore della comunicazione online. Quello che ci fa davvero piacere e che ci sprona ad affrontare nuove sfide, sono i complimenti ricevuti sia dai relatori che da coloro che hanno preso parte all’evento, in molti hanno sottolineato come un evento di questo tipo sia un miraggio non soltanto in Italia… non ci piace farci i complimenti ma leggete questo post di FuturaPagano :)

Ci hanno raggiunto da tutta Italia in oltre 270 (i biglietti sono stati esauriti la scorsa settimana in poco meno di due ore e creato una waiting list di oltre 100 persone che purtroppo ci hanno dovuti seguire attraverso altri canali grazie alla diretta streaming (su CheFuturo e Giornale di Brescia), ai numerosissimi tweet e post che hanno accompagnato l’evento tutta la giornata), il servizio navetta che ci collegava con la stazione è stato gettonatissimo oltre che apprezzato! Divertente pensare al nostro bus targato PWES3 aggirarsi tra le vie della città….. Hanno parlato dell’evento il Corriere della Sera, WiredChe Futuro, Il GiornoNinjaMarketing, Giornale di Brescia, BresciaOggi e molti altri.

L’evento è stato all’insegna del concetto: BE UPDATE, BE SOCIAL! 

Le aziende, utilizzando sempre più i social network per lanciare nuovi servizi, prodotti, campagne promozionali e soprattutto per entrare in contatto con i propri clienti, hanno la necessità di essere sempre più social e sempre meno company.

PWES è una conferenza pensata per addetti ai lavori per approfondire tematiche riguardo al marketing ed alla comunicazione online tra un bicchiere di vino ed una fetta di salame in maniera del tutto informale, in linea con il modo di concepire la vita che i social network hanno portato in un ambiente (quello del marketing e della comunicazione) dove prima di loro l’apparenza e la forma erano più importanti dei contenuti e della sostanza!

PWES3, in barba a tutti, è un incontro di livello nazionale, dove vien data l’opportunità di conoscere i migliori casi raccontati direttamente dai protagonisti e dalle aziende coinvolte, abbiamo assistito durante la giornata di ieri (20 giugno 2012 n.d.r.) ad una ventina di speech davvero interessanti, sono stati citate, infatti, le migliori campagne pubblicitarie utilizzate dai social media in quest’ultimo anno, realizzate per aziende di grandi dimensioni, startup (CircleMe, Followgram, CheFuturo) oppure per progetti formativi.

Pronti via! Puntualissimi alle ore 9.30 sono iniziati i lavori introdotti dai tre organizzatori dell’evento: Davide Dattoli (Talent Garden), Fabrizio Martire ed Alessandro Mininno (Gummy Industries).

Poi Simone Tornabene Head of Digital, Cemit Interactive Media del Gruppo Mondadori ha portato la propria testimonianza durante l’intervento dal titolo “2012 ODISSEA NEI SOCIAL”, parlando di Social Media, delle sfide che essi pongono alla vendita dei contenuti e dell’opportunità di distribuzione che offrono. Sono state esaminate le strategie di branding e di vendita di case editrici online e i modelli di revenue in sperimentazione, senza tralasciare tematiche come Content Marketing, Viral Marketing e Buzz Marketing. Interessante intervento nel quale Simone Tornabene ha fornito una serie di dati sul differente approccio in Italia rispetto al resto del mondo nei confronti dei social media.

Omar Vulpinari, Direttore dell’area Expanded Media e del dipartimento Visual Communication di Fabrica, il Centro di ricerca sulla comunicazione del Gruppo Benetton e Oliviero Toscani ha portato la sua esperienza nell’intervento: “THE ONLINE EXPERIENCE DESIGN OF FABRICA”.

A seguire l’intervento di Alessandro Fontana di Social@Ogilvy dal titolo “SOCIAL CUSTOMER CARE”. Social@Ogilvy è un network che riunisce tutti gli esperti di social media operativi nelle varie discipline seguite dalle aziende del gruppo Ogilvy & Mather (marketing, comunicazione, CRM, sales enablement, shopper marketing, business solutions, analytics).

Il network consente a Ogilvy di “coprire” tutte le esigenze social dei propri clienti, in risposta alla crescente domanda delle aziende di approcciarsi all’utilizzo dei social media in modo sempre più complesso, toccando tanti aspetti del marketing, delle vendite e della comunicazione d’azienda.

L’approccio “integrato” di Ogilvy costituisce un’evoluzione rispetto all’utilizzo dei social media nel solo ambito delle public relations: il vero potere dei social media, ora e nei prossimi anni, consiste nell’essere parte rilevante di soluzioni integrate, non di progetti social stand-alone!

Il discorso di Ottavio Nava di We Are Social dal titolo “INDESIT GENUINE FOOTBALL FAN” persone vere, passioni vere  – ha ricordato a tutti quanti quanto rilevante sia la passione per il calcio in tutta Europa citando il caso di Indesit che si è rivolta a We Are Social, una conversation agency con sedi aperte in tutto il mondo, per farsi pubblicità. La sfida è stata quella di trovare un modo per mettere in relazione due mondi che solitamente non si incontrano: gli elettrodomestici ed il calcio, due argomenti diffusissimi nella società contemporanea. La difficoltà è stata trovare un nesso, ostacolo dribblato grazie alla creazione di una community attiva attorno ad una squadra di calcio formata da dilettanti che ha partecipato ad un torneo all’Emirates Stadium di Londra con alcune celebrità del calcio di oggi. Questo è un progetto interamente italiano che ha coinvolto 11 nazioni europee in maniera del tutto innovativa arrivando in 11 mesi ad avere oltre 500mila contatti!

Al termine di questa speech davvero interessante è stata offerta durante il coffee break la Spongada, un dolce tipico camuno, che non è stato affatto un fuori tema; uno dei concetti che ha toccato quasi tutti gli interventi di PWES3 è stata l’importanza dell’originalità, cercando di mantenere sempre originalità e coerenza con il proprio modo di essere. Importante quindi anche l’appartenenza ad un territorio ed alle sue tradizioni. keep trade local!

Marco Pietribiasi di Develon, azienda specializzata in comunicazione digitale ha raccontato del grande successo della fotografia 2.0 attraverso il progetto “LEICA X-TALENT - 24 talenti x 36 fotografie” lanciato da Leica Camera Italia , che ha visto oltre 120mila foto caricate, più di 7 milioni di visite al sito e 37 milioni di pagine visualizzate.

Questo contest ha visto Develon impegnata nell’ideazione, progettazione e sviluppo del sito ma anche nella gestione social.

Dopo la prima fase sono stati selezionati 24 finalisti esaminati da una prestigiosa giuria composta da uno degli Art Director del gruppo editoriale L’Espresso, dal photo Editor di Vanity Fair, dalla Development director di Magnum Photos e da due importanti fotografi professionisti.

I finalisti saranno invitati nella sede di Leica in Germania e, dopo aver visitato l’azienda e i suoi laboratori, si vedranno affidare una fotocamera Leica X1 con la quale dovranno realizzare, nel corso delle successive 12 settimane, 36 immagini sul tema “One camera, One lens, One city”.
Solo alcuni fra i migliori avranno l’opportunità di esporre i propri lavori durante mostre internazionali organizzate da Leica e potranno affiancare fotografi professionisti, facendo diventare la loro passione un vero e proprio mestiere.

Intervento veramente divertente: la sala è più volte scoppiata in fragorose risate durante l’esposizione di Marco Pietribiasi, che ha raccontato tramite esempi reali (ma che rasentavano il surreale) i retroscena della campagna ideata per Leica attraverso le leggende metropolitane che sono girate nella rete a proposito di questo progetto.

“DOES B2B SOCIAL MEDIA MARKETING REALLY WORK?”Lara Ermacora, social media consultant di Open Knowledge ha sottolineato come gli operarori del settore business to business utilizzano sempre più i social media, ma non le strategie corrette.

Open Knowledge è una società di consulenza e di servizi nata per portare all’interno delle organizzazioni le idee e gli strumenti del web 2.0, la sua mission consiste nel migliorare apprendimento e formazione, gestione e sviluppo delle community professionali, circolazione del knowledge aziendale, capacità di ingaggio di clienti e potenziale di innovazione.

La maggior parte dei social media non sono sfruttati in tutte le loro potenzialità dalle aziende, per farlo basterebbe rispettare i 5 must della comunicazione b2b: 1. Esperti interni – 2. Team dedicato – 3. Strategia sul lungo periodo – 4. Contenuti adeguati – 5. Pronti alla conversazione.

Stefania Fussi, marketing manager di Viral Beat ha portato la case history “BEN & JERRY’S FOR GOOD IDEAS”, dove alla base della mission dell’azienda produttrice di gelati c’è e c’è stata la determinazione a cercare sempre e comunque modi nuovi e creativi per realizzare le tre parti che la compongono (missione sociale – missione produttiva – missione economica) pur mantenendo un profondo rispetto per le persone dentro e fuori l’azienda e per le comunità di cui fanno parte.

A seguire Giovanni Scrofani, purtroppo non presente in sala, ha parlato di Gilda35, il non blog di satira dadaista sul professionismo di internet attraverso l’intervento dal titolo “GILDA35 E LE TWITSTAR”. Questo intervento ci è piaciuto particolarmente sia per i contenuti e l’approccio critico incentrato sul rapporto tra la community di Gilda e le twitstar che per la location dalla quale ci ha parlato in netta antitesi con gli argomenti trattati: abbiamo avuto l’impressione che ci stesse parlando direttamente dal salotto della nonna, arredato con mobili fifties, in cui spiccava un’incantevole specchiera vintage che avrebbe fatto gola a chiunque si interessi di modernariato! Fantastico, 10+ a Giovanni che si è fatto perdonare per la mancata presenza!

Dopo la pausa pranzo, dove non potevano mancare I co-protagonisti dell’evento (il pane ed il salame n.d.r.) abbiamo assistito ad un esilarante intervento di uno degli organizzatori Alessandro Mininno di Gummy Industries, che ci haricordato con la sua speech dal titolo  “SEX, DRUGS & SOCIAL NETWORK”  di come siano sempre gli stessi gli argomenti che fan girare il mondo, citando l’approccio giapponese al mondo hot anche come strumento per fare promozione!

In “OLTRE IL CHECKIN” Fabio Lalli (temerario che si è fatto roma/brescia/roma in una sola giornata e per essere presente alla nostra manifestazione) fondatore della community Indigeni Digitali e co-founder di Followgram, la piattaforma che meglio di ogni altra ha saputo sfruttare le API di Instagram, soprattutto dopo l’uscita di Android dalla notizia dell’acquisizione di Instagram da pate di FB, ci ha parlato proprio del fenomeno Followgram tenedoci a precisare che Followgram non è una startup e che il suo successo  è probabilmente dovuto dal fatto di aver intercettato una reale esigenza: avere una vanity url per mostrare le foto ad altri utenti e rendere disponibile un follow button per i blog.

È poi giunto il turno di una nostra “vecchia” conoscenza, essendo stato a Talent Garden proprio poco più di un mese fa (nel secondo appuntamento con StartuPirlo): Giuseppe D’Antonio che ha portato l’esempio di “CIRCLEME: CREAZIONE DI UN BRAND SOCIAL”, un social network basato sugli interessi e le passioni delle persone.
CircleMe è nato all’interno di una struttura già avviata, quella di Cascaad. A CircleMe l’utente si collega, diversamente dagli altri social network, non alle persone ma a dei concetti specifici come ad esempio libri, canzoni, viaggi, cibo e via di seguito e riceve contenuti relativi a questi interessi. Ogni utente in questo modo ha la possibilità di creare un universo di attività che gravitano attorno alle proprie passioni, mettendosi in contatto via via con altre persone con le quali condivide gli stessi interessi.

Con il suo modello di business innovativo (”sponsored likes”), con il concetto di connessione elastica (gli utenti vengono identificati come “neighbors” in base alle passioni in comune con altri utenti, valutando anche quando queste espressioni di interesse vengono effettuate) e con il suo team internazionale e altamente qualificato, Cascaad/CircleMe sta ottenendo ottimi riconoscimenti e visibilità a livello internazionale. Forse l’interesse è dovuto anche al fatto che questa loro soluzione, che è anche un sistema di ricerca intelligente (sfruttando molto il potere del grafo-sociale basato sugli interessi dei singoli utenti), mette in luce le logiche in qualche modo limitate di ambienti come Facebook e Google, con i loro vecchi concetti di posizionamento e ricerca basati su dati semplici e non su significati e concetti complessi.

David Casalini poi è intervenuto con “IL PASSATO DI CHEFUTURO! – come nasce l’idea di un diario dell’innovazione” Chefuturo! È la nuova rivista digitale nata per essere la rampa di lancio per proiettare l’Italia verso l’innovazione, uno spazio per raccontare le storie di chi oggi immagina come costruire il futuro. Durante l’intervento è stata portata proprio l’esperienza dei primi mesi come diario dell’innovazione italiana. 40 autori che raccontano come stanno costruendo il loro (e nostro) futuro, le storie più significative e belle da raccontare sono prese in considerazione dalla rivista. Esperienza interamente sponsorizzata da una banca che opera solo sul web! Come è stato sviluppato il format della rivista. Per avere una squadra vincente: NON TI SERVONO MANAGER MA PERSONE CHE AMANO LA TUA IDEA QUANTO LA  AMI TU!

Durante l’intervento “TRASFORMAZIONE – la cultura digitale al servizio delle social imprese di oggi (e di domani)” Giorgio Soffiato di Digital Accademia (la realtà con sede accanto ad H-Farm) ha spiegato di come essa fornisca un approccio innovativo alla formazione, essendo al servizio delle persone e delle imprese che desiderino apprendere le dinamiche e gli strumenti necessari a cogliere il valore del cambiamento in atto. La sua faculty è formata da professionisti e imprenditori capaci di spiegare con concretezza le nuove tecnologie e il loro significato per il marketing, la progettazione di nuovi prodotti, la riorganizzazione della comunicazione, la valorizzazione delle risorse umane, la creazione di nuove imprese. Giorgio Soffiato ci è venuto a trovare a PWES3 sottolineando come manchino oggi nel mondo del lavoro le persona brave…soprattutto in un mondo in continuo cambiamento come il web e di come vi sia la necessità di andare a “scuola di vero”!

Anche lui ha sottolineato, come del resto la maggior parte dei relatori, di come la gestione dei social media in azienda sia spesso sottovalutata, citando un testo dal titolo: La coppia creativa sono in 4, che rivoluziona i classici schemi delle modalità lavorative.

C’è bisogno di INNOVAZIONE COLLABORATIVA in un momento di trasformazione di codici, linguaggi, strumenti e punti di contatto con la propria utenza, non causata ma mediata dalle reti sociali che impongono cambiamenti nella comunicazione.

È il momento di un approccio ludico alla formazione ed al lavoro. Fondamentale oggi è prolungare l’esperienza formativa, vivendo e convivendo i momenti vissuti durante la lezione. Giorgio propone perciò una formazione innovativa sottolineando i 3 motivi per credere nella formazione in questo momento: 1-È anticiclica: aziende in crisi, persone in formazione, 2-insegna un linguaggio, apre le porte, 3-corsi di formazione di oggi= palestra per lavoro di domani. Sempre meno corsi e sempre più lab, la formazione deve essere a metà tra formazione mondo del lavoro.

Durante l’intervento ”COMUNITA’ DIGITALI” - di Flaviano Zandonai (Euricse, Iris Network), Graziano Maino (Fai un salto), Emanuele Canini (exlab@kinesis), sono state viste applicazioni delle nuove tecnologie in abiti in cui solitamente non si sta al passo con i tempi: il mondo delle comunità sociali e delle amministrazioni. Grazie a tre lungimiranti professionisti nell’ambito del sociale sono nati tre progetti che hanno risvegliato dal torpore anche l’originario ambito in cui il vocabolo social è nato! È stato sottolineato come si stia assistendo sempre più al mutamento dei modelli di impresa, social business, non vuol più dire solo qualcosa in ambito sociale, ma è una dimensione nuova dell’impresa.

Dulcis in fundo Michele Aquila ha presentato “U10 TWEETBOOK”, un progetto di editoria online basata su twitter (come mai l’abbiamo fatto, come funziona e dove, pensiamo, ci porterà), U10, piattaforma editoriale che si occupa di online publishing e nota per il lancio del formato tweet-book ha avuto successo grazie all’ideazione durante lo scorso Festival Di Sanremo di un Tweet-Book, un esperimento di scrittura collettiva ed istantanea nato per sperimentare nuove forme di narrativa digitale.

Grazie a tutti e PWES 4!

Elisa Remondina per Talent Garden