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Giovani talenti italiani alla conquista del mondo: a Frontiers of Interaction abbiamo incontrato Caterina Falleni, Executive Director di Axelera.

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Molti li definirebbero “cervelli in fuga“, noi di Talent Garden preferiamo “cervelli in prestito“: giovani talenti italiani che lasciano l’Italia alla ricerca di nuove esperienze ed opportunità professionali all’estero. Proprio come Caterina Falleni, giovane talento livornese ed Executive Director di Axelera che abbiamo avuto il piacere di incontrare in occasione dell’ultima edizione di Frontiers of Interactions 2013.

CARTA D’IDENTITA': 

Ciao sono Caterina, ho 25 anni da qualche settimana e sono originaria di Livorno. Sono laureata in Comunicazione e Disegno Industriale all’ISIA di Firenze per poi proseguire con il biennio specialistico in Design del Prodotto. Negli ultimi 6 anni ho cambiato 6 case, un paio a Firenze, poi in Finlandia dove ho studiato alla Kuopio Academy of Design, in Olanda a Rotterdam dove ho lavorato al WAACS Design & Consultancy, in Africa a Zanzibar come Interior Designer e fotografa e poi in Silicon Valley per il Graduate Studies Program di Singularity University a Mountain View.

PROFESSIONE:

Attualmente ricopro il ruolo di Executive Director di Axelera, associazione nata poco più di un anno e mezzo fa da un gruppo di ex alunni di Singularity University, al quale si sono aggiunti imprenditori, giornalisti e scienziati italiani. Lo scopo di Axelera è diffondere una chiara comprensione delle dinamiche e tecnologie esponenziali e aggregare, ispirare e favorire lo sviluppo di una nuova leadership che valorizzi il potenziale Italiano per affrontare le grandi sfide del nostro tempo.

PASSIONI:

La mia più grande passione è la barca a vela. Sono una velista da quando avevo 7 anni e per me la vela non è mai stata solo uno sport ma un vero e proprio modo di essere.

INSPIRATIONAL QUOTE:

Se ne dovessi scegliere una direi: “The best way to predict the future is to invent it.” di Alan Kay

Quattro chiacchiere con Caterina:

1) L’anno scorso hai vinto la Global Impact Competition 2012 con il progetto “Freejis”: di cosa si tratta?

 “Freiijis” è un apparato refrigerante, per frutta e verdura, ad uso domestico, che non utilizza energia elettrica bensì il sistema di refrigerazione per mezzo di evaporazione dell’acqua, contenuta nell’intercapedine tra due contenitori: uno interno, in alluminio, e uno esterno, in terracotta.

È lo stesso principio della sudorazione cutanea per abbassare la temperatura corporea o più semplicemente di un cane ansimante che dissipa il calore in eccesso attraverso la lingua fuori dalla sua bocca.

 2) Molte testate giornalistiche ti hanno dedicato articoli e citazioni dalla serie “giovane livornese….studierà alla Nasa” “il design italiano…andrà alla Nasa”, bene cosa è successo alla Nasa poi? Di cosa ti sei occupata?

Al centro Nasa Ames di Mountain View ho partecipato al Graduate Studies Program di Singularity University: programma interdisciplinare dove insieme ad altri 79 partecipanti da tutto il mondo con background diversi e complementari abbiamo seguito dei corsi le prime settimane e poi abbiamo successivamente lavorato in team a diversi progetti. Le discipline affrontate riguardano: previsioni e studi sul futuro; reti e sistemi informatici; biotecnologia e bioinformatica; nanotecnologia; medicina e neuroscienze; intelligenza artificiale; robotica e calcolo cognitivo; energia e sistemi ecologici; spazio e scienze fisiche; legge; politica ed etica; finanza; imprenditorialità; design.

Ciò di cui mi sono occupata io nello specifico nell’ultima parte del programma è stato un progetto rivolto ad una nuova tipologia di produzione di frutta e verdura OffShore Farming” e di un progetto che riguarda la visualizzazione e la comprensione delle informazioni contenute nel DNA chiamato X&Y Genomics.

3) Ti abbiamo ritrovata in Italia, nello specifico a Milano, al Foi13, con un workshop dal titolo “God save the drone! Preparing for drones invasion”, per chi se l’è perso di cosa si è trattato? 

Il titolo “God save the drone!” ovviamente ironico è stato un workshop che ho preparato con Anish Mohammed mio compagno di Singualrity University. E’ stata più che altro una sperimentazione. Abbiamo iniziato raccontando un po’ la storia dei primi droni, di come l’opinione pubblica li percepisce, quali tecnologie negli ultimi anni hanno cambiato questo settore e abbiamo mostrato alcuni case histories di aziende e attori sul mercato.

Anish da vero “geek” ha raccontato “Let’s see what it takes to build a drone” come costruire un drone, quali le parti fondamentali e la meccanica base per farlo funzionare.

La terza ed ultima sessione invece è stata quella più interattiva dove abbiamo fatto suddividere i partecipanti in team per riflettere su 3 moduli di domande: 1. Which market do you think will be the most disrupted by the drone industry in 5-10 years from now? 2. What is the positive and negative side of drone civilian uses and the democratisation of this technology? 3. What is your dream drone? Why would you want it? What would it do? Which positive impacts?

Per vedere alcune foto del workshop: clicca qui 

4) Axelera in partnership con Singularity University per l’edizione 2014 del Global Impact Competition, è alla ricerca di “Disruptor”, ovvero idee e persone che possano cambiare in maniera radicale le ‘regole del gioco’ in Italia, così cita il comunicato ufficiale…ad oggi quanto credi che le regole del gioco possano cambiare qui in Italia? Cosa serve per azionare un meccanismo efficace e rivoluzionario?

Le regole del gioco credo e spero si possano sempre cambiare, dobbiamo solamente capire qual’è il mio miglior modo per farlo. Se sapessi cosa servisse per azionare un meccanismo efficace e rivoluzionario forse non saremmo qui a chiedercelo :) Non mi sento di dire che ci sono strade sicure o delle regole da seguire, ma ciò che mi viene in mente  è un esempio che potrebbe essere perfettamente calzante.

Elon Musk, prima di iniziare la company SpaceX, chiese ai maggiori esperti del settore se secondo loro ci sarebbe stata la possibilità e lo spazio sul mercato per creare un’azienda del settore privato dello Space e nessuno di loro rispose in maniera positiva. Quando Musk però perseverò e creò SpaceX ci riuscì e con successo cambiando totalmente il paradigma esistente. Elon Musk è stato quindi in grado di cambiare le ‘regole del gioco’ ed è quello che sta facendo anche con Tesla nel settore automobilistico.

5) Hai vissutoSilicon Valle, facci sognare! Come si vive da quelle parti? Come ha influito sulla tua vita professionale quest’esperienza e se hai voglia di dirlo anche su quella personale…

Nella Silicon Valley il cielo è quasi sempre blu, i servizi sono di qualità, c’è tantissimo verde e il clima è splendido. A mio parere è un posto dove tutto è costruito per facilitare la vita e farti vivere meglio.

La scena delle startup inutile dirlo è fresca, stimolante e dinamica. L’esperienza nella Valley ha sicuramente influenzato la mia vita professionale, adesso non ho più troppa paura di parlare dei miei progetti, delle mie idee e dei miei sogni perché so che se si è veramente aperti e trasparenti si possono incontrare persone con le quali condividere conversazioni interessanti e magari collaborare per progetti futuri. Per quanto riguarda la mia vita personale dopo l’esperienza nella valle di silicio mi sento più aperta e positiva riguardo al futuro e con una visione più lungimirante.

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