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Talent Garden vola ai Mobile Premier Awards grazie a “Jaqard”, l’app dedicata al mondo della moda!

DevTeam_2014_01_16_bQueste tre belle facce sono nientepopodimeno che dei tre creatori di Jaqard, app legata al mondo della moda e ai consigli di stile, che si sono appena aggiudicati la vittoria del concorso indetto da AppCircus, portale dedicato alla scoperta e promozione di nuove risorse mobile e che tra qualche settimana saliranno sul palco dei prossimi Mobile Premier Awards 2014, il più grande showcase mondiale dedicato alle app cross-platform nel settore mobile che si svolgerà all’interno del Mobile World Congress di Barcellona ( dal 24 al 27 Febbraio 2014).

Questi ragazzi, noi li conosciamo bene, perché sono di casa a TAG PADOVA e siamo orgogliosi di poterveli presentare con questa intervista a Mauro Longone, Ceo di Jaqard che parla un po’ di chi cerca di farsi strada nel nostro paese portando innovazione, estro e professionalità:

1) Come nasce il vostro gruppo di lavoro e soprattutto l’idea di fare “impresa” insieme?

Il gruppo di lavoro di Jaqard parte dall’esperienza acquisita con la startup precedente, Style4Real, di cui questo progetto è in qualche modo figlio. Abbiamo preso le idee migliori che avevamo ed abbiamo deciso di farne un nuovo progetto a sé stante, più deciso, utile ed accattivante. Anche il team doveva essere più completo nelle varie aree, per evitare gli errori che avevamo commesso precedentemente. Stefano, il nostro sviluppatore iOS, aveva iniziato a lavorare presso Talent Garden di Padova, dove aveva conosciuto Marco, freelance designer e professionista nel digitale. Aveva collaborato con lui su alcuni progetti conto terzi. Eravamo alla ricerca di un designer e me l’ha consigliato. Dopo un paio di incontri al TAG, mi sono reso conto che Marco era la persona giusta per ripensare il vecchio progetto. Dopo un periodo di brainstorming, abbiamo deciso di fare un pivot ed è nata la nuova app, Jaqard. Da Luglio 2013 abbiamo iniziato a lavorarci, proprio al TAG, dato che il core team di sviluppo del prodotto è fatto da me, Stefano e Marco: 2 su 3 lavoravano già a Padova (mentre io sono di Verona). Ho preso una postazione anch’io e ho iniziato a fare la spola al TAG un paio di volte la settimana per un miglior coordinamento.

Al team si sono aggiunti, nostre conoscenze personali, Jennifer, marketing manager anglo-italiana, di base negli States,  con lunga esperienza di lavoro in Procter & Gamble e Luxottica USA ed un team di PR italiani, i ragazzi di BoBos Digital Hub, molto inseriti nel mondo del fashion blogging.

2) Cosa vi porta in Tag Padova? E cosa avete portato voi in Tag?

Abbiamo conosciuto Davide Dattoli agli eventi per startup. Quando ha aperto il TAG a Padova, ci siamo subito informati e Stefano è stato uno dei primi ad entrare. Il TAG si è rivelato un ambiente molto stimolante ed utile. Oltre all’ingresso nel team di Marco, abbiamo conosciuto validi professionisti e startupper come noi. Lo scambio di idee ed il confronto continuo, dalle pause pranzo alle imprescindibili sfide a calcetto, porta sempre nuovi input e un feedback immediato su quello che stiamo facendo. La qualità degli abitanti del TAG è un grande valore aggiunto di questo progetto di co-working. Crediamo di aver aggiunto anche la nostra esperienza e capacità all’ambiente condiviso del TAG. Oltre ad un’invidiabile abilità nel calcetto, con Stefano e Marco che non si fanno sfuggire mai l’occasione di organizzare sfide nei tempi morti!

3) Parliamo della vostra app appena lanciata Jaqard, di cosa si tratta e perché dovrei installarla sul mio I-phone? È prevista a breve una versione per Android? Istruzioni per l’uso insomma.

Jaqard è la prima app per chiedere e ricevere consigli fashion in modo completamente visuale. Basta fare una foto, ad es. ad un vestito nuovo che non sappiamo bene come abbinare, scrivere una domanda e la community risponderà proponendo un look azzeccato, costruito pescando i vestiti da un maxi-catalogo integrato nell’app. Aggreghiamo in un unica piattaforma i migliori brand e negozi online. L’idea è quella di mettere a disposizione del pubblico un team di stylist personali pronti a fornire i migliori consigli per le proprie esigenze. Più personalizzato di un magazine, senza i costi di un consulente d’immagine che solo le star possono permettersi. Il tutto avvalendosi delle tante amanti del fashion, che a loro volta possono mettere in gioco le proprie abilità e trasformarsi in influenti guide di stile. A breve, infatti, introdurremo una serie di gratificazioni ed incentivi, stilando classifiche, distribuendo badge e proponendo premi alle più apprezzate.

La versione Android arriverà, ma dopo l’estate. Nei prossimi mesi tutto lo sforzo sarà dedicato a promuovere e far crescere la app. Siamo convinti che abbia enormi potenzialità, che il prodotto sia ben fatto e quindi ci impegneremo al massimo per dimostrarlo.

4) Da dove nasce il nome “Jaqard”?

Eravamo alla ricerca di un nome che trasmettesse un senso di fashion. Dopo settimane di tentativi a vuoto, ci è venuta un’idea. Abbiamo pensato di semplificare il nome di Joseph-Marie Jacquard, l’inventore del primo telaio tessile, ancora oggi usato per indicare un tipo di lavorazione per creare disegni a maglia. Quel telaio è stata la prima macchina programmabile della storia, antesignano dei computer. Ci è sembrato il connubio perfetto fra moda e tecnologia. Quello che vuole essere la nostra app.                                        

5) Successi ed insuccessi, gioie e dolori di chi cerca di far impresa in Italia: diteci la vostra!

In generale, il livello di ingessamento burocratico e legislativo è snervante. Non si tratta solo di tasse (siamo una startup, non è ancora un gran problema), ma di operatività anche quotidiana. Ad esempio, la gestione delle quote societarie, l’incertezza normativa costante, per cui, pur essendo noi una startup innovativa iscritta nel registro apposito della Camere di Commercio, mancano sempre riferimenti certi e regolamenti attuativi per i vari vantaggi di cui, sulla carta, potremmo godere. O la normativa per i concorsi. Le startup a noi concorrenti, ad es. inglesi o americane, hanno norme flessibili e molto pratiche, per cui possono facilmente usare questo mezzo promozionale. Al contrario la normativa italiana è estremamente rigida e sembra fatta solo per mettere i bastoni fra le ruote delle nuove iniziative imprenditoriali a tutela dello status-quo. Per il settore specifico delle startup, poi, l’Italia ha il grosso problema della reperibilità di fondi di seeding per le fasi di avvio. Pochi capitali, in mano a pochi soggetti, poco propensi al rischio. Sembra sempre che quello che hai realizzato ed ottenuto non basti mai. Vogliono investire con un grado di certezza che spesso non ha che fare con un’impresa ad alto rischio com’è per definizione una startup. Gli incubatori investono pochissimi soldi, insufficienti ad un lancio ben fatto e spesso nemmeno quelli, proponendo solo consulenze e servizi di dubbia efficacia. Gli incentivi statali, poi, hanno tempi lunghissimi e complessità burocratiche che ne scoraggiano l’approccio. Il paragone con l’estero è impietoso.

6) Vi giocate il palco della finalissima del Mobile Premier Awards, il più grade showcase modiale dedicato alle app cross-platform nel settore mobile previsto all’interno del Mobile World Congress a Barcellona, una bella opportunità, ma come ci siete arrivati? Cosa porterete su quel palco?

Siamo felicissimi di tenere alta la bandiera dell’Italia ai Mobile Premier Awards. Essere l’unica startup italiana in una selezione così variegata ed internazionale è già una grandissima soddisfazione, quasi una sorpresa.

L’app è uscita da pochissimo in una versione test e non abbiamo avuto il tempo di spingere il prodotto. Ci siamo voluti mettere in gioco provando a partecipare all’App Circus online competition. E’ stato il primo contest a cui provavamo ad entrare e ci hanno subito premiato come app social innovativa! Nell’ulteriore selezione fra tutti i vincitori dei vari App Cricus mondiali, ci hanno selezionato per la finalissima di Barcellona. L’app ha trovato forza in sé per come è stata fatta. Un’ottima premessa per il futuro! Ci da grande fiducia sul lavoro che stiamo facendo.

Sul palco porteremo il gusto italiano per lo stile e la versione rifinita dell’app, con cui inizieremo il lancio promozionale vero e proprio, che crediamo abbia tutte le carte in regola per sfondare.

7) Consigli utili e pratici per chi come voi vuole “fare impresa” in Italia: “resta e credici fino in fondo” o “scappa appena puoi da qui” ?

Per ora restiamo. L’Italia è fortissima nel fashion, a livello di marchi internazionali ed ha un colosso come Yoox sul fronte vendite. Ma Jaqard è pensato fin dall’inizio per essere un prodotto internazionale. Ci interessano i consumatori esteri, più che quelli italiani, più cauti sull’e-commerce del resto degli Europei e dei paesi top player mondiali. Ci piace l’idea di fare da ponte per portare i marchi italiani al pubblico estero. Ma siamo pronti a muoverci dove troveremo le condizioni più favorevoli per la crescita che abbiamo in mente. Siamo molto ambiziosi, ci crediamo e puntiamo a far parlare di noi sulla scena planetaria.

Continuate così ragazzi…!

Qualche link:

http://www.jaqard.com/

http://www.mobilepremierawards.com/nominees-2014/jaqard/

                                              

                      

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