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Tag Monday #2: dal business degli idrocarburi, consulenza e R&D a quello dell’alimentare e social partying – FoodSquare sarà lanciata tra 2 settimane

Un anno fa a Parigi alcuni alunni di un MBA internazionale hanno deciso di lasciare le loro carriere avviate nella grande industria per lanciarsi nel tortuoso cammino delle startup. Oggi quegli stessi alunni hanno fondato Foodsquare, una app di social partying basata sulla condivisione del cibo che verrà lanciata a metà settembre.

foodsquare

Chi c’è dietro FoodSquare e come è nata l’idea?
Il nostro Team è formato da persone con background estremamente variegati, provenienti da mondi molto diversi tra loro: dall’Oil & Gas alla consulenza passando per l’ingegneria civile e la Ricerca e Sviluppo. Ci siamo incontrati durante un MBA internazionale a Parigi, al Collège Des Ingénieurs, nel Settembre 2013: laggiù è nata l’idea.

Io, Cosimo, sono il visionario del gruppo (oltre ad essere un cuoco per passione). Sono di Firenze, ho due sorelle ed una infanzia casalinga estremamente divertente: a cena non ho mai visto meno di sette persone, tra amici e cugini. Poi abbiamo Juan, il mago dei computer e tecno-dipendente. Ha lasciato sei anni fa la Colombia per studiare a Milano anche se in realtà quello che più adora è organizzare feste ed inventare nuovi cocktail. Stefano, invece, viene dalle Langhe (patria del Barolo) ed è il nostro founder con i piedi per terra (in pratica è il project manager che ci tiene in riga). L’ultimo, ma sicuramente non per importanza, è Massimiliano. Ingegnere gestionale che lavora in Boston Consulting Group, ci erudisce quotidianamente in E&S (Excel & Slides).

In due parole: cos’è Foodsquare?
FoodSquare è il primo Social Partying. Al giorno d’oggi gli studenti, per fare nuove conoscenze, si trovano davanti due opzioni possibili: usare i servizi di “dating” (solitamente molto imbarazzanti, con relazioni 1-ad-1 e focalizzate sull’apparenza) oppure spendere grandi quantità di denaro per fruire momenti sociali di bassa qualità (andando ad esempio in locali o discoteche). Inoltre, dall’arrivo dei Social Network rompere il ghiaccio con gli sconosciuti è diventato ancora più difficile; stiamo diventando, di fatto, meno sociali ed è impossibile vedere qualcuno che si presenta ad una sconosciuta con fine diverso dal semplice conoscersi. La gente sta perdendo la capacità di connettersi nella vita reale e le relazioni sono sempre più spesso basate su secondi fini, dal “one-night-only” alla ricerca di qualcuno che ti offra un drink.

FoodSquare permetterà agli studenti di tornare ad una esperienza social reale: esci a fare la spesa e spendi 9€ per comprare pasta, pomodoro ed una bottiglia di vino. Con questi, prepara una cena per 5 persone: tu, il tuo coinquilino e tre nuovi amici che contribuiranno con 3€ e che non avresti mai potuto incontrare senza FoodSquare.
Non è una piattaforma per fare soldi ma per conoscere nuove persone in modo divertente.

Sappiamo tutti bene quanto sia forte e tradizionalista la cultura italiana in merito al cibo. Credi che questo possa in qualche modo influenzare l’utilizzo di FoodSquare?
La “cultura culinaria” italiana è molto forte ed il nostro obiettivo non è assolutamente quello di creare una alternativa ad essa. Noi siamo social.
Il cibo è solo il pretesto per riunire le persone, d’altronde dobbiamo pur mangiare per vivere! Inoltre, su FoodSquare l’obiettivo è dare la possibilità a chiunque di creare eventi e conoscere persone: potete farlo tranquillamente organizzando un Vodka party, volendo!

Raccontaci quali sono gli aspetti più interessanti che hai imparato lavorando a questo progetto.
1. Lavorare in una startup è tosto. Molti pensano che siano rose e fiori ma in realtà devi partire dal nulla, inventarti di tutto, farlo funzionare, e, nel frattempo, riuscire a sopravvivere.
2. È estremamente complicato creare una struttura lavorativa soprattutto quando si è agli inizi. La differenza fondamentale tra startup e grande compagnia, sia nel bene che nel male, è la mancanza di un capo esperto che ti guida: se fai un errore, lo paghi.
3. Le continue docce gelate che stravolgono tutte quelle poche certezze che credevi di avere fino al giorno prima: impariamo cose nuove in ogni singolo momento.

Mettendo sulla bilancia tutti gli aspetti il mio parere è che lavorare in una startup sia semplicemente STRAORDINARIO: divertirsi, ridere, creare qualcosa di nuovo ed inseguire i tuoi sogni ti fa sentire davvero vivo.

Il consiglio del Lunedì di Cosimo
Sogna, prova, sbaglia, impara. Ripeti. Ma soprattutto, poniti delle domande in ogni istante.
Abbiamo iniziato credendo di sapere cosa volessero davvero gli studenti. Poi, glielo abbiamo chiesto (attraverso oltre 300 interviste) ed abbiamo avuto feedback molto lontani dalle nostre supposizioni. È probabile che, dopo il lancio del servizio, ci renderemo conto che anche le loro risposte non sono allineate alla realtà, e allora reagiremo. Chi non si adatta muore!

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