Entra in Talent Garden
it

#TagMonday 9. “Sfidatevi e mostrate di saper fare sempre meglio”. Il consiglio di Bruno

Bruno Gallizzi, 27 anni, professione fotografo. E’ l’abitante di Talent Garden Torino che abbiamo intervistato per il #tagMonday di questa settimana.

Quando hai cominciato ad amare le immagini (dipinte, fotografate)?
Le ho iniziate ad apprezzare l’arte sin da piccolo grazie a mia madre che mi faceva disegnare i personaggi disney, ma il mio incontro vero con la pittura e’ stato con le miniature di piombo; le dipingevo dettagliatamente con pennellini e colori acrilici. La fotografia è stata una diretta evoluzione per creare immagini surreali seguendo l’artista che ammiro maggiormente, Magritte. sfruttando la realtà e non solo colori e fantasia.

Cosa vedi quando arrivi in un ambiente nuovo?
Location, set, fotografie che potrei fare se usassi questa o quell’altra luce, quella o quell’altra persona… poi se ho la Canon con me, scatto!

Molta gente crede di perdere il momento che sta vivendo e distrarsi se usa la macchina fotografica, tu come la pensi?
La mia fotografia non e’ fatta di istanti, di carpe diem, di momenti irripetibili. Il mio modo di guardar il mondo, nei posti e situazioni che non conosco soprattutto, e’ in chiave creativa, quasi un archivio per l’uso potenziale e futuro…usare la macchina fotografica non e’ una distrazione ma una raccolta di luoghi e momenti, che diventano poi parte ingrante di serie, o di altre foto stesse.

Qual è stata la tua foto più fraintesa?
E’ una domanda a cui e’ molto difficile rispondere. Mettiamola così: la stragrande maggioranza delle foto che creo non esistono tali e quali al momento dello scatto. Paul Auster scrive in un suo libro: “Le fotografie non mentono, ma non raccontano nemmeno la storia per intero.” Perciò se dovessi rispondere, direi che ogni mia foto viene fraintesa, interpretata come reale, anche se la storia creativa e non che c’è dietro è completamente diversa. Se il pubblico fraintende, io son felice.

Cosa ti piace fotografare?
Simmetrie, paesaggi e scenografie che ospitano personaggi in azione, portavoce di messaggi universali. Ho una serie che si chiama “Future needs a big kiss” i cui protagonisti sono bambini, quasi sempre girati di spalle, all’interno di grandi spazi. Se son in giro e trovo la location giusta, aspetto che arrivi il piccolo protagonista e al momento opportuno, scatto.

Se domani non dovessi fare il fotografo, cosa faresti?
La strada alternativa alla fotografia è in diagnostica per i beni culturali. Scienziato dell’arte, una via di mezzo fra puro chimico e restauratore. Ho dimenticato troppo dei miei studi tuttavia!

Qual è la foto che vorresti aver fatto tu?
Ogni singola foto di Rodney Smith. Da quando ho visto i suoi lavori, per quanto mi sforzi, so che ci vorranno decenni per raggiungere quel grado di perfezione.

Il consiglio del lunedì di Bruno:
La sfida è ciò che mi spinge ad andare avanti. Sfida come confronto, come mettersi in mostra ed esser giudicati, imparando dalle critiche. Raccogliendo ciò che e’ giusto ma soprattutto cercando di dare il meglio di se perché stimolati dalla competizione. Sfidatevi, e mostrate di saper fare sempre di meglio.

 

Entra in Talent Garden
Il mio indirizzo di email è
Vorrei
Di
Aggiungo che…