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#TagMonday 12. “Ho iniziato con le cronache dei pulcini, ora scrivo per Il Sole”. La storia di Clara

ClaraAtteneGiornalista e imprenditrice. Clara Attene, abitante di TAG Torino, ha appena lanciato insieme ad altri soci un nuovo progetto che già le ha dato grandi soddisfazioni. Si chiama Viz & Chips e si occupa di data journalism. E’ nato per un concorso de La Stampa dall’unione di giornalisti, analisti, sviluppatori e grafici e poi ha continuato il suo percorso, arrivando prima al concorso Data Challenge dell’ISTAT. “Ci siamo trovati bene a lavorare insieme e abbiamo deciso di proseguire”.

Come è nato il nome?
Il nome è nato in quattro giorni. Viz sta per visualization, giochiamo molto con le infografiche; Chips perché ci piace mangiare schifezze. E durante i giorni in cui dovevamo chiudere il progetto per La Stampa abbiamo abusato di cioccolata e patatine.

Cosa facevi prima?
La giornalista, come adesso. Scrivo per Nova24 de Il Sole 24 ore, di esteri per il Venerdì di Repubblica. E’ da quattro o cinque anni che mi occupo di economia ed innovazione per il gruppo Sole 24 Ore. Da settembre ho iniziato a collaborare anche con Good Morning Italia e in più gestisco il blog in inglese di Tykly, startup torinese che ha creato un software che migliora la ricerca nei grandi database.

Quando hai deciso che da grande avresti fatto la giornalista?
A 16 anni allo stadio. Volevo fare la giornalista sportiva, ed è così che ho iniziato. Raccontavo le vittorie delle squadre di calcio dei Pulcini. Poi mi sono iscritta alla scuola di giornalismo ad Urbino: prima uno stage al Sole, poi a Radio Popolare, poi sono volata a Bruxelles per lavorare per l’ansa, poi sono finita a Roma per il Venerdì di Repubblica. E adesso eccomi qui, ad occuparmi di data journalism ed economia.

Che fine ha fatto il sogno di fare la giornalista sportiva?
Lo sport mi piace molto, ma l’ho un po’ accantonato. Quando ci sono le Olimpiadi sono capace di chiudermi in casa 15 giorni consecutivi per guardare tutte le gare. Adesso l’unico sport che faccio è danza afro e mi piace tantissimo. Durante la mia vita non ho praticato molta attività fisica, preferivo leggere Topolino, un ottimo modo per imparare le strategie di storytelling.

Che cosa ti piace fare nel tempo libero?
Adoro cucinare. Ho imparato all’università, dopo il primo anno passato a mangiare pasta e tonno ho deciso che dovevo sperimentare qualcos’altro. Sono bravissima a fare il tiramisù.

Se dovessi dare un consiglio ad un futuro giornalista, che cosa gli diresti?
Gli direi che deve mettere in conto una cosa: deve essere un bravo giornalista, ma anche un imprenditore di sé stesso. Il giornalista non è più solo in una redazione, ma è fuori, deve sapersi vendere nel senso più nobile del termine. Il futuro, inoltre, secondo me, sta nei giornali di nicchia, quelli focalizzati su determinati argomenti. Magari hanno solo 10 mila lettori, ma quei 10 mila lettori sono talmente interessati che sarebbero disposti a pagare un abbonamento.

Qual è il tuo sogno per il futuro?
Andare a fare un reportage su una navetta spaziale.

Più seriamente trovare la quadra tra essere una buona imprenditrice e una buona giornalista.

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