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Ilaria, DaWanda: “Sono partita da sola a TAG, ora gli investitori hanno creduto in noi” (Corriere)

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Insight Venture ha voluto continuare a credere in DaWanda. Il marketplace per artigiani, maker e creativi,  portato in Italia da Ilaria Contrastini, è nato a Berlino nel 2006 ed è cresciuto esponenzialmente, tanto da attirare a sé un finanziamento milionario a doppia cifra.

“Quando sono diventata Country Manager per l’Italia ero da sola, il resto del team era in Germania e io dovevo praticamente partire da zero. Ho preso una scrivania in Talent Garden, sapevo che DaWanda sarebbe cresciuta e mi sembrava un’ottima opportunità per rimanere flessibili e farmi un po’ di contatti. Poi sono arrivate anche Lucia e Valentina a completare la squadra italiana” racconta Ilaria.

La piattaforma mette in contatto creativi ed appassionati di fai da te con tutti gli amanti di pezzi di design e oggetti unici. “Molte creazioni provengono dalla seconda vita di altri oggetti: sono i materiali più malleabili e facilmente reperibili. Si può fare qualcosa di estremamente creativo e di qualità anche essendo sostenibili“. Su DaWanda ci sono artigiani, oggetti, ma andando a scavare si trovano anche storie incredibili.

Dietro a LOHN, acronimo di Little Objects for Huge Needs, si nasconde Alessio Rocchi. Architetto, che dopo aver avuto pessime esperienze lavorative, ha deciso di dedicare la sua vita all’handmade, l’italiano fatto a mano. Mischia la tradizione del design, con le nuove tecnologie: usa il taglio laser e le stampanti 3D per creare qualcosa di unico nel suo genere. I suoi oggetti, come li definisce lui, sono tre volte sostenibili: per il materiale utilizzato, per la quasi assenza di scarti da lavorazione effetto di una eco-progettazione e per i prezzi finali tollerabili da ogni acquirente.

Di storie così ne è pieno il portale. Pepe Bike Belt, ad esempio, è la storia di un duplice amore: quello per le biciclette e quello per il ciclista che ha portato Petra, tedesca, a decidere di trasferirsi in Italia. E’ stata infatti la stessa passione per le biciclette a darle l’idea di utilizzare le vecchie gomme per creare cinture.

Ilaria quando racconta le storie che ogni giorno grazie a DaWanda aiuta a far crescere si emoziona e non riesce più a smettere di parlarne. “In Italia spesso l’handmade viene visto come qualcosa da comprare perché poco costoso, si è ancora legati al concetto di brand forte. Gli oggetti che si possono trovare sulla nostra piattaforma, invece, vogliono capovolgere questa visione: sono di ottima qualità e sono prodotti da giovani designer a cui piace sperimentare”. Il mercato è in continua crescita: si tratta di migliorare la qualità della vita e di riprendere le nostre tradizioni artigiane. “Anche in televisione è pieno di tutorial di tutti i tipi. E’ un nuovo modo di vedere il consumismo: la coscienza green si è evoluta e la gente è sempre più attenta ai temi che coinvolgono l’ambiente”.

Con il finanziamento ottenuto DaWanda punterà ad espandere il proprio business a livello globale. “In Italia ero partita da sola, con metà del team a Berlino. Talent Garden mi ha dato la possibilità di far conoscere la mia azienda più facilmente sul territorio nazionale. Ora DaWanda in Italia è diventato un punto di riferimento e vogliamo continuarla a far crescere anche grazie all’investimento ricevuto”.

Alessia Anniballo

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