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Creativo e flessibile, ecco l’ufficio dove lavoriamo al meglio

Creativo e flessibile, ecco l'ufficio dove lavoriamo al meglio

Con l’avvento del digitale e delle nuove professioni cambiano le esigenze dei lavoratori, sempre più alla ricerca di un ambiente professionale flessibile che integri funzioni classiche a servizi creativi. Inoltre, la forte crescita del numero di freelancers fa sì che aumenti esponenzialmente anche la richiesta di nuovi spazi professionali, al di fuori delle classiche sedi d’ufficio. 

In questo scenario, Unify, società del settore IT e comunicazioni, ha recentemente pubblicato The Way We Work, indagine basata sulle opinioni di 9.000 lavoratori negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Germania. La survey identifica umori e punti di vista di un segmento specifico di professionisti, i cosiddetti “knowledge workers,” lavoratori che operano su beni immateriali e sfruttano competenze trasversali. Tra questi trovano spazio developer, creativi e copy writer, ma anche lavoratori del settore finanziario, marketing, sviluppo prodotto e molti altri.

Ma quali sono esattamente le caratteristiche del posto di lavoro ideale? Secondo la ricerca, l’ufficio, inteso in senso fisico e tradizionale, lascia spazio a un ambiente più flessibile, che per il 90% e 95% degli intervistati deve essere rispettivamente informale e con poco controllo. Un ambiente più libero e che si allontani dalle rigide logiche delle classiche otto ore d’ufficio risulta quindi sempre più desiderabile per i lavoratori della conoscenza. Più della metà ritiene inoltre fondamentale l’aspetto creativo all’interno del proprio posto di lavoro, come la disponibilità di spazi per rilassarsi, la vicinanza ad aziende che offrano servizi complementari e le occasioni di networking.

Il 69% dei knowledge workers sostiene inoltre che disporre di un ufficio tradizionale sia meno importante che in passato, mentre il 49% sottolinea come la propria azienda operi attraverso comunicazione e tecnologia piuttosto che in veri e propri spazi fisici. Nonostante ciò, il 23% degli intervistati riporta di svolgere il proprio lavoro interamente in ufficio, suggerendo come la fisicità del luogo di lavoro sia di fatto una caratteristica ancora molto importante. Se si pensa inoltre al fatto che oggi un lavoratore su cinque si definisce freelance o autonomo, è evidente come spazi di lavoro innovativi e coworking rappresentino soluzioni strategiche in uno scenario lavorativo che si sta rinnovando molto velocemente.

Ma qual è la percezione dei knowledge workers rispetto al proprio impiego? Non solo il posto di lavoro, ma anche le professioni si stanno muovendo verso nuovi scenari che abbracciano lo sviluppo delle nuove competenze digitali. Questo cambiamento di paradigma emerge dall’indagine stessa che riporta come il 35% degli intervistati sia convinto che tra 5 anni il suo ruolo sparirà, mentre il 65% pensa che non avrà più le stesse caratteristiche.

Dallo studio di Unify affiora dunque un mondo lavorativo che si sta gradualmente evolvendo, mentre i ruoli si ridefiniscono e gli spazi vengono reinterpretati. Le aziende  devono quindi necessariamente ripensare le proprie attività, le proprie modalità di lavoro e il proprio mindset anche in relazione alle esigenze dei knowledge workers, apripista della nuova era digitale.  

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