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Mobilità sostenibile e sicurezza per innovare la città di Milano

Connected City Hackathon

Grande successo per Connected City Hackathon, l’evento organizzato dal Comune di Milano insieme ad A2A Smart City con la regia di Talent Garden. Più di 100 innovatori hanno preso parte alla maratona d’innovazione in programma alla Fabbrica del Vapore il 17 e 18 dicembre: sviluppatori software, esperti di marketing, di design e progettazione interfacce hanno lavorato ininterrottamente per due giorni per sviluppare un progetto di trasformazione digitale a partire dai milioni di dati che ogni giorno produce il tessuto metropolitano e che vengono puntualmente raccolti dai sensori A2A presenti in tutta la città.

Il primo progetto classificato si chiama Bike.it ed è un dispositivo che trasmette la posizione della propria bicicletta ed evita i furti riconoscendo la posizione del veicolo ed allertando le Forze dell’Ordine. L’idea punta a promuovere la mobilità sostenibile con una forte attenzione alla sicurezza dei cittadini. Abbiamo parlato con il team vincitore della loro esperienza:

Perchè avete deciso di partecipare all’hackathon?
Nel bando di partecipazione abbiamo intravisto una grande opportunità: collaborare con il Comune di Milano, con A2A e Talent Garden per migliorare la qualità di vita nella nostra città e nel nostro paese. Abbiamo dunque colto la possibilità di mettere a frutto le nostre competenze tecnologiche e professionali per il bene comune.

Come nasce la vostra idea?
Da ragazzo, verso i 16 anni comprai una bellissima Bianchi da corsa. Usata. L’avevo desiderata come non mai. E ne ero fierissimo. Me la rubarono sotto gli occhi in viale Tunisia. Ancora oggi provo il senso di frustrazione di chi si vede impotente di fronte al furto. Senza speranza.

Il furto di biciclette è una piaga sociale. Il ciclista vive intensamente la sua passione e tiene molto alla sua bicicletta. L’ha desiderata, l’ha assemblata, l’ha riparata decine di volte. Ma vive con la preoccupazione del furto.

Le nuove tecnologie, sempre più raffinate, sono il punto di partenza per realizzare un prodotto che consenta il rinvenimento dei mezzi rubati. Ma ciò non è sufficiente senza la progettazione di un ‘ecosistema’ e di un modello sostenibile, in cui vi sia la volontà della Pubblica Amministrazione, delle Forze dell’Ordine e dei cittadini di intervenire per limitare i furti. E’ infine indispensabile il supporto di un’azienda altamente tecnologica come A2A Smart City che ha nei servizi al cittadino il suo obiettivo primario.

Quali sono i possibili orizzonti di sviluppo?
Creare un oggetto di ampia diffusione che oltre alla funzione primaria di antifurto, possa migliorare l’esperienza d’uso del ciclista: da quello urbano che usa la bici quotidianamente al cicloturista fino a quello sportivo.

La diminuzione dei furti porterà ad una maggior diffusione dei mezzi a due ruote, non solo tradizionali, ma anche a pedalata assistita e con motorizzazione elettrica. La scelta del mezzo sarà orientata a veicoli più performanti e costosi con un beneficio fondamentale per la filiera dell’industria ciclistica italiana. Non dimentichiamo che l’Italia è la patria storica della bicicletta e che nel 2015 il nostro Paese è stato il più importante produttore europeo di biciclette per numero di pezzi (2.3500.000 – fonte ANCMA).

Tutte le foto dell’evento sono disponibili qui.

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