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12 consigli per dare vita ad una tech community vincente nella tua città!

Questa volta vogliamo puntare l’attenzione su un guest post di Mark Suster apparso il 27 settembre 2012 sul sito di Techcrunch, nel quale vengono dati alcuni consigli per realizzare una tech community vincente. Abbiamo trovato l’articolo illuminante, anche se in realtà è tutto focalizzato sull’esperienza US, sarebbe bello capire se questi consigli siano tutti attuabili (e vincenti) anche nella nostra vecchia Europa! ;) Tuttavia non possiamo ignorare quello che accade dove tutto ha avuto origine, quindi eccovi la libera traduzione del post di Suster…. Durante la lettura vi si apriranno sicuramente un sacco di finestrelle poiché le persone citate, le realtà prese ad esempio ed i luoghi di riferimento stimoleranno in voi tante domande, noi abbiamo cercato di aiutarvi inserendo qua e la qualche link che vi aiuterà ad avere un quadro completo della situazione, o per lo meno a darvi spunti interessanti per approfondire l’argomento in seguito!

“Recentemente sul mio blog ho pubblicato un post sul mondo delle startup, cercando di far capire ai lettori che le startup non sono solamente quelle  realtà sostenute da Venture Capital che possiamo trovare nella Silicon Valley, ma che il vocabolo può essere associato a molte più esperienze al di fuori di questo particolare e fecondo ecosistema.

Oggi, però, vorrei parlare di come si presentano le nuove community al di fuori della Silicon Valley, il modo in cui nascono e come fanno ad affermarsi.

La maggior parte di quello che penso (e che so) sulle startup community l’ho imparato grazie al mio mentore Brad Feld, attraverso ore e ore di discussioni private e dibattiti pubblici.

Adesso tutti quanti possono fruire della sua saggezza, grazie ad un fantastico libro, che Brad ha scritto chiamato “Startup Communities” .

In parole povere, se avete a cuore la costruzione di una tech community di successo al di fuori della Silicon Valley non potete non leggere questo libro….

Il mio pensiero riguardo alla costituzione di una community, influenzato dagli insegnamenti e dall’esempio di Brad, è stato riassunto in un post che ho scritto sulla città di Seattle dal titolo, “A FEW KEY PEOPLE CAN MAKE A HUGE DIFFERENCE“. In questo post ho parlato di come poche persone chiave possano avere un impatto enorme sul successo di una realtà nascente.
Pensate ad esempio a persone del calibro di Fred Wilson (finanziatore di Twitter, Tumblr, Foursquare, Zynga) Tony Hsieh (founder di LinkExchange e Venture Frogs) o del già citato Brad Feld.

Di seguito quelli che a mio avviso sono gli ingredienti principali (e fondamentali) per una community di successo in ambito tech:

1. Una squadra di founder forte in ambito tech – Affermazione ovvia. Ma vorrei sottolineare che nel periodo che stiamo attraversando si possono incontrare sviluppatori davvero di talento e team preparatissimi in ogni angolo del Pianeta. Avete mai giocato a Zynga “Words with Friends” o qualsiasi altro gioco simile? Non è nato di certo dalla struttura di SF. Veniva da una startup sorprendentemente piccola nata a McKinney in Texas (30 km a nord di Dallas) chiamata NewToy.

Pensare ancora. Angry Birds? Patrtito da Rovio in Finlandia!

2. Capitali locali – Non credo sia possibile avviare facilmente una comunità locale senza ottenere finanziamenti provenienti dal territorio stesso. Investire in startup non è da tutti, gli investitori, infatti, fanno fatica a destinare i loro capitali in attività di questo tipo. Sul territorio si ritrovano (ahimè) molte più persone qualificate, che investitori pronti a finanziare i loro progetti.

In realtà, ci sono infiniti capitali ad esempio a San Diego, ma il sistema non è organizzato molto bene. Il mio suggerimento è quello di ottenere finanziamenti da gruppi angel – noti per la lentezza dell’erogazione e per la struttura piramidale – che spesso bloccano i loro capitali in piccoli fondi da 5-10 milioni di dollari. Eleggere uno o due rappresentanti all’interno del gruppo ed invitare un VC locale ad investire personalmente o di essere un consulente del gruppo stesso. La chiave consiste nell’avere un “capitale realistico“.

Ci sono due ragioni per cui è necessario avere accesso a capitali locali. In primo luogo, è improbabile che un investitore serio si impegni a finanziare una società al di fuori della propria sfera geografica, a meno che il progetto non sia già conosciuto a livello inter-territoriale (e non è proprio il caso delle startup!). Quindi è bene tenere a mente che, di solito, i primi soldi arrivano proprio da finanziatori locali.

Il secondo motivo per cui è fondamentale avere accesso a capitali locali (questa volta sotto forma di venture capital) è che senza di essi ciascuna startup sarà obbligata necessariamente a contattare un VC della Silicon Valley che, sono pronto a scommettere, suggerirà prima di tutto alla società di trasferirsi nella Bay Area, per poter avere una chance di essere finanziati. Se la vostra idea è portata al successo potrete resistere, in caso contrario, buona fortuna!

E non che io li biasimi. Se si lavora con startup si è abituati ad avere a che fare con persone che devono essere formate, e quello di cui gli startupper hanno bisogno, in primo luogo, è di potersi confrontare con professionisti preparati, il che significa che la startup avrà bisogno di risiedere nelle loro vicinanze per poter instaurare una “relazione “ credibile. E con migliaia di proposte sul territorio, perché allontanarsi per trovare startup da finanziare?

3. “Eventi Killer” – Pensate a quale vantaggio ottiene Austin ospitando ogni anno SXSW (South by Southwest è uno dei più grandi festival musicali degli Stati Uniti, la sezione dedicata al cinema e argomenti interattivi è stata inserita all’edizione SXSW del 1994. Le conferenze nel campo interattivo hanno suscitato forte seguito tra imprenditori e lavoratori del web, contribuendo a lanciare il festival come una sorta di terreno fertile per le tecnologie digitali emergenti). Una volta all’anno tutti noi abbiamo un motivo per passare da Austin! Ho visto lo stesso meccanismo a Boulder con Defrag  e Gluecon. Los Angeles ospita la annuale conferenza Monty. New York organizza milioni di eventi, compresi quelli come Adweek. Ma il migliore esempio resta Parigi con l’evento Le Web a cui tutti vogliono partecipare!

Pensate a come Big Omaha (sito dalla grafica veramente accattivante! ;)) sia stata lungimirante nell’attirare li miglior professionisti in ambito tech a livello mondiale in Nebraska (!?!). Chiamate direttamente gli organizzatori e scoprite come hanno fatto!

E ‘improbabile voler costruire il prossimo SXSW nella propria città. Ma perché non iniziare con un evento di nicchia su un argomento che può attrarre 200 persone. E costruire la community proprio da lì?!?

4. Accesso alle grandi università – E’ difficile immaginare la costruzione di una comunità tech senza un filo diretto con le grandi università. Tutte le società più innovative degli ultimi decenni sono nate in una stanza da letto di un college, come Josh Kopelman (founder di Half.com) descritto in un post nel Dorm Room Found, non possiamo non citare Microsoft, Google o Facebook.

Gli studenti sono una grande fonte di idee e di ispirazione perché sono disposti a sfidare le norme esistenti – questo atteggiamento è alla base per tutte le innovazioni ed i cambiamenti. E gli studenti hanno le più recenti competenze tecniche ed il tempo a loro disposizione per concentrarsi anima e corpo sui progetti. Ma al di là dell’idea che le startup possano provenire dalle università è fondamentale poter coinvolgere gli studenti in processi di questo tipo, poiché costituiscono un importate iniezione di manodopera preparata, giovane e laboriosa a basso costo.

La chiave è quella di essere in grado di coinvolgere i migliori elementi di ciascuna categoria sul territorio. Eric Paley, managing partner presso Founder Collective, mi ha detto di aver realizzato un programma a Boston per aiutare gli studenti universitari locali ad ottenere stage in startup tecnologiche locali. La teoria è che se una startup conosceva alcuni studenti locali, essi erano di certo più propensi a partecipare al progetto che già avevavo avuto modo di conoscere durante gli studi che emigrare Palo Alto per tentare di entrare a Facebook o Google!

Ho pensato che fosse un’idea incredibile. Tanto è vero che quando un amico di famiglia era alla ricerca di uno stage presso una società di Boston, ho contattato il mio amico Jeff Bussgang a Flybridge, che gli ha proposto un colloquio, facendogli trovare un impiego nella sua città piuttosto che farlo andare alla ricerca di un lavoro estivo a New York nel settore dei servizi finanziari. C’è una probabilità molto più alta che questo ragazzo resti a Boston adesso che ha avuto la possibilità di fare un’esperienza formativa nella sua città.

E poi, ovviamente, è necessario coinvolgere i professori a reclutare studenti ed essere consulenti aziendali o di gruppi di investimento locali. Essi, infatti, sono la fonte migliore per avvistare prima degli altri persone con grandi potenziali.

5. Motivatori, ambasciatori del progetto - è assolutamente necessario avere “ambasciatori” del proprio progetto. Hai bisogno di persone che ti aiutino a diffondere le tue idee e che spronino altri a conoscere, toccare con mano e diffondere il progetto.

A Seattle persone come Dave Schappell sono impegnate attivamente a reclutare altre persone per visitare la città e diventare “ambasciatori del marchio” organizzando incontri, grandi eventi e cene per la città. Ed è garantito: questo tipo di attività lasciamo un’impressione più che positiva. Anche grandi blogger vengono coinvolti nel processo, essi si fanno portavoce diffondendo in lungo ed in largo la parola, come ad esempio fanno Rand Fishkin, Joshua Baer & Jason Cohen  per la città di Austin, Texas. E, naturalmente, anche il Foundry Group che si occupa di viaggi organizzati ad hoc per Boulder. Ma, cosa più importante il Foudry Group ha contribuito a sostenere eventi in città come Gluecon & Defrag. Naturalmente hanno anche aiutato David Cohen a lanciare TechStars, partito come acceleratore di stanza a Boulder.
Durante la mia esperienza sono venuto in contatto anche come un’incredibile realtà di Chicago: il BuiltinChigago, che vorrei sfruttare per il mio viaggio a novembre. In effetti ogni città dovrebbe avere un “BuildIN Program”.

6. Stampa locale / Siti web / Strumenti organizzativi – New York ha una scena incredibile di startup e l’energia e la quantità di moto sono palpabili. La città però ha anche una capacità unica nel saper comunicare al mondo quello che organizza e ciò che succede al suo interno – dopotutto è il centro del mondo dei media. Sono presenti in città i principali tech press come Business Insider. Non che BI scriva solamente sulla città di New York, ma quando i giornalisti conoscono un sacco di persone su di un territorio tendono a vederle più di altre. Anche Seattle ha GeekWire, Los Angeles ha SoCalTech e così via. Questioni di stampa locale!

7. La risorsa Alumni – Dico sempre alle communiy di scoprire quali persone famose siano state studenti nella città in cui si trova la community stessa. Tutto questo per un semplice motivo: se siete a Detroit avete molte più probabilità di trovare qualcuno che è cresciuto a Flint e che arriva in città un paio di volte all’anno per motivi extra-lavorativi. E così è molto più facile convincerli a partecipare alle attività della vostra community. E a parte l’evidente orgoglio di essere coinvolto in un progetto nella propria città natale, la persona coinvolta può anche dare delle dritte per coinvolgere altre persone che potrebbero essere importanti per la community stessa.

8. Successo - Non arriverà finché all’interno di una community non si porteranno storie di successo locali. Niente fa più rumore di un successo.

9. “Capitali Riciclati” – Fred Wilson ha scritto una volta a riguardo del “capitale riciclato“, che è un concetto molto importante. Dagli imprenditori di successo locali si può ottenere del denaro da reinvestire in imprese tech ed innovative, che sono la fonte più probabile di un ritorno sul loro capitale originario. A Los Angeles i successi di Overture, Applied Semantics, Myspace, LowerMyBills, PriceGrabber, LegalZoom ed altri progetti simili hanno prodotto un gran numero di investitori angel, che hanno supportato la successiva generazione di imprenditori locali. Ed è’per questo motivo che Los Angeles oggi è una grande startup community, più vivace di quanto non fosse 10 anni fa. Il capitale riciclato ha svolto, infatti, un ruolo molto importante.

10. Imprenditori second time – La diretta conseguenza del successo consiste nell’avere neo-imprenditori che vogliono essere founder dei loro prossimi progetti. Per ogni Overture o Myspace a Los Angeles ci sono stati nuovi imprenditori che stanno cercando di realizzare qualcosa di ancora più grande e potente. Ed ora hanno molta più esperienza per farlo. Combina capitale riciclato con imprenditori di secondo tempo e con capitale di rischio locale: otterrai la scintilla per accendere un grande fuoco, questo è quello a cui stiamo assistendo a Los Angeles. Machinima. Zefr. Maker Studios. ZestCash. Gaikai. Savings.com. Factual. TextPlus. Burstly. BeachMint. NastyGal.

11. Capacità di attrarre ingegneri top – Sappiamo che San Francisco è la Mecca per gli ingegneri del software. Ma sappiamo anche che è incredibilmente costoso per viverci. Questi problemi ovviamente sono presenti in ogni grande città.

Che cosa si può fare per attirare ingegneri al top che vogliono qualcosa di più? Quali programmi innovativi si può mettere in atto per farli arrivare lì? TechStars era un ottimo metodo. E se si potesse accedere ad un fondo locale di aziende tech per fornire un alloggio gratuito o economico ad ingegneri per il loro primo anno in città? Sarebbe più facile attirarli? Tony Hsieh ha realizzato a Las Vegas un progetto ancora più ambizioso, che dovrebbe essere di ispirazione per molti.

Ed infine per diventare una comunità veramente sostenibile è necessario:

12. Tent-pole di aziende locali Tech – Seattle ha Amazon e Microsoft. San Diego ha Qualcomm. Austin ha Dell. San Antonio ha Rackspace. Un’importante ed affermata azienda locale tecnologica crea davvero una opportunità generazionale senza pari. Si crea un sistema di alimentazione di imprese locali. Crea capitale riciclato ed imprenditori second-time… con gli steroidi! L”unica cosa che sto ancora aspettando di vedere a Los Angeles è una struttura che si occupi di sorregere tutte queste società. Sono pronto a scommettere che sarà il traguardo del prossimo decennio. Me lo sento. Fino ad allora … noi continueremo a sgobbare.

E acquistate il libro di Brad, mi raccomando. Non ve ne pentirete.”

Liberamente tradotto da Elisa Remondina – 

Head of Campus Talent Garden Brescia 

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