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Da Talent Garden alla Silicon Valley: la storia di Clairy

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L’idea di un vaso smart che purifica l’aria, l’Internet of Things che aiuta a migliorare la qualità della vita. Sono partiti da poco gli startupper di Clairy ma hanno già fatto strada, da Talent Garden Pordenone al CES di Las Vegas a Gennaio 2016 fino alla selezione da parte di uno dei migliori acceleratori della Silicon Valley. La campagna su Kickstarter che si è appena conclusa ha raccolto 260.000$ di preordini di prodotto, conosciamo il progetto.

Come è nata l’idea di Clairy?
L’idea di Clairy è nata da un progetto di tesi universitario al Politecnico di Milano. Vincenzo Vitiello, laurea Magistrale in Industrial Design ha avuto l’idea ed ha iniziato a fare le prime bozze del prodotto. Fin da subito ha iniziato subito a collaborare con il suo compagno di Università, Alessio d’Andrea. Da lì il prodotto ha preso sempre più forma e le prospettive iniziavano a diventare sempre più concrete visti i feedback positivi che il prodotto riceveva. Qui è entrato in gioco Paolo Ganis, laureato in management alla Bocconi, già fondatore di alcune startup, tra le quali Talent Garden Pordenone. Si è subito creata l’armonia e si è deciso di concretizzare questa idea facendola diventare un vero e proprio progetto di business.

Perché avete deciso di lavorare su un prodotto che abbracciasse i temi di green e sostenibilità?
I temi green e sostenibilità sono da sempre molto importanti, ma soprattutto nei giorni nostri. L’inquinamento indoor è infatti un problema molto importante, e spesso viene sottovalutato poiché le persone pensano che l’inquinamento sia solo all’esterno, ma è l’esatto contrario, l’inquinamento indoor è circa 5 volte superiore a quello outdoor. Abbiamo dunque pensato ad un prodotto che risolvesse questo grande problema utilizzando tecnologie e filosofie totalmente green e sostenibili per far approcciare al meglio le persone a questo grave problema.

Quali opportunità vi ha dato lavorare in uno spazio di coworking?
Lavorare in uno spazio di coworking è stato fondamentale per la nostra crescita. La nostra avventura è infatti nata tra le mure del Talent Garden Pordenone. Sia come luogo fisico d’incontro dove poter discutere e lavorare sul prodotto sia come luogo dove poter implementare il nostro network e trovare professionisti che ci potessero dare una mano. Abbiamo infatti stretto relazioni con molte figure che ci hanno aiutato nello sviluppo del prodotto: dal sito internet, all’app, al video per Kickstarter e molto altro. Conoscenze solo possibili all’interno di uno spazio di coworking.

In 6 mesi da TAG Pordenone alla Silicon Valley, come avete fatto?
La nostra strategia era chiara fin da subito, dopo aver costituito la società a luglio abbiamo lavorato sodo per poter esporre il prodotto al CES di Las Vegas ai primi di Gennaio del 2016. Grazie al CES, che consigliamo a tutti coloro che stanno lavorando su progetti hardware, abbiamo conosciuto tantissime persone interessanti e stretto moltissime partnership. Fortunatamente abbiamo anche attirato l’attenzione di un grosso acceleratore della Silicon Valley, il quale ci ha invitato per un incontro presso i loro uffici di Sunnyvale. Arrivati ci han subito detto che il prodotto gli piaceva tantissimo ed avremmo fatto un percorso di 3 mesi di accelerazione presso di loro. E’ stato fantastico.

Quali sono i vostri prossimi obiettivi?
Dopo aver chiuso con successo la campagna Kickstarter la scorsa primavera, dove abbiamo raccolto 260.000$ di fondi, possiamo produrre il nostro prodotto. Oltre a questo stiamo incontrando moltissimi investitori della Silicon Valley, il prodotto piace quindi speriamo di poter fare un round di investimento soddisfacente. Ovviamente lavoreremo tantissimo per portare in produzione il Clairy e renderlo sempre più potente.

Per info: www.clairy.co

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