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Il Sud Italia che fa innovazione: storia di PoligoniLab

PoligoniLab

Si può fare innovazione nel Sud Italia? Può una cittadina come Cosenza diventare il centro di un nuovo fermento nel mondo del lavoro? Ecco la storia di Santo Rizzuto e Giorgia Musacchio, giovane coppia di creativi che popola gli spazi di Talent Garden Cosenza e che sfrutta al meglio le opportunità di collaborazione offerte dal network. Insieme hanno fondato PoligoniLab.

1. Da dove nasce l’idea di PoligoniLab?

PoligoniLab è un’agenzia creativa che mette insieme il visual design, la comunicazione e la progettazione architettonica. L’idea ci è venuta durante uno stage da AS Architecture Studio, a Parigi. Durante quell’esperienza siamo venuti a contatto con diversi freelance e agenzie che offrivano i servizi che offriamo noi oggi. È nato tutto lì, in qualche modo.

2. Di che cosa vi occupate esattamente?

Comunicazione, grafica pubblicitaria, web design, progettazione architettonica. Siamo in grado di occuparci dell’immagine online e offline di un’azienda a 360 gradi, dalla scelta del nome alla creazione del logo, dalla progettazione del sito web alla gestione dei profili social, dalla scelta degli arredi e delle finiture alla progettazione architettonica vera e propria. Negli ultimi mesi, ad esempio, abbiamo lavorato per un piccolo albergo di montagna che aprirà tra poche settimane. Abbiamo creato il logo, le insegne, le grafiche, il sito web, abbiamo scelto gli arredi delle camere, le finiture, i materiali ed abbiamo seguito il cantiere. Crediamo che per un committente alle prese con l’avvio di un’attività o con la ristrutturazione di un’attività esistente, avere un solo referente possa essere molto comodo.

3. Come siete approdati a Talent Garden?

Conosciamo Talent Garden dalla sua nascita, ci ha affascinato subito l’idea alla base di questo coworking. Il brand, il design degli spazi di lavoro, l’atmosfera che c’era in quelle sedi che man mano aprivano. Mai avremmo pensato che da lì a breve ne avremmo avuto uno addirittura nella nostra città. Appena abbiamo saputo dell’apertura di Talent Garden Cosenza ci siamo iscritti alla newsletter, abbiamo seguito i primi eventi, ci siamo conosciuti e dopo pochissimi mesi dall’apertura, abbiamo lasciato il nostro vecchio ufficio e ci siamo trasferiti.

4. Talent Garden Cosenza è il primo coworking del sud Italia. Che impatto pensate stia avendo un luogo del genere sulla comunità locale?

La fortuna di chi lavora nel digitale è che molto spesso riesce a lavorare anche non a stretto contatto con il cliente. La maggior parte dei nostri clienti non sono locali, come non sono locali la maggior parte dei clienti delle altre realtà che lavorano in Talent Garden Cosenza. Questo perché probabilmente qui a Cosenza (e in Calabria in generale) i committenti pubblici e privati spesso non riconoscono l’importanza di investire in innovazione digitale e nei servizi di qualità che le nuove figure professionali sono in grado di offrire. Ma la situazione sta cambiando. O almeno ce lo auguriamo. Talent Garden Cosenza sta facendo invece moltissimo per le aziende e i professionisti che lavorano nel digitale: ci sta mettendo in rete, ci sta facendo incontrare, ci sta facendo conoscere, ci sta facendo collaborare. E non è poco.

5. Insieme ad altri due tagger gestite la comunicazione di una software house che risiede sempre a Talent Garden. Com’è nata una sinergia del genere?

Questa è solo una delle tante collaborazioni nate in questi anni di lavoro in Talent Garden. Le collaborazioni nascono nella maniera più naturale possibile: si è a stretto contatto ogni giorno ed è naturale che ci sia non solo confronto e scambio di esperienze e competenze, all’occorrenza nascono le collaborazioni, si avviano progetti insieme, si fa squadra. Siamo in grado di offrire tutti i servizi che offriamo anche perché abbiamo a nostra disposizione tutta una serie di professionisti che possono intervenire dove non abbiamo competenze. Sviluppatori, fotografi, videomaker, copywriter, traduttori. Tutte figure con cui potenzialmente possiamo avviare collaborazioni ogni giorno.

6. Quali consigli dareste ai giovani che decidono oggi di fondare una startup nel campo del digitale?

Quello del digitale è senza dubbio un settore in cui attualmente c’è molta possibilità di lavoro e ce ne sarà presumibilmente anche in futuro. Ok, è il campo del momento. Ma, retorica a parte, è un campo come un altro del mondo del lavoro, quindi ci sentiamo di consigliare la stessa cosa che consiglieremmo a chiunque volesse avviare un’attività in un settore qualsiasi del mondo del lavoro: farlo seriamente. Lavorare seriamente, rispettare le scadenze, essere chiari con i clienti e costruirsi una rete di collaboratori altrettanto seri. Lavorando seriamente i risultati non tardano ad arrivare. Nel digitale e nell’analogico.

 

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