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Food e innovazione: rivoluzione sostenibile

VINNI pizza

Innovazione tecnologica e sostenibilità, questi i valori al centro del business VINNI pizza, startup nata da un’idea semplice quanto rivoluzionaria, che prevede l’utilizzo di un diverso cartone per la pizza, più pratico ed eco-friendly. Membri di Talent Garden Genova, il team di Mario Mezio e Jonny Lo Piscopo si prepara a presentare la propria idea a Seeds & Chips, uno degli eventi più importanti a tema food e technology che si terrà dall’8 all’11 maggio a Milano. VINNI pizza è infatti tra le 7 startup finaliste dell’evento.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Mario Menzio per saperne di più su questo innovativo prodotto e sulla loro partecipazione a Seeds & Chips.

1. Com’è nata l’idea di VINNI pizza?

L’idea di VINNI è nata da un esperto Pizzaiolo, Armando Rizzo, che nel 2012 ha iniziato a pensare e sviluppare un innovativo contenitore per la pizza d’asporto, più pratico, salubre e rispettoso dell’ambiente rispetto ai cartoni tradizionali.

Nel luglio 2015 Armando ha presentato questa sua idea brevettata al Workshop da noi organizzato al Talent Garden di Genova, nell’ambito del nostro programma di aziendalizzazione di brevetti – InvestoinItalia.it – e da lì abbiamo deciso di approfondire e, dopo circa 9 mesi, di costituire una società con lui per lanciare sul mercato questo prodotto.

2. Perché VINNI è un prodotto rivoluzionario?

Perché VINNI è un contenitore d’asporto in polistirene alimentare che, a differenza delle solite scatole di cartone, in cui la pizza si bagna e diventa molliccia e fredda, evita la formazione di condensa, per cui si mantiene più calda, fragrante e integra, anche a distanza di tempo.

Oltre a ciò non tutti sanno che molto spesso i box di cartone sono realizzati in cellulosa riciclata, sebbene sarebbe vietato, quindi contengono sostanze tossiche e cancerogene (ad esempio BPA e DBPI) e, una volta usati, essendo sporchi e unti, non possono essere riciclati e finiscono in discarica (700 milioni all’anno in Italia).

VINNI, essendo certificato a uso alimentare e riciclabile, invece salvaguarda sia la salute dei consumatori, che l’ambiente e inoltre è riutilizzabile più volte da parte degli utenti finali.

3. Siete tra le sette startup finaliste di Seeds & Chips, uno degli eventi di riferimento in tema cibo e innovazione. Che cosa vi aspettate da questa importante iniziativa?

Innanzitutto siamo molto felici di questo risultato e ci stiamo avvicinando a questo evento con grande entusiasmo e curiosità di vedere e confrontarci con le altre realtà e gli stakeholders di questo ambito.

Il nostro obiettivo entro un paio di mesi è quello del “go-to-market, per cui la partecipazione a questa importante fiera ci servirà per ultimare e aumentare la raccolta dei fondi previsti e prendere ordini dai potenziali clienti, in particolare le grandi catene di pizzerie e servizi di food delivery.

Siamo attenti e aperti anche nei confronti di importanti brand, che vogliano condividere i valori di VINNI e siano pertanto interessati a sponsorizzare e a partecipare attivamente a questa “rivoluzione”.

4. Quali sono le nuove frontiere dell’innovazione in ambito alimentare?

In generale, notiamo, sia da parte dei media, che degli utenti finali, che c’è sempre più una maggiore consapevolezza e attenzione verso la qualità degli alimenti, intesa non solo come sapore, ma sotto ogni punto di vista.

Non si considera più unicamente il prodotto finale, ma l’intera filiera, cercando di verificare e fare in modo che si tratti di un “processo sempre più sano”, dall’inizio alla fine, sia per i singoli cosumatori finali, che per l’ambiente e la collettività.

In questo senso, come nel caso di VINNI, anche il packaging gioca un ruolo fondamentale, sia nel conservare e preservare le caratteristiche genuine del cibo, che nell’essere parte integrante di questo ciclo continuo, senza danni e sgradevoli effetti collaterali per l’ambiente e le persone.

5. La vostra startup ha sede a Talent Garden Genova. Come siete approdati al campus e cosa apprezzate maggiormente di questo spazio di lavoro?

Io e il mio socio Jonny Lo Piscopo conoscevamo la formula del co-working e di Talent Garden in particolare e, circa due anni fa, abbiamo voluto provare la struttura di Genova, con risultati ottimi sin dall’inizio.

Al primo posto mettiamo la possibilità di condividere, non solo lo spazio, ma soprattutto esperienze, visioni e le diverse skill con gli altri abitanti. Da questo punto di vista è un acceleratore di crescita e di opportunità di networking straordinario.

Ci piace poi la possibilità di poterci spostare e fare affidamento sulle varie sedi sparse per l’Italia e l’Europa, a seconda delle necessità.

Infine, venendo entrambi da lunghe esperienze con nostri uffici, apprezziamo molto la comodità di non doverci più occupare di tutte le incombenze e dei grandi o piccoli impegni che gestire un ufficio comporta, evitando così di sottrarre tante ore ed energie ad attività più utili e importanti.

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