ENTRA IN TALENT GARDEN
it

Quando l’ufficio viaggia con te: vita da esploratore digitale

HOBO Content Studio

Un PC e una connessione Internet. È tutto ciò che serve oggi ai professionisti del digitale, in una condizione di perpetuo nomadismo creativo, dove il tradizionale ufficio non serve più. Una scelta dettata dall’evoluzione del mondo del lavoro e della tecnologia, come dimostra la storia di Mila Ligugnana, Social Media Strategist & Founder di HOBO Nomad Content Studio, uno studio di produzione contenuti su quattro ruote. Sì, perché Mila viaggia insieme al proprio team su un van, occupandosi della copertura live di eventi e di altre attività creative. La sua base però è a Talent Garden Calabiana, dove incontra clienti e collaboratori.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Mila e scoperto di più sulla sua vita da esploratrice digitale.

1. Come nasce l’idea di HOBO Nomad Content Studio?

Come creativo, mi sono sempre sentita di “stare nel posto sbagliato. E intendo fisicamente. Mi sembrava molto strano che mi venisse chiesto di pensare fuori dagli schemi, di inventare qualcosa di nuovo limitandomi a trovare ispirazione online a poche ore da una consegna, chiusa dentro a un ufficio. Spesso si lavorava fino a tarda notte, altre volte il tempo non passava mai. Eppure, anche quando non c’era molto da fare, non potevo uscire durante l’orario d’ufficio per andare a una mostra, al cinema, o semplicemente dalla mia famiglia o dagli amici per parlare del più e del meno, trovando ispirazione nel quotidiano. Quando poi mi sono avvicinata al mondo dei social network, mi sono accorta di quanto poco fosse necessario recarmi ogni giorno nello stesso luogo. Mi servivano soltanto un computer e una buona connessione Internet per fare bene il mio lavoro, fatta eccezione dei brainstorming o delle riunioni con i colleghi.

Sono figlia di camperisti e ho sempre viaggiato molto, così quando sono diventata un freelance a un certo punto mi sono domandata “Perché non aprire uno studio nomade? Mi faciliterebbe negli spostamenti lavorativi (mi viene spesso chiesto di occuparmi di coperture live social di eventi, a volte itineranti) e potrei lavorare dovunque, senza limiti di spazio e tempo.”

Così, è nato HOBO, un Nomad Content Studio, che ha come sede principale, beh, un van!

HOBO è una realtà estremamente flessibile, il mezzo ha di fatto una componente “romantica” che è quella appunto del viaggio, ma anche molto pratica. La copertura live di un evento ad esempio può essere organizzata all’ultimo minuto (disponibilità permettendo) e garantisce a tutto il team in trasferta (regista, montatore, fotografo, community manager) di avere un luogo all’interno del quale lavorare anche in condizioni estreme e dove fare brainstorming tra uno spostamento e un altro.

In questi anni ho avuto la fortuna di incontrare alcuni talentuosissimi freelance con la mia stessa visione (qualcuno direbbe utopica) di questo lavoro.

Quattro di questi, Andrea Castelletti – Creative Director, Marina Rosso – Fotografa, Carlo Zoratti – Director e Dario Moroldo – Composer, permettono oggi a HOBO di sfidare progetti creativi anche molto strutturati, in una modalità del tutto nuova e perché no, un po’ bizzarra.

2. Quali sono i nuovi confini dello storytelling?

Credo che non esistano nuovi confini, bensì nuove possibilità. Il mondo dei social network ad esempio ci ha permesso negli ultimi anni di raccontare le aziende in un modo del tutto nuovo, più intimo e meno artefatto. L’evoluzione frenetica di questi stessi mezzi ci ha messi alla prova più che mai: raccontare un’azienda è diventata una sfida a 360°, bisogna restare costantemente aggiornati e saper ascoltare le persone più che mai.

3. Social media: in che modo hanno cambiato la comunicazione di un’azienda?

Credo che i social media abbiano avvicinato maggiormente le aziende ai propri consumatori. La piccola realtà ora può mettersi in gioco con un budget irrisorio e una strategia editoriale ben strutturata. La grande, può instaurare un rapporto più intimo con il consumatore, svelandogli qualcosa in più di sé giorno dopo giorno, parlando a tu per tu con il proprio acquirente, attraverso un mezzo leggero come una chat di Facebook o un messaggio WhatsApp. Non si tratta più di aziende e consumatori, ma di persone e persone.

4. Che consigli daresti ad un giovane che vuole intraprendere il percorso di copywriter?

Semplicemente di farlo, credo sia un buon momento storico per scegliere questa carriera.

5. Perché hai deciso di stabilire la tua attività a Talent Garden?

HOBO è un van. Lo spazio interno è quindi come potrete immaginare molto ridotto. Cercavo un ufficio più grande dove poter riunire collaboratori e clienti e cercavo in questo una componente nomade. La rete di campus sparsi per tutta Europa di Talent Garden mi ha colpito fin da subito: l’idea di poter prenotare una sala riunioni a Tirana e il giorno dopo a Barcellona mi sembrava stupefacente e perfettamente in linea con lo spirito di HOBO.

6. Quali sono i tuoi obiettivi nel breve periodo?

Continuare a fare il lavoro che mi piace, come mi piace farlo.

 

Leggi anche: Realizza il tuo sogno nel cassetto con Ulule

Entra in Talent Garden
Il mio indirizzo di email è
Vorrei
Di
Aggiungo che…