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Small budget, great solutions: oggi è possibile con Fingerlinks

Fingerlinks

Servizi di consulenza per sviluppare e realizzare software a costi ridotti: questa la mission del team di Fingerlinks, giovane e dinamica startup romana con sede a Talent Garden Cinecittà. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Fabio Ranieri, CTO e Founder del team per saperne di più!

1. Da dove nasce l’idea di Fingerlinks?

Fingerlinks nasce inizialmente come un’organizzazione con lo scopo di riunire aziende e freelance che vogliono approcciare l’informatica attraverso metodi nuovi e innovativi. Il primo risultato che abbiamo raggiunto è stato quello di portare un corso di programmazione sulle applicazioni web all’interno di alcune università: era il 2011 e si trattava di una vera novità! Nel 2005 Fingerlinks era in contatto con 5 aziende diverse e con circa una quindicina di freelance attivi su vari progetti, tutti rigorosamente da remoto. Nel 2008 io e il mio collega Co-Founder Antonio Puledda (che oggi è Creative Director e Senior UI/UX Designer) abbiamo deciso che era il momento di dare vita alla nostra azienda.

2. Di che cosa si tratta esattamente?

Fingerlinks è una società che si occupa di sviluppo mobile e da un paio di anni, anche di IoT. Da noi l’imperativo primario è essere curiosi: non esistono freni o barriere di alcun tipo alla curiosità e alle nuove idee. Cerchiamo di trattare tutti i nostri clienti con la professionalità di una grande azienda, ma vogliamo anche che con loro si possa creare un rapporto più amichevole. Tutti sono importanti e a tutti vengono date possibilità di crescita. Alcuni nostri ex-dipendenti oggi sono nostri soci in altre attività, oppure lavorano all’interno di multinazionali grazie a ciò che hanno imparato da noi e questa rappresenta una grande soddisfazione personale. Ho sempre creduto che la forza di un’azienda risieda non nel fatturato in sé, ma nella capacità di collaborazione e nella contaminazione di progetti e idee tra chi vi lavora.

3. Quali sono gli aspetti positivi della condivisione dell’ufficio?

Riteniamo che il fatto di essere in continuo contatto con il cuore dell’azienda, rappresenti un valore aggiunto per tutti i nostri dipendenti e collaboratori perchè in questo modo, possiamo condividere le problematiche e le gioie di un progetto. Anni fa lavoravo presso un’altra azienda e non ritenevo giusto che in seguito a un rilascio di un progetto, sia che risultasse positivo o negativo, fossero soltanto i capi a riunirsi per decidere del destino altrui. Non lo ritengo corretto: per me o si vince o si perde tutti insieme.

4. Quali sono le peculiarità del campus di Talent Garden Cinecittà?

Lo considero un posto molto promettente per dare vita a progetti e idee interessanti. Sarebbe bello poter portare un po’ di tecnologia in una location dove il cinema ha fatto la storia! In fondo, Cinecittà è anche un luogo di ispirazione, non soltanto per il cinema che è stato, ma anche per chi si trova a lavorare lì oggi.

5. Quali consigli dareste ai giovani che decidono oggi di avviare una startup?

Innanzitutto di stare attenti perché oggi esistono tante persone e organizzazioni che purtroppo, utilizzano in modo non etico i termini “incubatore” o “startup” , spesso senza voler realmente aiutare i giovani. Suggerirei di creare dei corsi sull’imprenditorialità completamente dedicati ai ragazzi. Mi piace immaginarli come una sorta di patente per guidare la macchina: facendo esperienza, si impara! In fondo, è in un semplice garage che è nata l’azienda rivoluzionaria che conosciamo oggi…

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