ENTRA IN TALENT GARDEN
it

Realtà virtuale: lo storytelling entra nel futuro

VR

No, non è un trend. La realtà virtuale sta entrando nella sua fase di maturità, con una previsione di crescita del 100% per ognuno dei prossimi quattro anni. Una tecnologia in evoluzione che diventa piattaforma di esperienze uniche e nuove, che rivoluzionano drasticamente la fruizione di contenuti digitali. Nuovi strumenti, e quindi nuove opportunità di storytelling. Questa l’intuizione di Impersive, azienda unica nel panorama internazionale dedicata alla produzione di esperienze 360° 3D in persona in movimento. Proprio di realtà virtuale parleremo durante Futureland insieme a Guido Geminiani, CEO di Impersive che qui ci racconta del suo progetto e della sua passione per la VR.

1. In che modo ti sei appassionato alla realtà virtuale?

Era l’estate 2014, ho riaperto lo studio (ho una casa di produzione video) ad Agosto e mi sono messo a fare i primi test da solo provando tutte le camere e ottiche che avevo in magazzino. I risultati non sono stati eccezionali ma mi sono divertito e da allora non mi sono più fermato.

2. Impersive produce esperienze 360° 3D in persona in movimento. Di cosa si tratta esattamente e come siete arrivati a sviluppare questa tecnologia?

Procedere per prove ed errori è stata la mia unica scuola nelle produzioni video ed è l’approccio che ho adottato anche per la VR, prima di ogni successo ci sono volute mesi di prove e test deludenti.

Ho iniziato sviluppando decine di hardware diversi per le riprese e di moduli per la post-produzione che continuiamo ancora oggi a migliorare ed evolvere. La tecnica è diventata sempre di più, progetto dopo progetto, un linguaggio con regole proprie.

Trattandosi di una tecnologia artigianale, la costruzione del team è stata una parte fondamentale del processo, soprattutto per poter scalare su numeri importanti.

3. Quali sono i maggiori campi di utilizzo?

Il campo di utilizzo ideale per il nostro linguaggio Impersive è lo storytelling, applicato alla fiction seriale o ai branded content ma sempre di più anche nella formazione, dal medicale/farmaceutico all’industriale fino all’aeronautica.

4. Come cambia lo storytelling di un brand grazie alla realtà virtuale?

Lo storytelling cambia radicalmente tanto che è anche solo difficile parlarne se non si è provato almeno un’esperienza VR Impersive. La responsabilità del brand sta nel proporre un’identità specifica al proprio target (letteralmente lo si mette nei panni di qualcuno) con la consapevolezza che l’impatto emotivo è molto forte (l’Università Bicocca ha realizzato diversi studi di psicologia proponendo i nostri contenuti a campioni rilevanti).

5. In che modo siete entrati nel mercato B2C?

Oggi lo sviluppo della tecnologia e del linguaggio così come l’internazionalizzazione sono sostenuti interamente da attività B2C. Abbiamo inoltre già prodotto diverse esperienze esplorative, prevalentemente fiction seriale in vista di un mercato B2C. In questo senso siamo stati presenti a Cannes NEXT e al VR World Forum (Crans Montana) con un contenuto di fiction VR girato con l’attore Michael Margotta a Venezia, mentre un contenuto girato nel 2015 The Bomb è stato riscoperto quest’estate grazie a un bellissimo pezzo che ne racconta l’esperienza su Marie Claire (chi l’avrebbe mai detto…)

6. Quali sono gli argomenti che affronterai a Futureland?

Credo che in questa fase sia fondamentale raccontare case history di utilizzo efficace della realtà virtuale e della nostra tecnologia/linguaggio, una fra le tante disponibili sul
mercato. E ovviamente saremo a disposizione per provare esperienze in loco con visori VR!

 

Buy your pass for Futureland now!

Discover all ticket options on our website.

 

 

Entra in Talent Garden
Il mio indirizzo di email è
Vorrei
Di
Aggiungo che…