ENTRA IN TALENT GARDEN
it

Poste Hack 6: la rivoluzione dell’ecommerce passa per la community

Poste Hack 6

Si è tenuta lo scorso weekend a Torino la sesta edizione di Poste Hack, la maratona di idee che organizziamo in partnership con Poste Italiane. Per due giorni marketer, developer e designer si sono sfidati nella cornice di Talent Garden Fondazione Agnelli per innovare la consegna dei pacchi, una delle fasi più importanti dell’ecommerce, soprattutto in termini di soddisfazione dei clienti. A vincere il primo premio un progetto che coniuga tech e impatto sociale puntando sulla forza della community. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con il team vincitore composto da Adam Szewera, Arkadiusz Szewera, Lorenzo Campo e Federica Pecoraro, questi ultimi due in qualità di mentor, figure che offrono un supporto fondamentale nella realizzazione dei progetti.

1. Perché avete deciso di partecipare a Poste Hack?

Federica: Mi è stato proposto di partecipare a Poste Hack come Hero, per dare supporto al team a definire e realizzare un’idea. Ho accettato perchè design e strategia sono gli aspetti che mi appassionano di più! Qualche anno fa ho creato Fightbean, uno studio di User Experience Design che si propone di fare proprio questo: aiutare le persone a realizzare idee e creare esperienze di valore. E quindi non mi sono lasciata sfuggire l’opportunità di collaborare con dei ragazzi brillanti che hanno voglia di fare qualcosa di nuovo.

2. Com’è nato il vostro progetto e di cosa si tratta esattamente?

Federica: Il progetto Poste Keep nasce da un’idea di Arkadiusz, 27 anni, che è arrivato al Poste Hack con l’idea di voler creare un “airbnb dei pacchi” (come lo ha definito lui).

La sua intuizione è molto semplice: le persone che comprano online non sempre hanno tempo e possibilità di rimanere vincolati a casa o in ufficio in attesa della spedizione. E sappiamo tutti che ritrovare in buca il bigliettino di mancata consegna è un’esperienza davvero frustrante.

Perché allora non fare affidamento sulla rete dei vicini? Sicuramente nel raggio di pochi metri ci sono delle persone che sono a casa o sul posto di lavoro disponibili a ritirare il pacco al posto nostro. Basterà poi accordarsi tramite un’app sull’orario in cui andare a ritirare il pacco, sfruttando anche le fasce serali in cui gli uffici postali sono chiusi.

Purtroppo il suo pitch introduttivo non è andato molto bene; nel minuto che aveva a disposizione per raccontare la sua idea, Arkadiusz non è riuscito a spiegare il valore del suo progetto e quindi nessuno si è proposto per dargli una mano.

Arkadiusz non si è perso d’animo e ha deciso di portare comunque avanti la sua idea, con l’aiuto del fratello Adam, reclutato per l’occasione. E la sua perseveranza è stata premiata con la vittoria dell’hackathon!

3. Quali sono i possibili orizzonti di sviluppo?

Tutti: Poste Keep ha il grande vantaggio di integrarsi in modo molto semplice con infrastruttura e logistica di poste italiane: può essere implementato nell’immediato per migliorare l’esperienza di consegna di un pacco. In futuro un sistema di rating e di preferenze potrebbe rendere il servizio ancora più social e personalizzato. Il progetto ha del potenziale e vorremmo portarlo avanti!

4. Qual è l’aspetto più difficile del lavoro di gruppo?

Tutti: In un hackathon ci sono 3 aspetti importanti: il tempo a disposizione, il team e la fattibilità del progetto.

Il tempo è limitato, aspetto che viene continuamente ricordato ai ragazzi durante l’evento: questo crea ovviamente uno stato di tensione sotto il quale non tutti riescono a dare il meglio. Nel caso di Poste Hack le ore a disposizione erano meno di 48.

Il team risulta quindi essere essenziale. Quando si lavora con persone conosciute da pochi minuti la vera sfida è capire subito chi hai davanti e come tirare fuori il meglio da ogni membro del team. E’ importante non abbattersi di fronte alle difficoltà iniziali, fare squadra, motivarsi e sfruttare al meglio le critiche che naturalmente emergono confrontandosi con gli altri. Un supporto fondamentale è dato dalle preziose figure dei mentor (nel nostro caso Giovanni Riviera di Indabox srl).

La fattibilità delle idee è legata a doppia mandata con il tempo e con il team: bisogna avere la capacità di sfruttare tutte le competenze del gruppo per individuare le criticità del progetto il prima possibile per affrontarle e risolverle nel modo più efficace. Allo stesso modo bisogna sviluppare una tendenza al realismo, a mantenere i piedi per terra per evitare di presentare nel pitch un’innovazione che si scontra con la realtà commerciale tanto cara alle giurie.

5. Qual è stato l’elemento più interessante dell’evento?

Federica: Credo che l’aspetto più affascinante per i ragazzi sia stato quello di mettersi alla prova su un problema concreto di Poste Italiane, presentando una soluzione fattibile e con un time-to-market ristretto. Il tutto in meno di 48h.

Tutti: Vorremmo inoltre ringraziare tutto il team di Talent Garden e il gruppo Poste Italiane per l’opportunità!

 

Leggi anche: Con Poste Hack 5 il risparmio diventa digitale!

Entra in Talent Garden
Il mio indirizzo di email è
Vorrei
Di
Aggiungo che…