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Oltre l’opera: l’arte come non l’avete mai vista

App Casalebraica

Entri in un museo e vaghi per le sale. Quante volte hai avuto la fastidiosa sensazione di perderti qualcosa? Un dettaglio interessante, un’opera che a prima vista non sembrava particolarmente significativa. Cambia tutto se c’è una guida, un esperto pronto a raccontarti i segreti delle opere che incontri.

Oggi quell’esperto può essere un’app, una tecnologia digitale che ti accompagna nella visita, fornendoti contenuti in base alla tua posizione all’interno del museo. Si basa su questo principio l’app Casalebraica, sviluppata da tre dei nostri tagger di Talent Garden Fondazione Agnelli, ognuno con la propria professionalità, ma uniti in un progetto comune (e ne hanno in cantiere molti altri!). Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Alberto Filippini, Simone Landi e Ludovico Dallavecchia, che insieme hanno costruito un progetto culturale nuovo grazie all’utilizzo delle tecnologie digitali.

1. Come nasce l’idea dell’app Casalebraiaca?

Alberto: La Fondazione Arte, Storia e Cultura Ebraica a Casale Monferrato e nel Piemonte Orientale – ONLUS che gestisce il Museo Ebraico di Casale ha contattato Heritage, azienda di cui faccio parte, con una richiesta: abbiamo un gran numero di visitatori ma non abbastanza guide per accompagnarli all’interno degli spazi del museo. Da questa esigenza è nata l’idea di creare un’applicazione che “sostituisca” la guida e permetta all’utente di scoprire i segreti del museo in autonomia. È stato così presentato un progetto alla Compagnia di San Paolo che lo ha sostenuto con un contributo.

Heritage si occupa in particolare di creare nuovi modelli di fruizione per i beni culturali, integrando il know-how culturale con quello tecnologico e per questo oltre alla semplice implementazione tecnica è stato realizzato uno storytelling per rendere più coinvolgente la visita e indirizzare l’utente a scoprire particolari e segreti del museo.

L’applicazione è stata creata insieme a Simone Landi di Namaqua e Ludovico Dellavecchia (freelance), due sviluppatori che ho conosciuto in Talent Garden e con i quali collaboro abitualmente.

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2. Quali sono le principali funzionalità?

Simone, Ludovico: A livello tecnologico l’app del Museo Ebraico di Casale Monferrato è stata sviluppata con l’obiettivo di aumentare la qualità dell’esperienza museale del visitatore facendolo interagire direttamente con le opere del museo man mano che si avanza attraverso il percorso guidato.

Grazie all’utilizzo di librerie e framework di ultima generazione abbiamo sviluppato delle funzionalità che hanno permesso la creazione di un sistema integrato IoT (Internet of Things) capace di proporre contenuti in base alla posizione del visitatore rispetto alla visita all’interno del museo. Ciò è stato reso possibile attraverso l’utilizzo di sensori di prossimità chiamati Beacon posti presso le opere in esposizione: non appena il segnale viene acquisito, l’applicazione notifica all’utente la presenza di un nuovo contenuto multimediale.

Se l’utente è interessato, può procedere direttamente alla riproduzione della nuova traccia audio altrimenti può continuare con l’ascolto della traccia corrente e alla fine ascoltare la successiva ricevuta dal sensore.

Oltre al sistema di interfacciamento con i sensori di prossimità, sono state integrate sezioni per l’approfondimento dei contenuti tramite un sistema di “hotspot” disposti sulla foto, visualizzata sul dispositivo dell’utente, del dipinto/ambiente che si sta guardando.

Inoltre sono state realizzate delle funzionalità per la “visita a distanza”: un “virtual tour” e l’accesso a tutte le tracce per l’ascolto di una traccia slegata dalla visita all’interno del museo. Infine, per dare a tutti la possibilità di comprendere i termini ebraici, è stato realizzato un Glossario con tutte le terminologie ed i vocaboli per comprendere al meglio l’opera che si sta osservando.

3. Arte e tecnologie digitali: in che modo le seconde possono favorire un maggiore coinvolgimento dei fruitori dei beni culturali?

Alberto: La tecnologia non può essere considerata solo uno strumento, perché è molto di più: è il modo con cui oggi ci esprimiamo e prendiamo consapevolezza di ciò che ci circonda, ciò con cui interagiamo. Questo vale anche nell’ambito culturale, dove, più tardi rispetto ad altri ambiti, oggi si iniziano a recepire le conseguenze della rivoluzione digitale.

Cambiando le modalità di fruizione, cambiano anche i fruitori e la tecnologia può permettere un accesso ai contenuti più diretto ed efficace, ma anche più interessante e completo. Certo, bisogna però essere ben capaci di coniugare contenuti e tecnologia, armonizzarli in un sviluppo congiunto e integrato: con Heritage e con l’aiuto di Simone e Ludovico, stiamo lavorando proprio in questa direzione.

4. A quali altri progetti state collaborando?

Alberto, Simone, Ludovico: Al momento stiamo lavorando insieme su diversi progetti in ambito culturale: dai tour interattivi all’interno dei musei, a piattaforme di trascrizione in crowdsourcing di manoscritti, fino ad applicazioni mobile studiate per rendere accessibili i reperti storici o le opere d’arte ai portatori di disabilità visive/uditive. Ad esempio “Sanniti Experience”: abbiamo scansionato e riprodotto con la stampa 3D una statua del 600 A.C. e inserito al suo interno dei sensori comunicanti con lo smartphone del visitatore che si attivano al tocco grazie ad Arduino. In questo modo un non vedente riesce a “vedere” l’opera toccandola e “sentirla” grazie ad uno storytelling realizzato da attori professionisti.

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5. Quali sono gli aspetti che preferite del lavoro all’interno di Talent Garden?

Alberto, Simone, Ludovico: Lavorare all’interno di Talent Garden permette la reale contaminazione di idee e professionalità, rendendo realizzabile ciò che altrimenti sarebbe molto complesso.

La capacità di condividere competenze e trovare professionisti all’altezza delle richieste facilita la creazione di un ecosistema dove freelance ed aziende uniscono le forze ed acquisiscono forza lavoro e credibilità verso i vari committenti, velocizzando in questo modo la crescita di tutti.

Da questo modello di cooperazione interno a Talent Garden sono nate e stanno ancora nascendo startup, progetti di impresa ed idee innovative che permettono a piccole realtà di emergere e ritagliarsi una nicchia di mercato importante per consolidare le basi e creare un volano imprenditoriale di successo.

 

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