ENTRA IN TALENT GARDEN
it

Contrasti fotografici: attraverso l’obbiettivo di Davide Marcesini

Davide Marcesini

Contrasti fotografici”, la fotografia a portata di mano. A Milano? A Torino? No, a Sarzana. Grazie all’impegno e alla passione di Talent Garden e di Davide Marcesini, tagger, fotografo e co-organizzatore dell’iniziativa.

Una serie di imperdibili appuntamenti dedicati alla fotografia d’autore in partenza il 17 maggio nella nostra vivacissima sede ligure. Un’occasione unica per confrontarsi con professionisti di rilievo nazionale ed internazionale, come Giovanni Chiaramonte, Michele Borzoni e Fabrizio Silvetti, solo per citarne alcuni.

Abbiamo intervistato Davide che ci ha raccontato della sua vita da fotografo, della sua passione per la scrittura e della sua esperienza a Talent Garden.

1. Quando hai deciso di diventare un fotografo?

Qualche antefatto familiare di fondo, mia madre mi insegnava a fare foto delle vacanze con un certo criterio ma ho dimenticato tutto fino a 20 anni, poi un viaggio mitico in montagna, dieci giorni a piedi scoprendo la bellezza della diapositiva nella mia compattina. Il vero colpo di fulmine, arrivò a Venezia ai tempi dell’università di architettura mai finita: feci in tempo a sostenere un bellissimo esame con Italo Zannier e da lì non ho più smesso di pensare alla fotografia (p.s. presi un bel 30 ma mi giocai la lode perchè il professore non credeva che la casa fotografata fosse storta “di fabbrica”! Diceva che era un mio errore, da allora sono in fissa col tenere tutto in bolla!)

Davide Marcesini_3

2. Quali sono state le difficoltà più grandi che hai incontrato nel tuo percorso professionale?

Innanzitutto, quando cominciai sul serio ero già sposato con tre figli, non potevo trasferirmi e nella mia città, La Spezia, non esisteva nessun tipo di scuola fotografica. Inoltre, pensando alla mia fresca esperienza a Talent Garden, mi è sempre mancata una “rete” di relazioni per confrontarmi, che mi aiutasse a crescere. Noi fotografi siamo troppo individualisti, mi sto curando, non è mai troppo tardi.

3. Perché hai deciso di diventare un tagger? Quali sono gli aspetti che preferisci del lavoro all’interno di Talent Garden Sarzana?

Ho già quasi risposto! A Talent Garden ho trovato tantissima collaborazione, ispirazione e confronto con altri professionisti: il vantaggio di poter condividere spazi importanti, strutture e servizi che ti lasciano libero di pensare al tuo lavoro senza troppi impicci sembra il fattore determinante. In realtà per me, dopo anni di lavoro chiuso in studio o disperso su qualche monte, il contatto con altri freelance è stato una boccata d’aria fresca. Determinante. Come il ritrovo a metà mattina alla macchinetta del caffè!

4. Collabori con Talent Garden Sarzana all’organizzazione della serie di eventi “Contrasti Fotografici”, in cui interverranno fotografi di calibro nazionale e internazionale. Che cosa ti aspetti da questa iniziativa?

Per me è un enorme piacere mettere a disposizione esperienza e contatti nati in tanti anni di professione. Per la nostra città (e per Talent Garden Sarzana!) questi incontri saranno un’occasione importante di uscire allo scoperto su un argomento, la fotografia d’autore, che attira sempre più attenzione. Contrasti Fotografici sarà un “luogo” di formazione e riflessione sulla fotografia contemporanea…bollono un sacco di cose in pentola!

5. Che consiglio daresti ad un ragazzo che decide di intraprendere la tua strada?

Di lasciar perdere. A meno che non sia disposto a “soffrire per amore”! Se esiste questo presupposto allora gli direi di cercarsi una buona scuola, quella dove ci sono i migliori docenti, quelli che non ti inchiodano al proprio schema ma ti aiutano a sviluppare una personale visione del mondo. Poi leggere tantissimo, anche e soprattutto al di fuori della fotografia: questo aspetto fa la differenza. Esistono eccezioni, ma se andiamo a studiare la vita dei più grandi maestri si riscontra spesso la conoscenza profonda di letteratura, cinema, storia dell’arte, filosofia…Un grande maestro diceva “la fotografia è la cosa più semplice del mondo. Basta aver qualcosa da dire”. Ecco, il punto è proprio questo: per avere qualcosa da dire bisogna “nutrirsi” di qualcosa che non siano solo manuali tecnici.

Davide Marcesini_2

6. C’è un soggetto che vorresti fotografare ma che non hai ancora avuto modo di immortalare?

Non mi sono mai posto questo problema. Ho sempre in mente nuovi progetti da affrontare ma non li respiro come sogni più o meno realizzabili. So che a due passi da me esiste tanta di quella vita da fotografare che sicuramente non farò in tempo ad esaurirne neppure una piccola parte. Un fotografo non va in pensione (lo scrivo proprio oggi che la Fornero ha annunciato la sua!)

Davide Marcesini_1

7. Che lavoro faresti se non fossi un fotografo?

Il boscaiolo.

Oppure, se ne fossi capace, lo scrittore: mi ha sempre affascinato il fatto che chi scrive non ha necessità di altro se non foglio e penna. Non serve un soggetto come al fotografo, o meglio, serve ma lo hai tutto dentro di te e la tua esperienza. Forse per questo essere un fotografo mi salva: sono uno con la testa tra le nuvole, penso sempre a cose che a me sembrano importantissime ma il resto della gente considera perdita di tempo! La fotografia mi aiuta a stare con i piedi per terra, ad avere un contatto concreto con la realtà.
Infine “da grande” voglio esplorare a piedi tutto il paesaggio italiano…mi pagherà qualcuno?

Leggi anche: Tra fotografia, destino e passione: storia di Pietro Baroni

Entra in Talent Garden
Il mio indirizzo di email è
Vorrei
Di
Aggiungo che…