International Equal Pay Day: una paga equa per un lavoro di equo valore.

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Il 18 settembre 2020 marca il primo International Equal Pay Day, a dimostrare l’impegno delle Nazioni Unite verso un’equa paga per un lavoro di equo valore (“equal pay for work of equal value”). Il quinto dei 17 Sustainable Development Goals (SDGs) dell’ONU, gli obiettivi che stanno alla base della 2030 Agenda for Sustainable Development, è infatti il raggiungimento della Gender Equality. La cessazione di ogni forma di discriminazione, quindi anche quella di genere verso donne e ragazze lavoratrici, non rappresenta solo il raggiungimento di un basico diritto umano ma gioca un ruolo cruciale nell’accelerare lo sviluppo sostenibile: comporterebbe infatti un effetto moltiplicatore che andrebbe a toccare tutte le altre aree di sviluppo. Sfruttare il talento di un terzo della popolazione ha un peso immenso sulla crescita, concorrenza e capacità di guardare al futuro per le economie e aziende di tutto il mondo. 

Nonostante il concetto sia stato ormai abbracciato in quasi tutti i Paesi, tradurlo nella pratica risulta molto più difficile: si stima che il gender pay gap a livello globale sia del 23% (ovvero, per ogni dollaro guadagnato da un uomo, una donna riceve 77 centesimi per lo stesso lavoro) e, di fatto, nessun paese al mondo è ancora riuscito a colmare il divario. Anzi, secondo le ultime stime, per colmare il gender pay gap globale passeranno ancora 273 anni. Le cause hanno radici storiche e di struttura: relazioni di potere inique, povertà, svantaggi e disuguaglianza nell’accesso alle risorse e alle opportunità sono alcuni dei fattori che hanno creato questa situazione e che stanno rallentando il progresso verso l’uguaglianza. 

In occasione dell’International Equal Pay Day, abbiamo parlato di questi temi con Fabiola Silvestri e Alessandra Massarenti, fondatrici di ONE4job, azienda tutta al femminile che nasce con l’obiettivo di dare supporto innovativo, tecnologico e altamente personalizzato nella ricerca e selezione del personale. ONE4job fa parte della nostra community di Talent Garden Calabiana, uno dei nostri campus a Milano.

Com’è la situazione del Gender Gap in Italia rispetto all’Europa? E a livello internazionale?

Alessandra: Secondo il World Economic Forum (WEF), una delle fonti più affidabili in materia, se guardiamo al gender gap index (indice che valuta il divario di genere secondo sulla base di 4 fattori: salute, educazione, economia e politica), l’Italia è al 17° posto in Europa con un indice del 70,7% (dove 100% indica la parità raggiunta). A livello mondiale, dove l’indice medio scende a 68,6%, l’Italia è al 76° posto. Purtroppo si stima che nel nostro paese, per colmare il divario tra uomo-donna, ci vorranno almeno 100 anni.

Quali sono i fattori che ricoprono un ruolo predominante nella riduzione (e poi eliminazione) del gender gap, e quali le priorità del futuro prossimo?

Fabiola: Fondamentale nella riduzione del gender gap sarà in primis il miglioramento della partecipazione politica ed economica delle donne, che ad oggi in Italia è a livelli del tutto insufficienti. Dei quattro fattori presi in considerazione per il gender gap index, il WEF spiega che, in media, la più grande disparità di genere riguarda il divario di emancipazione politica (“Political Empowerment Gap”).

gender gap

In secondo luogo, ad oggi le donne riscontrano ancora molta difficoltà ad accedere al mercato del lavoro per problematiche legate al bilanciamento della vita lavoro-famiglia: molte infatti scelgono di lavorare solamente part-time data la divisione iniqua del lavoro domestico e la cura della famiglia (di fatto lavoro non pagato), che pesa maggiormente sulle donne. Priorità per il futuro? Su questo punto sarà sicuramente importante snellire la giornata lavorativa con una maggior flessibilità oraria, per garantire così la famosa “work-life balance” (la capacità di conciliare lavoro, carriera e ambizione professionale con la vita privata fatta di famiglia, passioni e svago). 

economic participation and unpaid work

In che modo l’innovazione digitale può aiutare ad accelerare il processo di trasformazione verso “equal pay for work of equal value”?

Alessandra: In primis, l’innovazione digitale permetterà alle donne di risparmiare tempo nell’organizzazione lavorativa, domestica e familiare così da alleggerire la pressione legata al “dover fare”. 

Secondariamente, porterà al consolidarsi di nuove formule di smart working sempre più flessibili che permettano di ridurre tempi morti e spostamenti. Infine, garantirà la possibilità di aver costantemente accesso a corsi online, webinar, ecc. per restare costantemente aggiornate e performanti.

 

Quali sono gli strumenti a disposizione per reagire sin da oggi e cercare di colmare il gender gap?

Fabiola: Sicuramente una maggior “informazione culturale”. In molti paesi il ruolo della donna è visto ancora come marginale: anche in Italia, ad esempio, esiste ancora una forte differenza di pensiero sul ruolo della donna nel mondo lavorativo, in particolare tra nord e sud. 

Secondariamente, una buona istruzione e formazione permetterebbero di aumentare il senso di soddisfazione e sicurezza (anche economica) delle donne e quindi la loro capacità di “rivendersi” meglio in fase di colloquio, sia per ruoli di maggior spicco che per salari più alti.

 

Perché avete scelto Talent Garden e cosa vi piace di più del nostro network?

Alessandra: Abbiamo scelto Talent Garden perché ci ha trasmesso sin da subito l’idea di poter diventare il nostro laboratorio creativo in cui poter realizzare il nostro sogno imprenditoriale. Con le persone giuste ed attraverso lo scambio di idee e la condivisione di progetti siamo sicure di poter dare un reale valore aggiunto ai nostri clienti e partner. Le sfide ci piacciono, ma vincerle…ancor di più!

ONE4job

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