User Experience: i 10 migliori tool per UX Designer

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La definizione UX Design (User Experience Design) identifica un insieme di processi finalizzati al miglioramento dell’usabilità di un prodotto o di un servizio. Negli ultimi anni la figura dello UX Designer è diventata sempre più popolare all’interno delle aziende, non di rado infatti questo professionista collabora a stretto contatto con quadri dirigenziali quali il CDO (Chief Digital Officer) nelle attività di Digital Transformation di un’organizzazione.

L’obiettivo di un UX Designer è sostanzialmente quello di progettare e migliorare l’esperienza utente di una determinata applicazione o di un sito Web. Si occupa, quindi, di analizzare il comportamento del cliente e di realizzare una UI (User Interface) che sia facilmente accessibile e usabile al fine di soddisfare appieno le esigenze dell’utente.

Che cos’è l’user experience?

Per comprendere al meglio di cosa si occupi l’UX Design è necessario capire prima di tutto che cosa sia la user experience. L’esperienza utente è quell’insieme di percezioni e reazioni che derivano dall’uso di un software, di un servizio o di un prodotto fisico. Quando le persone utilizzano un oggetto, o un’applicazione, non si limitano ad azionarlo seguendo meccanicamente delle istruzioni ma “vivono un’esperienza”, negativa o positiva, che genera un coinvolgimento a livello emotivo.

Leggere una pagina Web, scattare una foto, attivare una stampante, effettuare un acquisto online: tutte queste azioni fanno parte dell’esperienza utente. Esse generano in noi una risposta sensoriale ed emotiva che, a seguito di analisi, viene utilizzata nell’UX Design per creare UI e funzionalità in grado di soddisfare le esigenze di consumo.

Un prodotto, o un servizio, non viene infatti  ideato per essere unicamente “user-friendly” ma anche, e soprattutto, per soddisfare nel modo più efficace possibile bisogni e aspettative. Ipotizziamo un esempio concreto: un fotografo decide di installare un programma di fotoritocco per eliminare l’effetto “occhi rossi” presente all’interno di una sua immagine. Il software da lui testato risulta essere semplice da utilizzare ma non dispone della feature attesa. L’user experience derivata dall’adozione di tale applicativo sarà quindi tendenzialmente “negativa”: questo perché, malgrado l’UI del programma sia autoesplicativa, non è stato possibile ottenere il risultato desiderato.

In che modo è possibile migliorare l’user experience di un prodotto?

1. UX Analysis

L’UX Designer è dunque il responsabile dell’esperienza utente di un prodotto e lavora affinchè questa risulti essere il più vicina possibile alle aspettative del cliente. Per migliorare un servizio o un software viene impiegata l’UX Analysis, ossia quell’insieme di strategie e linee guida che consentono di stilare una lista di suggerimenti e di idee che renderebbero un applicativo maggiormente conforme alle necessità dell’utente. Solitamente durante l’analisi dell’esperienza utente vengono presi in considerazione una serie di fattori:

  • Le funzionalità dell’applicativo e il relativo marchio: le caratteristiche tecniche e la brand reputation di un servizio o di un software possono infatti condizionare notevolmente l’usabilità e la soddisfazione del cliente. L’user experience dipende in larga parte dall’abilità che ha l’azienda di creare una narrazione in cui l’utente possa immedesimarsi. E’ necessario implementare alcune funzionalità, o magari determinati aspetti dell’UI, che non solo siano utili ma che rispecchino anche i valori trasmessi dallo storytelling aziendale.
  • Il contesto e l’utente: i concetti di semplicità d’uso e accessibilità possono variare a seconda della persona o in base al contesto in cui un servizio o un software viene distribuito e utilizzato. Ad esempio, un utente con una connessione sufficientemente veloce sarà meno preoccupato riguardo ai consumi di banda delle proprie applicazioni, mentre chi è obbligato a lavorare tramite una connessione mobile potrebbe essere molto attento a questo aspetto. Le aziende che vogliono rendere disponibile un software in un mercato che non dispone di buone infrastrutture di rete, dovranno prima di tutto ottimizzare i consumi di banda di un applicativo o progettarlo in modo tale che sia eseguibile offline.

2. Data Driven UX Design

Per ottimizzare l’user experience di un’applicazione è possibile fare riferimento anche alle tecniche di Data Driven UX Design. Oggi i dati rappresentano un asset fondamentale per le imprese e, grazie alle moderne tecnologie di Data Mining e Data Analysis, è possibile estrapolare in tempi molto brevi dai dataset aziendali informazioni rilevanti per lo sviluppo e il miglioramento della propria offerta.

I tool di analisi dei dati possono essere impiegati per analizzare il comportamento dell’utenza durante l’uso di un applicativo, fornendo quindi all’UX Designer indicazioni precise per migliorare l’interfaccia grafica e le funzionalità disponibili.

Volendo proporre alcuni casi di studio, è utile ricordare che, proprio grazie alle informazioni raccolte tramite tali strumenti, il team di Dropbox, una delle soluzioni più diffuse per lo storage in Cloud, è riuscito a selezionare le migliori etichette con cui elencare le funzionalità all’interno della propria applicazione. Le tecnologie di Data Analysis hanno, inoltre, rivoluzionato il settore delle calzature sportive. Oggi, infatti, diversi produttori prendono in considerazione le analisi dei dati cinetici e fisici raccolti tramite i wearable device durante la produzione dei nuovi modelli di scarpe.

Tool e strumenti per UX Designer

In rete sono disponibili numerosi UX Design Tool, cioè software che vengono sfruttati dagli UX Designer durante il proprio lavoro. Queste applicazioni si suddividono tre categorie:

Ecco quindi una raccolta di tool utili per gli UX Designer, suddivisi in categorie:

  1. Strumenti per l’analisi della UX
  2. Strumenti per raccogliere i dati delle sessioni utente
  3. Strumenti per effettuare l’A/B test

1. Strumenti per l’analisi della UX

Google Analytics

Google Analytics Developer Branding Guidelines & Policies

 

 

 

 

 

 

 

Uno dei software più utilizzati dalla community di UX Designer per eseguire l’UX Analysis è Google Analytics. Tramite i dati raccolti dalla piattaforma di Web analytics di Mountain View è possibile analizzare la Customer Journey dei clienti che navigano su un sito Internet.

I tool integrati in GA registrano il traffico degli utenti e generano dei grafici contenenti statistiche in tempo reale. Analizzando i dati raccolti dal sistema è possibile modificare il proprio prodotto seguendo le esigenze del pubblico target. Se, ad esempio, si osserva che la maggioranza degli utenti di un determinato sito Web utilizza uno smartphone, è consigliabile focalizzare i propri sforzi sullo sviluppo responsive e mobile first.

Appsee

Appsee Overview

Google Analytics è un prodotto pensato principalmente per i siti Web. Per raccogliere e analizzare i dati delle applicazioni è possibile orientarsi verso soluzioni più specifiche come Appsee, una In-App Analytics Platform gestita dal team di ServiceNow.

Sostanzialmente Appsee effettua analisi quantitative delle applicazioni: dal pannello di controllo della piattaforma si può monitorare il numero di download giornalieri, visualizzare i video delle sessioni d’uso o visionare il numero di crash degli utenti coinvolti da tale problematica. Grazie a questi dati l’UX Designer è in grado di capire come modificare e migliorare le funzionalità, o l’interfaccia, di un’applicazione, così da rendere l’esperienza utente più completa.

2. Strumenti per raccogliere i dati delle sessioni utente

L’UX Designer può avvalersi di strumenti progettati per l’analisi delle sessioni utente. Tale tipologia di tool implementa tecnologie che analizzano i comportamenti degli utenti durante l’uso di un software e successivamente generano delle heatmap relative ai vari punti di un’applicazione, o di un sito Web, su cui il cliente si sofferma maggiormente.

Clicktale

Clicktale Experience Cloud | Experience Analytics For Web & Mobile

In Rete è disponibile una vasta scelta di strumenti di questo tipo e uno dei preferiti dagli UX Designer è Clicktale. Questo servizio permette di registrare valori come la percentuale di abbandono dei form, i movimenti del mouse o i tap sulle pagine. Tramite tali informazioni è possibile mettere in evidenza diverse tipologie di problematiche che possono essere sfuggite durante il processo di sviluppo, come, ad esempio, menù poco intuitivi che rallentano il processo di acquisto.

3. Strumenti per effettuare l’A/B test

Per capire se le problematiche emerse dalla UX Analysis siano state corrette adeguatamente, l’UX Designer esegue quello che viene chiamato A/B test. Si tratta di una sperimentazione durante la quale due diversi gruppi di utenti target testano due versioni differenti di un software o di un sito Web, l’originale e quella modificata. Osservando il comportamento dei gruppi coinvolti si può capire se le modifiche apportate abbiamo effettivamente migliorato l’esperienza utente.

Photoshop, Illustrator, Sketch

Design with Sketch App. We have always used Adobe Illustrator… | by Pixel Drop Studios | Medium

Durante gli A/B test l’UX Designer si avvale di tool come Photoshop o Illustrator per la realizzazione di mockup e rendering di prova oppure di soluzioni dedicate alla prototipazione rapida come Sketch.

UsabilityHub

UsabilityHub | User Testing and Usability Research Platform

Uno dei servizi online più usati per condurre test di questo genere è UsabilityHub. Si tratta di una piattaforma realizzata per i test di usabilità di applicazioni e siti Web. Dal pannello di controllo di UsabilityHub si può selezionare il campione di tester e impostare le diverse tipologie di questionari. Analizzando le risposte raccolte è possibile appurare se le modifiche eseguite all’UI o le funzioni integrate permettano di rendere più efficace l’user experience.

Come entrare nel settore dello UX Design?

Per ricoprire l’incarico di UX Designer all’interno di un’azienda è necessario possedere numerose competenze multidisciplinari. Dal punto di vista tecnico questa figura deve avere una certa dimestichezza con la progettazione di interfacce utente e più in generale con il concetto di Human Computer Interaction. Inoltre, è d’obbligo la conoscenza  delle tecniche di mind mapping, labeling, card sorting e del metodo RITE (Rapid Iterative Testing and Evaluation).

Oltre alle skill tech, un valido UX Designer ha nel proprio bagaglio di conoscenze i fondamenti di Digital Marketing, Management aziendale, User Journey e Analisi Comportamentale. Solitamente questa figura professionale arriva direttamente dal mondo dell’Industrial Design oppure si tratta di ingegneri software con diversi anni di esperienza nello sviluppo di interfacce utente. Negli ultimi anni sono, inoltre, nati alcuni percorsi di studio fortemente focalizzati sul digitale e dedicati alla formazione specifica di queste figure professionali, come UX Design Master e UX Design Essentials Master di Talent Garden Innovation School. 

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