Foodtech: cos’è e quali sono i trend

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L’Italia è patria della sostenibilità, dell’alimentazione e del buon cibo: ma come possono le nuove tecnologie dare al nostro Paese un vantaggio competitivo nel settore agroalimentare, che oggi vale il 25% del prodotto interno lordo?

Scopriamolo insieme partendo innanzitutto dalla definizione di FoodTech.

Definizione di Foodtech

Il Foodtech è un settore che fa leva sulle tecnologie digitali innovative per la produzione, conservazione, lavorazione, confezionamento, controllo e distribuzione del cibo. È composto da imprenditori e startup agroalimentari che hanno generalmente due mission principali: rendere i prodotti di qualità accessibili al maggior numero di persone e far sì che la produzione agricola diventi sempre più sostenibile nel lungo temine.

Lo scenario europeo

L’ecosistema globale del Foodtech sta crescendo rapidamente.  Secondo un report di DigitalFoodLabs gli investimenti in Europa sono raddoppiati negli ultimi due anni, passando da 900 milioni nel 2018 per 353 deals a 2,4 miliardi di euro per 271 deal nel 2019. Circa la metà sono andati a quattro player globali nel settore delivery: Deliveroo (520 milioni), Glovo (300 milioni), Picnic (250 milioni) e Wolt (115 milioni).

Nell’ultimo anno Regno Unito e Francia hanno guidato gli investimenti nel settore, rispettivamente con 911 e 404 milioni di euro, seguite da Spagna (320 milioni), Olanda (288 milioni) e Germania (265 milioni).

 Gli investimenti sono stati fatti in start-up operanti in diverse aree di innovazione, tra cui: 

  • Agritech: startup focalizzate sul settore dell’agricoltura con l’obiettivo di migliorare la produzione e la qualità agricola attraverso l’uso di droni, sensori e software di gestione. Il segmento coinvolge anche nuovi prodotti agricoli, le fattorie di nuova generazione e l’agricoltura urbana.
  • Foodscience: startup che sviluppano nuovi prodotti alimentari rispondendo all’esigenza di maggiore trasparenza, salute e attenzione all’ambiente. L’innovazione può riguardare il mercato o l’utilizzo di nuovi ingredienti.
  • Delivery & Retail: startup che rispondono alle sfide dell’ecommerce nel settore alimentare. Lo scopo è ampio, dal miglioramento dell’esperienza dell’acquirente nei negozi, alla consegna a domicilio, ai pasti al ristorante.
  • Foodservice: startup con l’obiettivo di rivoluzionare l’industria della ristorazione, mettendo in connessione ristoranti e clienti con chef locali, per la creazione di nuove esperienze.
  • Media: startup che rispondono alle domande dei consumatori consentendogli di scoprire nuovi alimenti in linea con i loro bisogni. Generalmente questi servizi propongono ricette e informazioni nutrizionali attraverso contenuti leggeri e coinvolgenti.
  • Coaching: startup che rispondono alla domanda «che cosa dovrei mangiare?» Questi servizi mirano ad aiutare il cliente finale nei suoi acquisti e nel raggiungimento dei propri obiettivi personali.

La prossima generazione europea di imprenditori della tecnologia alimentare si sta dunque preparando alla crescita in aree come fattorie verticali (Infarm, per esempio, sviluppa tecnologia per negozi di alimentari, ristoranti e centri di distribuzione locale), sostituti della carne (Karana produce dei cibi plant-based usando il jackfruit come ingrediente principale) e riduzione degli sprechi alimentari (Kitche ti ricorda il cibo in scadenza nel tuo frigorifero, e suggerisce migliaia di utili ricette per cucinarlo prima che vada a male). 

Il mercato italiano

Dall’analisi di DigitalFoodLabs emerge come il mercato del Venture Capital in Italia abbia raccolto 48 milioni di euro, con Milano che si conferma la città più attiva nel settore avendo concentrato il 65% degli investimenti nel paese.

In linea con i trend europei, le start-up di food delivery stanno vivendo un vero e proprio boom: secondo la ricerca “The State of European Food Tech 2019“ realizzata da Five Seasons Ventures nel 2019 queste realtà hanno infatti registrato un tasso di crescita del 56%, portando il fatturato a 566 milioni di euro. I servizi di consegna a domicilio sono ormai attivi nel 93% dei centri urbani con più di 50mila abitanti, ma il boom si registra nelle metropoli come Milano, Roma e Torino.

Ad oggi le start-up più finanziate in Italia sono:

  • Foorban, piattaforma eCommerce di piatti pronti
  • XNext, realtà che monitora la qualità del cibo tramite la tecnologia a raggi X
  • VINO 75, enoteca online che vende vini e distillati italiani e internazionali
  • Cortilia, servizio di consegna a domicilio di prodotti freschi artigianali
  • NutriBees, servizio che ti porta direttamente a casa piatti sani e gourmet
  • Feat Food, servizio di consegna di piatti pronti e personalizzati in base alle tue esigenze

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