Foodtech: cos’è e quali sono i trend

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Innovazione

L’Italia è patria della sostenibilità, dell’alimentazione e del buon cibo: ma come possono le nuove tecnologie dare al nostro Paese un vantaggio competitivo nel settore Food, che oggi vale il 14% del prodotto interno lordo?

Nasce con l’obiettivo di riunire le aziende e le startup del settore Foodtech Talent Garden Isola, il nostro terzo campus nel cuore di Milano. In apertura a settembre, lo spazio ospiterà fino a 200 professionisti del settore, due aule della nostra Innovation School, aree relax e un Food Lab, un’area dedicata ad attività come show-cooking e photo-shooting.

Ma cosa intendiamo quando parliamo di Foodtech? Come si sta muovendo lo scenario europeo? Quali sono le aziende che fanno innovazione in Italia?

Scopri trend e scenari del settore.

Foodtech: definizione

Il Foodtech è un settore che fa leva sulle tecnologie digitali innovative per la produzione, conservazione, lavorazione, confezionamento, controllo e distribuzione del cibo. È composto da imprenditori e startup agroalimentari che hanno generalmente due mission principali: rendere i prodotti di qualità accessibili al maggior numero di persone e far sì che la produzione agricola diventi sempre più sostenibile nel lungo temine.

Lo scenario europeo

L’ecosistema globale del Foodtech sta crescendo rapidamente. Gli unicorni del settore sono complessivamente 35, per un valore totale di 169 miliardi di euro, di cui 30 miliardi generati da 9 startup europee che operano principalmente nel segmento delle consegne a domicilio.

Dal 2013 ad oggi gli investimenti europei nel settore Foodtech sono stati 6,5 miliardi di euro. Circa la metà (3,1 miliardi) sono andati a cinque player globali nel settore delivery: Deliveroo, Delivery Hero, Just Eat, takeaway.com e Hello Fresh, che complessivamente valgono 21 miliardi di euro.

Negli ultimi cinque anni, Regno Unito, Germania e Francia hanno guidato gli investimenti nel settore (in linea con la direzione dei Venture Capital), ma la Spagna e l’Italia si sono distinte per numero di round (rispettivamente il 12% e il 9% del totale). L’area delivery ha ricevuto circa metà degli investimenti, tuttavia esso rappresenta solo uno dei segmenti del settore.

Infatti, le startup Foodtech operano in diverse aree di innovazione:

  • Agritech: startup focalizzate sul settore dell’agricoltura con l’obiettivo di migliorare la produzione e la qualità agricola attraverso l’uso di droni, sensori e software di gestione. Il segmento coinvolge anche nuovi prodotti agricoli, le fattorie di nuova generazione e l’agricoltura urbana.
  • Foodscience: startup che sviluppano nuovi prodotti alimentari rispondendo all’esigenza di maggiore trasparenza, salute e attenzione all’ambiente. L’innovazione può riguardare il mercato o l’utilizzo di nuovi ingredienti.
  • Delivery & Retail: startup che rispondono alle sfide dell’ecommerce nel settore alimentare. Lo scopo è ampio, dal miglioramento dell’esperienza dell’acquirente nei negozi, alla consegna a domicilio, ai pasti al ristorante.
  • Foodservice: startup con l’obiettivo di rivoluzionare l’industria della ristorazione, mettendo in connessione ristoranti e clienti con chef locali, per la creazione di nuove esperienze.
  • Media: startup che rispondono alle domande dei consumatori consentendogli di scoprire nuovi alimenti in linea con i loro bisogni. Generalmente questi servizi propongono ricette e informazioni nutrizionali attraverso contenuti leggeri e coinvolgenti.
  • Coaching: startup che rispondono alla domanda “che cosa dovrei mangiare?” Questi servizi mirano ad aiutare il cliente finale nei suoi acquisti e nel raggiungimento dei propri obiettivi personali.

La prossima generazione europea di imprenditori della tecnologia alimentare si sta dunque preparando alla crescita in aree come l’allevamento genetico (Tropic Biosciences, per esempio, sta sviluppando varietà commerciali di colture tropicali ad alte prestazioni), robot da coltura (ecoRobitix produce robot che identificano e rimuovono parassiti e infestanti dalle colture), fattorie verticali (Infarm, per esempio, sviluppa tecnologia per negozi di alimentari, ristoranti e centri di distribuzione locale), ingredienti a basi di insetti, coltura da interni e molto altro.

Il mercato italiano

Da un’analisi dell’Osservatorio Smart Agrifood della School of Management del Politecnico di Milano e del Laboratorio RISE (Research & Innovation for Smart Enterprises) dell’Università degli Studi di Brescia, emerge che delle 98 startup italiane (sulle 1000 totali analizzate) la Lombardia guida con il maggior numero di startup Foodtech (33%) con il 53% del finanziamento complessivo ottenuti.

Considerando che ogni startup può esplorare uno o più ambiti applicativi, quelli più sviluppati sono per il 50% l’ecommerce, 20% agricoltura 4.0, 13% qualità alimentare, 8% sostenibilità, 6% tracciabilità e 7% altro.

In linea con i trend europei, il 67% dei 25,3 milioni di euro di investimenti totali è stato ricevuto da startup ecommerce. Nonostante la numerosità significativa, le startup operanti nell’agricoltura 4.0 contano solo il 7% del finanziamento totale. Il 15% va alla qualità alimentare, il 9% alla sostenibilità e il 4% alla tracciabilità.

Ad oggi le 5 startup italiane più finanziate sono:

  • Sfera: una serra ipertecnologica che produce di più e meglio, evitando residui nocivi nei prodotti agricoli. (19 milioni di euro);
  • Foorban: piattaforma ecommerce di piatti pronti, studiati settimanalmente da un team di chef e nutrizionisti (2.7 milioni di euro);
  • XNext: startup che si occupa di monitoraggio della qualità dei prodotti tramite Raggi X (2.5 milioni di euro);
  • VINO 75: ecommerce per l’acquisto di vini e distillati italiani e internazionali (2.4 milioni di euro);
  • Tannico: piattaforma ecommerce per l’acquisto di vini italiani (2.1 milioni di euro);

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