HiCan, il letto IoT per un riposo super tech

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Startup

Dormire è una delle attività più naturali e (diciamocelo) piacevoli della vita. In un solo anno il tempo medio trascorso dall’individuo a letto è pari a circa 4 mesi, eppure spesso non dedichiamo la giusta attenzione a questa routine quotidiana che ci ricarica, ci rigenera e ci mette di buonumore.

E se la tecnologia accorresse in nostro aiuto? Ci hanno pensato Ivan e Gianni Tallarico di hi-interiors, che nel 2009, in occasione del Salone del Mobile di Milano, hanno lanciato HiCan, uno degli “smart bed” più interessanti sul mercato. Tecnologia, design e innovazione le parole d’ordine, per una startup che cresce velocemente e che popola gli spazi del campus Talent Garden Calabiana.

Abbiamo intervistato Ivan e Gianni per scoprire com’è nato il progetto di un letto super tech.

1. Com’è nata l’idea di Hi-Interiors e di cosa si tratta esattamente?

Un’idea prende forma grazie all’incontro tra intuizione, che dobbiamo allenarci ad ascoltare sempre, e la percezione della realtà, spesso frutto di stimoli che altri possono trasmetterci inconsapevolmente.

Nel nostro caso, abbiamo creato l’occasione per far sì che menti emergenti potessero contribuire alla nostra missione di migliorare la vita quotidiana delle persone innovando il loro “habitat”.

Nel 2007, anno in un cui la crisi inizia a mordere il mondo ed anche il nostro settore, abbiamo deciso di differenziare il nostro business di famiglia, nell’industria manifatturiera del legno, con una linea di prodotti dove design e tecnologia si fondono per creare mobili intelligenti.

Ai tempi eravamo fermamente convinti che la vera innovazione potesse nascere dagli outsider e, essendo calabresi, lo eravamo decisamente. Decidemmo quindi di sfruttare le eccellenze accademiche locali e di provare ad identificare nuove leve creative presso l’Università degli studi della Calabria, finanziando un progetto di ricerca finalizzato a progettare un nuovo concept di arredo.

Da lì comincia la nostra storia… L’idea di uno spazio avvolgente, un cocoon intimo tra sogni e scenari digitali, prende forma e reinterpreta il letto. Nasce cosi il primo HiCan.

A quel tempo decidemmo di cavalcare l’onda della domotica, volevamo traferirla dai muri ai mobili (non era stata ancora coniata l’espressione IoT).

Circa un anno dopo, i primi schizzi di HiCan diventano realtà, studiamo i materiali, i colori, sviluppiamo il primo software e riusciamo a formalizzare accordi di collaborazioni con imprese multinazionali del calibro di JCV e Microsoft, fatto che ci porta a ricevere anche l’attenzione di stampa e potenziali investitori. Ma il mercato in quel momento non era pronto e forse non le eravamo nemmeno noi…. Ci sono voluti quindi quasi 10 anni per convincere il primo investitore a entrare nel capitale della nostra azienda.

Hi-Interiors

2. In che modo la tecnologia sta rivoluzionando la vita di tutti i giorni, incluso il nostro riposo?

Dieci anni fa nessuno dava così tanta importanza ad un oggetto che immancabilmente fa parte delle nostre vite, se pensiamo che in un solo anno il tempo medio trascorso dall’individuo a letto è pari a circa 4 mesi. Oggi la potenzialità e l’importanza del sonno è confermata dall’attenzione che grandi nomi come Nokia, Philips e Apple gli stanno attribuendo nei loro progetti d’innovazione.

A noi, in quanto italiani, non restava che renderlo unico, ma soprattutto funzionale al miglioramento della nostra vita. HiCan è la prima piattaforma opensource per lo sleep tech al mondo. Nella nostra visione il letto è il nuovo hub di connessione con la nostra esperienza di intrattenimento, il nostro benessere e la nostra salute (inclusa quelle delle persone che amiamo!).

Hi-Interiors_3

3. Perché avete scelto Talent Garden come luogo di lavoro?

E’ il più grande ecosistema dell’innovazione digitale in Italia, abbiamo deciso di entrare a farne parte per sostenere e accelerare il nostro percorso di crescita.

4. Quali sono gli aspetti che preferite di uno spazio di coworking?

Le facilities, ma soprattutto la prossimità con altri tagger che divengono potenziali partner, fornitori di servizi e via dicendo, diventando così un asset fondamentale. Si respira poi una bella energia. Infine, anche i molteplici eventi che si realizzano contribuiscono ad arricchire la vita del campus e rappresentano un differenziale per i membri.

5. Che consiglio dareste a chi decide di diventare imprenditore?

Una grande discriminante dell’imprenditore è la fiducia in se stessi, cioè un sogno è già realtà solo che devi dare tempo agli altri di rendersene conto e tu devi avere la costanza di lavorarci affinché loro lo possano visualizzare. Una chiave per il successo è passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo.

Sono quindi fondamentali la capacità di mantenere la barra dritta sulla visione, condividerla con il proprio team e infine avere l’abilità di apprendere.

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