Digitalizzando il Real Estate: la storia di YurekAI

Come molti altri settori, anche il Real Estate sta guardando alla tecnologia per crescere ed espandersi – e, al momento, anche e soprattutto per rispondere alle urgenze dettate dalla pandemia. Gli agenti immobiliari possono ricorrere alle tecnologie più avanzate per diventare sempre più competitivi rispettando allo stesso tempo le nuove norme imposte dal COVID-19: realtà aumentata, droni e IoT sono tra le prime risposte tech che vengono in mente. Ma nel settore immobiliare trova ampio spazio anche un’altra tecnologia “disruptive”: l’intelligenza artificiale – e il machine learning – si vede applicata nell’automazione di tantissimi dei processi tipici di questa industry, dalla gestione di documenti alle valutazioni delle proprietà.

Ma quali sono invece le applicazioni per migliorare l’esperienza di chi cerca e si trova dall’altro lato? Abbiamo parlato con Diego De Maio, CEO & Co-founder delle GymIA Industries, la holding di YurekAI, il “primo concierge digitale al mondo” che grazie all’intelligenza artificiale ha perfezionato la ricerca immobiliare degli utenti.

Ciao Diego! Cos’è YurekAI e come nasce?

Diego: Ciao! YurekAI è la massima espressione di ciò che le GymIA Industries offrono a livello di tech skills sull’AI al servizio del real estate. Nasce grazie all’esperienza maturata nello sviluppo di sistemi gestionali per agenzie immobiliari con cui ci siamo resi conto che il frontend dei siti immobiliari – a livello internazionale – ha un enorme problema (sottovalutato): la fruizione dei risultati in seguito alla ricerca di un utente. Gli oggetti immobiliari sono moltissimi e le agenzie che li gestiscono capita che non li differenzino bene. L’utente si trova confuso da mille filtri che – spesso se utilizzati male – nascondono proprio le opportunità che si stanno cercando. YurekAI, tramite l’intelligenza artificiale, risolve il problema della ricerca immobiliare; il nome deriva proprio da “eureka”, l’esclamazione “nipponizzata” che si “grida al mondo” una volta che si è trovato quello che si stava cercando. Aggiungendo infine il nostro marchio di fabbrica, l’AI, abbiamo così ricavato un’altra parola giapponese, yurekai, “festa tremante”, a enfatizzare l’euforia per aver trovato ciò che si ricercava.

YurekAI è il “primo concierge digitale per il real estate”: in che modo è unico?

Diego: YurekAI esprime la sua unicità anzitutto nel modo in cui l’utente si approccia al sistema: la ricerca è infatti vocale (un vero consulente immobiliare “nel taschino della giacca”). Da questo approccio veramente semplice e pratico, si innescano le tecnologie più avanzate del mondo: l’intelligenza artificiale che, grazie al machine learning, elabora costantamente tutte le interazioni degli utenti, compiute sui vari oggetti immobiliari e si auto perfeziona, restituendo in meno di 2 secondi – in risposta alla query di ricerca dell’utente – le opportunità mirate che si stanno cercando, “scavate” tra migliaia di risultati! Nell’icona dell’app, la Y di YurekAI è raffigurata proprio dall’icona grafica del filtro poiché i filtri convenzionali sui risultati non servono più e sono sostituiti dai filtri automatici intelligenti comandati dall’AI. L’app inizia a “imparare” e ad elaborare i dati fin dal momento della creazione dell’account, tramite un mini questionario di 8 domande, si fa un’idea base di partenza dell’utente (se sposato, se single, se ha figli e quanti anni hanno – questo per la valutazione di pertinenza in prossimità di istituti scolastici, palestre, centri ricreativi, ecc.).

Tecnologia, Innovazione e Real Estate: in che modo si inserisce l’intelligenza artificiale in questo settore? Quali sono gli ambiti dove trova maggiore applicazione?

Diego: Ci sono decine di modi in cui l’AI prova ad essere impiegata nei vari settori della vita. Nel mercato immobiliare, l’AI è ancora acerba, solitamente è “ridotta” alla big data analysis a servizio di microservizi di valutazione sul valore delle case, oppure al coordinamento di visite virtuali tramite AR. Con YurekAI ci siamo soffermati su un “micro-aspetto” (la ricerca) all’interno di un universo molto più vasto. Questo secondo me è la chiave di successo di qualsiasi iniziativa imprenditoriale: più ci si apre a scenari “dispersivi”, più si rischia di non essere compresi dal mercato, soprattutto se si fa innovazione.

Qual è lo stato degli investimenti in innovazione nel real estate?

Diego: Nel 2011 gli investimenti a livello globale nel PropTech raggiungevano i 186 milioni di dollari. Da allora, si è passati a quasi 25 miliardi nel terzo trimestre 2019 – numeri che non si sono arrestati nemmeno durante il periodo Covid. I maggiori poli di Venture Capital sono ancora San Francisco, New York, Londra e Berlino ma anche in Italia i numeri in merito agli investimenti stanno crescendo velocemente: stiamo vivendo un periodo di svolta e innovazione per il settore.

Cosa significa per voi innovare?

Diego: Innovare significa rendere più semplice la vita di tutti i giorni. Il nostro obiettivo è quello di usare la nostra esperienza e le nostre competenze per “scovare” ambiti della vita migliorabili grazie appunto all’innovazione tecnologica. Ne ricaviamo la propensione al nostro scopo madre, fonte di energia che la mattina ci fa “svegliare con la molla”: aiutare le persone nel rendere semplici i diversi aspetti della propria quotidianità relativamente al benessere (GymIA) e all’ambiente (YurekAI) in cui desiderano svilupparlo.

In che modo Talent Garden fa parte della vostra strategia aziendale?

Diego: Il nostro progetto di entrare in Talent Garden parte nel 2017, mentre eravamo ancora a Pescara per altre nostre attività imprenditoriali digitali e avevamo da poco fondato GymIA. Fin dal primo momento in cui ci siamo entrati poi effettivamente, vale a dire poco prima dell’inizio della pandemia, grazie alla nostra community manager Sara Palmulli e ai suoi preziosi colleghi, si sono attivate in maniera “pratica e spontanea” una serie di collaborazioni fondamentali per lo sviluppo dei nostri business. Una di queste con Tacoma – anch’essi tagger che operano sulla strategia e la pianificazione commerciale al servizio di startup e PMI. Con loro (ora nostri partner operativo-gestionali), stiamo seguendo il primo aumento di capitale di YurekAI e una strategia di validazione sul mercato svizzero, con l’obiettivo di acquisire preziosi dati di feedback da parte delle agenzie immobiliari, utili al miglioramento costante della nostra tecnologia.

Uno sguardo al passato e uno al futuro: quali sono state le sfide dell’ultimo anno, e cosa vi aspettate dai prossimi 12 mesi?

Diego: Nel 2021 abbiamo messo a segno diversi obiettivi alle GymIA Industries. Ci troviamo ad aver portato l’iniziale progetto nato nel 2017 a Pescara, ad essere oggi una tech holding con sede principale in Svizzera a Lugano e sedi italiane per le due startup innovative controllate (YurekAI per il real estate e GymIA per il wellness) a Ivrea presso Palazzo Uffici Olivetti e a Torino in Talent Garden Fondazione Agnelli. Nei prossimi mesi del 2021 saremo concentrati sulla campagna di fundraising di YurekAI e su sviluppi svizzeri legati alla telemedicina per GymIA oltre che a tutta una serie di sviluppi di piattaforme tecnologiche commissionate da diversi clienti internazionali per cui – con la nostra business unit dedicata (Codebotics) – siamo diventati loro partner IT.

Il 2022 avrà – fra i tanti – l’obiettivo di portare YurekAI in altri Paesi oltre che a continuarne la diffusione commerciale in Svizzera. Partiremo dall’Italia, per arrivare in Spagna (isole comprese) e USA; Paesi per cui stiamo già lavorando sia a livello di implementazione tecnica nell’app che sugli accordi con le agenzie immobiliari locali).

 

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