Tre soluzioni dalla Community di Talent Garden per un digitale più accessibile

Circa il 20% degli utenti web ha una disabilità rilevante ai fini della fruizione di contenuti digitali, ovvero la possibilità, da parte dei sistemi informatici, di fornire i servizi anche a coloro che sono affetti da disabilità temporanee e non, e che quindi utilizzano tecnologie ausiliarie. Ci sono oltre 2,5 miliardi di videogiocatori in tutto il mondo, che entro fine anno spenderanno complessivamente 152,1 miliardi di dollari nello specifico segmento – ma quanti di questi videogiochi sono accessibili a ipo- e non-vedenti? Quali le opportunità non sfruttate a pieno? Quanta la consapevolezza su questi temi? Come e perché dovremmo rendere il digitale più accessibile, e chi è coinvolto in questo processo?

Ne abbiamo parlato con Edoardo Arnello, CMO & Founder di AccessiWay, Arianna Ortelli, CEO & Co-founder di Novis Games e Andrea Saltarello di Accessibility Days: ecco tre soluzioni dalla Community di Talent Garden per rendere il digitale più accessibile!

Web Accessibility | AccessiWay

 

Ciao! Cos’è AccessiWay e come nasce?

Edoardo: AccessiWay è un software plug-in che permette di rendere qualunque sito web conforme con le WCAG 2.1 AA e quindi pienamente accessibile alle persone con disabilità. Rendere un sito accessibile agendo direttamente sul codice è complesso e costoso, l’idea è di rendere semplice un processo complesso, permettendo così a tutti di fruire il web appieno.

Perché è importante prestare attenzione all’accessibilità del proprio sito web?

Edoardo: L’accessibilità web riguarda tutti. Un miliardo di persone nel mondo necessitano di regolazioni particolari alla UX e alla UI di un sito per poterne fruire al meglio. Se un e-commerce non è accessibile, oltre che non essere a norma si rischia di perdere una fetta di mercato importante. Quando si disegna la UX, si pensa sempre al modo migliore per portare un utente ad acquistare un prodotto o usufruire di un servizio. Se un utente con disabilità atterra su un sito inaccessibile vivrà un’esperienza sgradevole. Il risultato? Non acquisterà e non tornerà.

Quali sono i vantaggi del rendere un sito accessibile a chi ha disabilità che impediscono una fruizione completa?

Edoardo: Sicuramente un sito più accessibile è un sito con più potenzialità in termini di conversione, ma la questione è principalmente etica: adesso che rendere un sito accessibile è finalmente economico e semplice, non possiamo permetterci di lasciare indietro nessuno, specialmente in periodi come questo dove tutto si sta spostando sempre di più online, compresi i momenti di aggregazione. 

Qual è l’impatto di AccessiWay per rendere il digitale più inclusivo?

Edoardo: Prima di AccessiWay, rendere un sito accessibile significava aprire un progetto di sviluppo lungo e complesso, per questo motivo il 98% dei siti è completamente accessibile. In un anno e mezzo, la tecnologia di AccessiWay ha reso accessibili 140.000 siti nel mondo e non abbiamo limiti da questo punto di vista. Grazie all’intelligenza artificiale possiamo rendere accessibile qualunque sito in meno di 48 ore

Gaming | Novis Games

 

Ciao! Cos’è Novis Games e come nasce? 

Arianna: Novis Games è una startup innovativa ad impatto sociale che si occupa di accessibilità ed inclusione nel mondo del gaming, per realizzare concretamente l’idea di una piattaforma di gioco che possa essere utilizzata anche senza la vista, coronando il desiderio di far vivere lo spirito aggregativo alla base dello sport anche a persone ipovedenti e non vedenti. Il problema che andiamo a risolvere riguarda quindi l’impossibilità per persone con disabilità visiva di poter accedere in modo autonomo e completo a contenuti digitali per l’intrattenimento, come giochi per pc, smartphone o console. Per questo motivo abbiamo sviluppato un ambiente di gioco accessibile che possa permettere a chiunque di giocare e di creare giochi basati su audio 3D spaziale e vibrazioni. Anche se la nostra soluzione tecnologica è stata testata e pensata principalmente per le persone cieche ed ipovedenti, crediamo che il nostro possa essere un nuovo modo di giocare divertente per tutti, per abbattere la barriera della disabilità in una sfida ad armi pari con persone non vedenti, ipovedenti o normovedenti.

Qual è lo stato attuale del mondo gaming per chi ha disabilità?

Arianna: Oggi siamo fieri di poter dire che l’industria del gaming si sta sforzando di essere sempre più inclusiva e accessibile: i grandi player stanno rivolgendo l’attenzione a nuove tecnologie che mirino ad includere il più possibile tutti i loro potenziali utente, si tra pensi alla stessa Microsoft con l’Xbox Adaptive Controller, che rende accessibili il gaming ai disabili motori. Tuttavia, la situazione non è altrettanto promettente per i disabili visivi. Nonostante esistano recenti titoli di videogames che cercano di implementare le funzioni di accessibilità per ipovedenti e non vedenti, la strada è ancora lunga in quanto il problema è che vi si ha molto spesso un riadattamento dei titoli originali, senza che il prodotto software sia poi utilizzabile in autonomia in una sfida alla pari con una persona normovedente. I prodotti digitali per l’intrattenimento più simili alla nostra proposta sono gli audiogames, giochi basati esclusivamente sul suono, dove però l’inclusione della persona con disabilità non si realizza completamente, in quanto si tratta di titoli per la maggior parte single-player, poco competitivi, con poca varietà e difficilmente utilizzabili da un normovedente.

Quali sono le opportunità per questa fetta di settore?

Arianna: Il mercato in cui ci stiamo posizionando è sostanzialmente un blue ocean, un mercato scoperto da competitors diretti in cui vogliamo essere i primi a muoversi per fornire gli strumenti a nuovi sviluppatori ed aziende per creare contenuti accessibili. I trend che riguardano questo settore sono molti interessanti, sia per quanto riguarda l’industria del gaming, degli e-sports e della realtà virtuale, sia per il mondo dell’accessibilità e dell’inclusione. Crediamo che sia fondamentale supportare lo sviluppo di business sostenibili, da un punto di vista economico, ma anche ambientale e sociale, utilizzando la tecnologia come catalizzatore di valore per la nostra società. Il gaming è il primo step, con il nostro sistema sarà possibile creare prodotti App e Web accessibili a 360 gradi, per avere un impatto reale sulla vita delle persone con disabilità visiva.

Qual è l’impatto di Novis Games per rendere il digitale più inclusivo?

Arianna: Il nostro obiettivo è rendere il gaming davvero accessibile a tutti, proponendo un nuovo modo di giocare che possa mettere le persone sullo stesso livello, in una sfida ad armi pari, promuovendo accessibilità ed inclusione: una nuova realtà virtuale che non ha bisogno degli occhi per essere immersiva.

 

Awareness | Accessibility Days

 

Ciao! Cos’è Accessibility Days e come nasce? 

Andrea: Accessibility Days è il più grande evento italiano dedicato all’utilizzo della tecnologia e del digitale a scopo di inclusione, in riferimento ai temi della accessibilità e delle disabilità. E’ rivolto a sviluppatori, designer, maker, creatori ed editori di contenuti e, più in generale, a tutte le persone che si occupano di tecnologie digitali.

L’idea di organizzare un evento di questo tipo nasce da Sauro Cesaretti e Stefano Ottaviani, sviluppatori software marchigiani. Nel 2016, durante un evento del quale ero co-organizzatore Stefano mi avvicinò chiedendomi se potessi essere interessato ad una iniziativa del genere ed io, figlio di disabile, saltai a bordo senza alcuna esitazione con l’intento di mettere a disposizione la mia esperienza nella organizzazione di eventi. Da lì a qualche mese nacque, nel maggio 2017, la prima edizione.

Il team di Accessibility Days nel 2019 

Quanta consapevolezza c’è tra i professionisti del digitale come developers, designers, content editor e creator circa l’accessibilità per chi presenta disabilità?

Andrea: La risposta breve è “mediamente bassa, purtroppo“; essendo un developer at heart, mi colpisce che proprio questo sembri essere il profilo tipicamente meno attento alle tematiche di accessibilità: nonostante esistano specifiche e standard tecnici ad hoc, la loro conoscenza è decisamente poco diffusa. L’impressione è che venga considerato un “problema altrui”, quasi una perdita di tempo nell’ottica di rilasciare le feature nei tempi previsti.

Quali sono, secondo te, le opportunità che la “sfida” dell’accessibilità offre ai professionisti e ai business, in termini di performance, di business e di immagine?

Andrea: Voglio dare una risposta pragmatica: anche volendo ignorare gli ovvi ritorni in termini di immagine resi possibili da uno storytelling che comunica inclusione, quello della accessibilità è un vero e proprio mercato, con numeri tutt’altro che marginali. Giusto per fare un esempio puntuale, in Italia ci sono poco meno di un milione e mezzo di ipovedenti: per un sito di e-commerce pienamente accessibile, sarebbe una ampia customer base prospettica che lo preferirebbe sicuramente ad alternative magari più economiche ma impraticabili.   

Qual è l’impatto di Accessibility Days per rendere il digitale più inclusivo?

Andrea: Un evento di 3 giorni ed oltre 50 sessioni che hanno permesso agli oltre 1200 iscritti di sfruttare la competenza e l’esperienza degli speaker e dei partner presenti: dall’intervento in keynote di Erika Stefani, Ministro per le Disabilità, a Roberto Scano, tra i consulenti tecnici che hanno lavorato alla Legge Stanca, a Microsoft Corporation che ha organizzato per noi un tour virtuale all’interno dell’Inclusive Tech Lab di Redmond, senza dimenticare Facebook, INAIL, RAI ed altri ancora che andrebbero citati e ringraziati nessuno escluso. 

Il tutto, infine, all’insegna della interattività grazie alla possibilità di partecipanti, speaker ed ospiti di interagire tramite il nostro server Discord.

 

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