Digital Transformation Case Study: Arcom Bagno

Arcom Bagno è un brand italiano che opera nel campo della progettazione e realizzazione di arredobagno. La società fa parte del Gruppo Atma, insieme ad altre 7 aziende che offrono soluzioni diversificate per l’arredamento della casa. La società ha sede a Pordenone dove ha uno stabilimento che ha recentemente raddoppiato, passando da 7.000 a 18.000 metri quadri, mentre la capacità produttiva è aumentata da 300 a 600 unità giornaliere. Arcom impiega oggi 82 dipendenti e ha un fatturato di 19 milioni di euro, proveniente principalmente dal mercato italiano (55%) ed estero per la restante parte – in particolare da Francia, Germania e Spagna. L’azienda opera nel mercato B2B: il brand è percepito di alto valore dai rivenditori specialisti, meno dai clienti finali. Lo sviluppo dei brand nel segmento B2C fa comunque parte dei progetti di sviluppo futuro dell’azienda.

 

Quanto è digitale Arcom Bagno?

Nel 2012, per avere un controllo della parte produttiva e commerciale, sono state implementate numerose soluzioni digitali. Per quanto riguarda la produzione, infatti, a oggi Arcom riesce ad avere un controllo di tutte le fasi di lavorazione del prodotto: dall’arrivo del materiale passando per la trasformazione e lavorazione fino alla realizzazione, prima della fase logistica. Tutti i passaggi sono gestiti da un software, sviluppato da terzi e impiegato sulle macchine, che si chiama JE. In ogni zona di passaggio c’è un controller digitale che verifica, tramite lettura di codice a barre sul collo, se il prodotto è stato o meno lavorato e, se si è fermato per un qualsiasi motivo, quantificando il tempo “perso”. Successivamente un controllo umano indica il motivo della mancata lavorazione. Tutto il processo produttivo parte dalla distinta base dell’ordine e viene smistato tra le varie fasi di lavorazione.

I risultati ottenuti fino a ora hanno permesso ad Arcom di efficientare la produzione e avere maggior output finale, in minor tempo e senza l’impiego di ulteriore personale. Attualmente hanno un ciclo di produzione che impiega circa 30 macchine tutte connesse tra loro e supervisionate da JE. Arcom sta inoltre lavorando su un software che analizzi l’efficienza produttiva delle macchine con l’obiettivo di comprenderne il livello di saturazione produttiva.

 

Qual è il vantaggio competitivo?

Il processo di digitalizzazione messo in atto dall’azienda ha come focus le aspettative elevate del cliente. La logistica e la grande catena di distribuzione stanno sempre più accelerando i tempi, a prescindere dalla particolarità e unicità del prodotto; il cliente è ormai abituato a ricevere ordini in tempi brevissimi e a dimostrarsi immediatamente soddisfatto o meno. Da questo punto di vista, il mercato globale è solo parzialmente preoccupante per l’azienda di Pordenone: infatti, le aziende provenienti da contesti extraeuropei entrano nel mercato locale proponendosi su un segmento differente da quello di Arcom, facendo sì che la concorrenza si giochi maggiormente a livello europeo e più specificamente italiano.

Il programma di digitalizzazione lanciato dall’azienda ha il fine di renderla più competitiva rispetto ai competitor nazionali e accorciare le distanze dal mercato internazionale,  permettendole di essere più efficiente nella produzione e più rapida nelle consegne. Questo è solo il primo passaggio di un progetto ampio e ancora in evoluzione, in una prospettiva di evoluzione continua, necessaria in un panorama imprenditoriale che muta rapidamente.

Le sfide future che Arcom si troverà a gestire nel breve e medio periodo riguardano principalmente la comunicazione interna ed esterna. È infatti necessario rendere il personale consapevole e parte attiva del cambiamento introdotto dalle tecnologie attuali e future, così da incentivare la motivazione e la cooperazione interna all’implementazione di processi produttivi sempre più efficienti e innovativi.

Rispetto al mercato di riferimento, invece, il brand Arcom, consolidato e riconosciuto dal canale distributivo sul territorio sia nazionale sia internazionale, per la qualità del prodotto e gli elevati standard produttivi, risulta per lo più sconosciuto al target di clientela finale, intermediato esclusivamente dal canale retail. Attività di marketing, comunicazione e promozione potranno essere verosimilmente rivolte al segmento B2C, così da avviare un percorso di diffusione della brand awareness direttamente a valle della filiera di vendita dei prodotti. L’orientamento in tal senso è infatti confermato dall’apertura e gestione di un blog di interior design, volto a proporsi come influencer delle scelte di acquisto nel settore ma preludio di attività di digital marketing sul brand da orientare direttamente ai potenziali acquirenti finali.

 

La Digital Transformation è un momento essenziale per la crescita delle aziende italiane. Gestire bene il cambiamento e motivare gli altri sono le nostre più grandi sfide.

Guido Polesello, Direttore Generale di Arcom

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