Un Caffè Digitale con Piersoft

Da 30 anni tutti mi chiamano PIERSOFT, da quando cioè mio padre mi regalò un Commodore 64 e mi “marchiò a vita” …inizia così la bio di Francesco Piero Paolicelli che ci racconta che quel  regalo fosse il più giusto e in linea con quelle che già da piccolo, quando smontava le batterie e collegava il trenino Lima, erano le sue predisposizioni. A soli nove anni apre il suo primo computer club in Italia proprio con quel Commodore 64 e per questo i suoi amici lo soprannominarono Piersoft da “Piersoftware”, e ad oggi è così che è conosciuto molto più che col suo nome di battesimo.

Nel suo sangue scorrono la bora di Trieste e i sassi di Matera, le sue radici sono in due parti dell’Italia e questo ha rappresentato per lui la possibilità di viaggiare e vedere punti di vista differenti che aiutano a saper relativizzare quelle che possono sembrare caratteristiche assolute del proprio territorio.

Dopo tanti anni da imprenditore di un’azienda che lavorava per le telecomunicazioni, dove ha imparato a sviluppare sia le doti relazionali che la sua indole tecnica, da dieci anni lavora come libero professionista come consulente su OpenData e OpenGov per diverse PA e allo stesso tempo insegna nelle università, ai docenti e coding ai ragazzi.

Ai giovani consiglia di non vedere la propria formazione e la propria crescita in maniera verticale seguendo solo le proprie passioni ma di contaminarsi e curare anche le relazioni, le doti empatiche e le skill che possono completare le competenze specifiche, convinto che la persona venga prima del professionista.

Pensiero critico, problem solving e creatività sono le tre soft skill fondamentali nel terzo millennio… clicca qui per guardare l’intera intervista!

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