6 regole per scrivere un post efficace su LinkedIn

“Every company is a media company”. 

Oggi, questa massima di Brian Solis sembra essere sempre più valida non solo per le organizzazioni ma anche per le persone che si pongono come obiettivo quello di curare la propria immagine e di lavorare sulla propria reputazione. LinkedIn, il social professionale per eccellenza, viene indicato come uno dei luoghi più accreditati per costruire il proprio personal branding, raggiungere il proprio target professionale di riferimento, aggiornarsi e costruire nuove opportunità di carriera. 

Ottimizzare e aggiornare costantemente il proprio profilo su LinkedIn è fondamentale. Ma occorre poi nutrirlo costantemente, mettendo a punto una strategia editoriale allineata con la propria strategia di personal branding. Il salto qui è notevole. Arrivare a scrivere dei post efficaci comporta la capacità di condividere dei contenuti di qualità, ma soprattutto l’avere ben chiare alcune linee-guida in grado di far associare un senso di “consistency” alla nostra presenza su questo social.

Desideri costruire la tua strategia di personal branding e crescere professionalmente in ambito digitale anche attraverso l’utilizzo efficace di LinkedIn? Abbiamo selezionato 6 regole utili per scrivere un post efficace su Linkedin. Vediamole insieme.

#1 Parti dal contesto: tieni sempre a mente il “WHY” di LinkedIn 

Scrive P.S. Nerattini: “L’obiettivo di questo social non è quello di far trovare lavoro, ma di creare relazioni, connessioni, di far incontrare virtualmente persone che diversamente non sarebbero entrate in contatto, di dar loro la possibilità di fare rete e di essere reciprocamente di aiuto”. E continua: “Già dalla mission dichiarata si comprende che il fondamento del social è la costruzione di un buon network e l’interazione tra i partecipanti, l’interesse e lo sviluppo reciproco(1). 

In linea con questa cornice, la costruzione della tua reputazione andrà di pari passo non tanto con l’abilità di fare un’auto-promozione aggressiva o di postare esclusivamente risultati e successi auto-referenziali legati al tuo percorso, bensì con la tua capacità di condividere contenuti, informazioni, dati, esperienze e opinioni in un’ottica di crescita e sostegno reciproco all’interno del tuo network. Tienilo sempre a mente mentre scrivi!

#2 Metti a fuoco “la forma” del tuo profilo e trova la tua voce

Di fatto, il tuo profilo LinkedIn potrebbe diventare una sorta di microblog, in grado di valorizzare il tuo profilo su più livelli. Ecco perché è importante che tu conosca quelle che sono le tue competenze “core” e quelle che invece potremmo definire le tue conoscenze di corollario, delle quali non possiedi una conoscenza verticale, ma che arricchiscono comunque il tuo profilo rendendolo articolato e più adatto ad affrontare le sfide degli scenari attuali e futuri. 

A questo riguardo, in ambito selezione e people management viene dato sempre più risalto al concetto di comb-shaped employee e di forma del profilo professionale.

Questo modello punta l’attenzione sull’importanza di sviluppare, fin dai primi esordi nel mercato del lavoro, profili a forma di “T”, o “T-shaped”, dove la barra verticale si riferisce alle conoscenze e alle esperienze maturate in un ambito specifico, mentre la barra orizzontale comprende tutte quelle abilità che permettono di collaborare con esperti di altre discipline e d’integrare e utilizzare le nuove skill ricavate da questa collaborazione. 

Ad esempio, un web marketer “T-shaped” potrebbe possedere una competenza molto approfondita e verticale in SEO, ottimizzazione e motori di ricerca, Rich Snippet ecc., e poi una gamma di conoscenze più superficiali e basiche in ambito community management, e-mail marketing, UX, content management, neuro-marketing ecc. Il profilo a “I” o “I-shaped” si connota invece per un’unica competenza disciplinare, ad esempio Microsoft CRM, non integrata da altre competenze e conoscenze provenienti da altri campi e, per questo, viene considerato un profilo meno adatto ad affrontare attività trasversali e di collaborazione multi-disciplinare. 

Al lato opposto, troviamo il profilo a forma di “M”, o “M-shaped”, il livello di evoluzione più articolato, che si caratterizza per una conoscenza approfondita in più ambiti e una visione olistica che attraversa differenti discipline. Prova a mettere a fuoco la forma del tuo profilo: in quali ambiti ritieni di possedere delle competenze approfondite e molto verticali? In quali aree senti di poter spaziare in superficie, creando collegamenti e sinergie, senza attribuirti tuttavia un ruolo di esperto? 

Questa analisi ti sarà utile per definire non solo la tua strategia editoriale in LinkedIn e per trovare la tua nicchia di riferimento, ma anche per riflettere su un tuo eventuale percorso di crescita. Se senti che è giunto il momento di ampliare la tua preparazione disciplinare o di aggiornare le tue competenze ‘core’, dai un’occhiata ai master di Talent Garden nel nostro palinsesto!

#3 Chiarisci a chi ti rivolgi e immagina di diventare un punto di riferimento

Prima di iniziare a scrivere, sarebbe importante aver ben chiaro a chi ti rivolgi: chi sono i tuoi interlocutori ideali? Sono figure di riferimento nel mondo della selezione? Oppure sono figure di spicco, manager e operatori della tua stessa area di competenza? O persone con ruolo simile al tuo? La tua audience come si collega ai tuoi obiettivi d’incrementare la tua reputazione, comunicare la tua identità professionale o di rafforzare il tuo network?

Come potresti portar valore e diventare un punto di riferimento per il tuo pubblico riguardo a quel determinato ambito di competenza messo a fuoco in precedenza? 

In particolare, quali sono gli interessi, gli argomenti i temi di maggiore appeal per queste audience? E che stili di fruizione adottano su Linkedin? Con quali contenuti e con quale tono di voce li potresti interessare e coinvolgere maggiormente? 

#4 Definisci il tuo piano editoriale e mantieni la rotta

Il buon esito di una strategia di personal branding dipende molto dal piano editoriale e dai contenuti che decidi di condividere: hanno senso all’interno dell’impianto legato alla tua identità professionale? Secondo L. Bellini (2) un piano editoriale capace di tenere alto il livello d’ingaggio potrebbe comprendere, ad esempio, ciò che sta accadendo all’interno della tua industry, i trend e le novità di mercato, potenziali risposte, tool o soluzioni, anche parziali, ai fattori critici caldi per la tua audience, ma anche i tuoi valori, la tua etica o delle attività di edutainment. 

Potresti anche parlare della tua community di appartenenza e delle sfide che sta attraversando, generare discussioni partendo, ad esempio, da un convegno del tuo settore a cui hai partecipato di recente o da una semplice immagine corredata da una citazione (3).  Di recente Linkedin ha offerto anche la possibilità di effettuare i sondaggi: senza esagerare, potrebbe rappresentare un’altra modalità per ingaggiare la tua audience di riferimento ed esplorare tematiche di loro interesse.

#5 Cattura l’attenzione attraverso una scrittura accattivante e d’impatto visivo

Ecco che entra finalmente in campo la tua vocazione editoriale: parliamo di questioni stilistiche e di scrittura efficace. In particolare, per catturare e mantenere alta l’attenzione e la retention della tua audience è fondamentale curare questi tre aspetti:

  • il titolo: dedica molta attenzione alla sua definizione e fai in modo che sia chiaro, non ingannevole e non troppo lungo o complicato; i titoli più performanti sembrano essere quelli di lunghezza compresa tra i 40 e i 50 caratteri;
  • la struttura a paragrafi: per facilitare la lettura e la comprensione dell’articolo risulta molto efficace suddividere il testo in più paragrafi, ad esempio in 5 o 7 blocchi; 
  • le immagini:  nei long-post si possono aggiungere diverse immagini, oltre a quella di copertina, e questo aiuta a rendere il tuo contenuto più accattivante e piacevole.

#6 Sperimenta i giorni e gli orari di pubblicazione

Hai sentito da più fonti che il giovedì è il giorno più adatto per pubblicare i tuoi post su Linkedin? In effetti una nota ricerca di Paul Shapiro di alcuni anni fa, basata su un robusto campione statunitense, lo consigliava. Non esistono tuttavia evidenze che tale suggerimento, applicato al contesto italiano, abbia riportato le medesime performance.

Secondo quanto emerso dal più recente studio di CoSchedule – che ha riunito 20 articoli pubblicati da testate e blog autorevoli traendone i migliori indicatori – i giorni migliori in cui pubblicare risultano essere quelli compresi tra martedì e giovedì. Un ingaggio maggiore si dovrebbe ottenere pubblicando tra le 10:00 e le 11:00, oppure anche nella fascia oraria compresa tra le 07:30 e le 08:30 e tra le 17:00 e le 18:00.

Oggi, a seguito del lockdown e del conseguente incremento del lavoro da remoto, i comportamenti legati alla fruizione dei social, sono cambiati in modo consistente. Questi dati appaiono da riconsiderare alla luce delle nuove abitudini di vita. E quindi? Quindi il nostro consiglio è di partire pubblicando almeno due long-post alla settimana in modo costante e regolare, in un’ottica di lungo periodo. Sperimenta diversi giorni e orari di pubblicazione e utilizza questi test per conoscere e studiare i comportamenti di fruizione della tua audience, programmando di conseguenza le tue pubblicazioni. 

Inoltre potrai osservare come le tue pubblicazioni si riflettono sul numero di visite al tuo profilo, sul numero dei follower e sulle richieste di contatto o sulle proposte di collaborazione professionale. Utilizzando al meglio queste informazioni potrai affinare il tuo piano editoriale e veder crescere nel tempo la tua reputation, all’interno di questo social.

___

#Bibliografia e Sitografia

(1) P.S. Nerattini, 2021, LinkedIn per chi cerca un (nuovo) lavoro. Vol. 1, Ed. GoWare
(2) L. Bellini, 2016, Come usare LinkedIn per il tuo business, D. Flaccovio Ed. 
(3) https://www.spidwit.com/blog/come-creare-un-post-su-linkedin/

Iscriviti alla nostra newsletter

Rimani aggiornato sulle ultime novità