#SustainabilityPills: 5 Women in Tech per la Sostenibilità

#SustainabilityPills è la tua dose mensile di trends & tips sul mondo della sostenibilità: pillole educative e ispirazionali per scoprire i cambiamenti in atto a livello sociale, ambientale ed economico, le ultime tendenze nel mondo del business e le azioni che possiamo intraprendere per un futuro più sostenibile. 

 

Negli ultimi anni la conversazione sul gender gap nel mondo STEM si è fatta sentire sempre di più – il che è un’ottima notizia, ma la strada da percorrere è ancora lunga. Spesso non è chiaro che il gender gap non solo è un problema in termini di diritti umani, ma ha anche delle conseguenze negative in termini economici e di potenziale talento perso.

Promuovere la gender equality è cruciale per accelerare lo sviluppo sostenibile: eliminare qualsiasi forma di discriminazione verso donne e ragazze ha infatti un effetto moltiplicatore attraverso tutte le altre aree di sviluppo. È stato dimostrato che la parità di genere gioca un ruolo centrale nello stimolare la crescita economica – un elemento essenziale specialmente nei paesi con i tassi di disoccupazione più alti e meno opportunità economiche. Per essere più chiari: UN Women ha riportato che nei paesi membri della OECD (Organization for Economic Cooperation and Development), il 50% della crescita economica degli ultimi 50 anni può essere attribuita ad un miglior accesso all’educazione per le ragazze, così come alla diminuzione del gap tra gli anni di scolarizzazione tra ragazzi e ragazze. A livello mondiale, si stima che il PIL in una condizione di parità potrebbe crescere fino al 35% ed arrivare a 28 trilioni di dollari entro il 2025.

Fino a quando le donne non avranno accesso a pari opportunità di empowerment e di lavoro, la crescita economica dei Paesi risulterà rallentata e di riflesso anche lo sviluppo sostenibile.

Quando le donne hanno accesso al lavoro, devono affrontare diverse sfide. Primo tra tutti, prima fra tutte, il gap salariale, che risulta essere impressionante: nel mondo, una donna guadagna in media 81 centesimi in meno per ogni dollaro guadagnato da un uomo. In Europa, guadagna il 16% in meno di un uomo nella stessa posizione. Questa barriera si traduce in $172 trilioni in potenziale reddito perso, secondo quanto stimato dalla World Bank.

Inoltre, il problema si aggrava nel mondo della tecnologia e del digital. Nel mondo, solo un terzo dei laureati in materie STEM è donna secondo il World Economic Forum. In Italia, nonostante quasi il 60% degli iscritti all’università siano ragazze, solo il 18% sceglie un corso STEM. Nel mondo del lavoro, a cinque anni dalla laurea, le donne laureate in queste discipline guadagnano in media circa 300 euro mensili in meno della controparte maschile. Le materie STEM sono cruciali per lo sviluppo sostenibile in quanto ci permettono di trovare soluzioni a minacce poste dalle sfide globali come il cambiamento climatico, epidemie globali e molto altro. Sono uno strumento importantissimo nello sviluppo di tecnologie e strumenti nel mondo della sostenibilità: ma anche in questo ambito, la popolazione femminile è poco rappresentata (nonostante la grande richiesta di professionisti con un background di questo tipo!). 

La scarsa rappresentanza e la mancanza di modelli inizia fin dai primi anni di scuola e si trascina fino al business world.

E’ però arrivato il momento di lasciarci gli stereotipi alle spalle: ecco cinque donne, cinque role model che hanno sfruttato la tecnologia per innovare nel campo della sostenibilità.

1 | #FOODTECH | Kimberlie Le, Co-Founder e CEO di Prime Roots

Kimberlie Le è CEO e co-fondatrice di Prime Roots, una società californiana che produce proteine a base vegetale. Kimberlie ha scoperto fin da giovane le diverse origini del cibo, dato che la sua famiglia si relazionava direttamente con gli agricoltori. Ciononostante, non aveva realizzato l’impatto dell’agricoltura destinata agli animali fino agli studi di microbiologia alla University of California, Berkeley. Con Prime Roots, Kimberlie ha deciso di dare il suo contributo entrando nel mondo delle proteine alternative utilizzando il Koji, un fungo usato nella cucina giapponese da sempre.

2 | #BLOCKCHAIN | Kuo Shih Yun, Co-Founder e CEO di Lablaco

Kuo Shih Yun è CEO e cofondatrice di Lablaco, una piattaforma che sfrutta la tecnologia blockchain per rendere tracciabili gli abiti di lusso di seconda mano. La missione dell’azienda è rendere il più chiaro e immediato possibile per i clienti cosa voglia veramente dire “moda sostenibile”. A ciascun pezzo viene assegnato un codice che fornisce tutte le informazioni necessarie riguardo l’origine, la produzione e l’impronta ecologia del capo. Lablaco vuole aiutare le persone a capire gli impatti ambientali del mondo del fashion, e incoraggiare abitudini più circolari e consapevoli.

3 | #CLEANENERGY | Inna Breverman, Co-Founder e CEO di Eco Wave Power

Inna Braverman ha fondato Eco Wave Power nel 2011, a 24 anni, ed è stata recentemente nominata una dei 100 individui più influenti nel mondo da medium.com (insieme a Mark Zuckerberg, Elon Musk e altri). Eco Wave Power ha sviluppato una tecnologia innovativa che produce elettricità direttamente dalle onde del mare e dell’oceano. Per Inna, l’energia pulita è un viaggio molto personale, essendo nata due settimane dopo il disastro nucleare di Chernobyl e ha sofferto di arresto respiratorio a causa dell’inquinamento della regione a seguito dell’esplosione. Ha avuto una seconda opportunità dalla vita, e ha deciso di dedicarsi alla ricerca di un modo per ridurre l’inquinamento. 

4 | #CODING | Rose Funja, Founder e MD di Agrinfo, Co-Founder di She Codes for Change

Rose Peter Funja è sviluppatrice e software engineer, nonché rettrice del College of Science alla University of Bagamoyo, dove tiene lezioni sul mondo ICT. Funja ha sempre visto l’informazione e la comunicazione come la soluzione alle sfide che il settore agricolo della Tanzania stava affrontando. Con questo focus, ha fondato la Agrinfo Company Limited: inizialmente, l’obiettivo era essere un motore di ricerca focalizzato sulle informazioni del mondo agricolo in Tanzania, ma è cresciuto fino a includere tecnologie come droni per l’agritech. Funja ha co-fondato diverse startup per l’empowerment delle ragazze nel mondo della tecnologia e dell’innovazione, come ad esempio She Codes for Change, nata con l’obiettivo di far crescere nelle ragazze un interesse verso le materie STEM fin da giovanissime.

5 | #BIOTECH | Miranda Wang, Co-Founder e CEO di Novoloop

Nel 2018, a soli 24 anni, Miranda Wang ha ricevuto il premio Young Champion of the Earth rilasciato dall’UN Environment Programme, come riconoscimento del suo lavoro per risolvere la crisi della plastica sviluppando una soluzione per riciclare i rifiuti plastici “irriciclabili”. L’idea dietro Novoloop è nata durante una sfida scientifica lanciata al liceo – la Sanofi BioGENEius Challenge -, occasione in cui Miranda e la sua amica e business partner Jeanny Yao hanno scoperto un batterio del terreno che mangia i plasticidi.

Novo come nuovo, Loop a significare la circolarità: la missione di Novoloop è dare una nuova vita agli scarti plastici trasformando i residui del packaging in materiali iper performanti usati per le scarpe, macchine, case e molto altro. Novoloop crede fortemente che i materiali riciclati non siano (e non dovrebbero essere considerati) inferiori rispetto ai materiali vergini. L’azienda produce materiali che performano quanto quelli nati da carburanti fossili, ma contengono fino al 50% di contenuto riciclato, la cui produzione ha richiesto il 45% in meno di emissioni di anidride carbonica.

 

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