#SustainabilityPills: Verso un Consumatore Consapevole

#SustainabilityPills è la tua dose mensile di trends & tips sul mondo della sostenibilità: pillole educative e ispirazionali per scoprire i cambiamenti in atto a livello sociale, ambientale ed economico, le ultime tendenze nel mondo del business e le azioni che possiamo intraprendere per un futuro più sostenibile. 

 

La terribile crisi sanitaria portata dal Covid-19, il peso del cambiamento climatico nelle recenti catastrofi naturali come gli incendi in Australia nel 2019 e la sempre maggiore perdita di biodiversità stanno facendo crescere sempre più l’interesse dei consumatori verso le problematiche ambientali, sociali ed economiche in atto.

I consumatori sono sempre più consapevoli del ruolo che possono giocare nel risolvere questi problemi e sono decisi ad agire in questa direzione, in primo luogo cambiando le proprie abitudini di consumo.

Uno studio della NYU Stern mostra che i prodotti “sustainability-marketed” abbiano ricoperto il 54,7% della crescita totale del settore delle Consumer Packaged Goods (CPG) nel periodo 2015-2019, nonostante costituiscano di fatto solo il 16% della categoria nel suo insieme. Infatti, questi prodotti sono cresciuti 7 volte più rapidamente dei prodotti convenzionali, e 3,8 volte più velocemente del mercato CPG. Per quanto riguarda la flessibilità nei costi, i consumatori si sono dimostrati disposti a pagare un prezzo “premium” del 39,5% più alto rispetto ai prodotti convenzionali pur di sceglierne uno commercializzato come sostenibile.

Se guardiamo al target di riferimento, le persone che compreranno con più probabilità prodotti sostenibili sono i millennial con un reddito alto, che hanno un educazione universitaria e provengano da zone urbane. Anche Baby Boomer e Generazione Z con reddito medio contribuiscono in modo significativo alle vendite.

Source: NYU Stern CSB Sustainable Market Share Index 2020

Il cambiamento nei valori e negli ideali dei consumatori trova riscontro in una nuova ondata di prodotti sostenibili, di ugual valore rispetto ai beni convenzionali per qualità e performance. Questo macro trend rappresenta un opportunità imperdibile per tutti quegli apripista che si sanno muovere in modo tempestivo, e allo stesso tempo una minaccia per tutte quelle aziende che non si muovono abbastanza in fretta rispetto ai cambiamenti del mercato. Di seguito le quattro aree più interessanti da monitorare: Cibo, Fashion, Lifestyle e Etichette Eco.

1 | Cibo

I consumatori vogliono comprare cibo sano, bio, da fonti locali con il minor impatto ambientale possibile. La produzione alimentare è responsabile per il 26% delle emissioni di gas serra e ha un impatto significativo sullo sfruttamento del terreno e il consumo d’acqua. Di conseguenza, il consumo di alimenti plant-based (ovvero a base vegetale) e di tutti quei sostituti dei latticini ha continuato ad aumentare durante la pandemia.

Esempi dalle Corporate | Nel 2020 Unilever, ad esempio, ha annunciato di voler far crescere le vendite di alimenti plant-based e alternative ai latticini fino a €1 miliardo nei prossimi 5-7 anni. L’obiettivo fa parte del “Future Foods’ ambition” – iniziativa lanciata con due obiettivi principali: aiutare le persone nella transizione verso una dieta più salutare e ridurre l’impatto ambientale della catena alimentare globale. 

2 | Fashion

Una ricerca di Boston Consulting Group mostra che il 38% dei consumatori riporta un importante cambiamento nelle abitudini di acquisto nel campo dell’abbigliamento, passando dal loro brand preferito ad un altro perché quest’ultimo è sinonimo di pratiche ambientali e sociali positive. Il 75% degli intervistati in cinque paesi dalla ricerca BCG ha affermato che la sostenibilità di un prodotto è “estremamente” o “molto” importante nel processo decisionale d’acquisto.

Source: Pulse-of-the-Fashion-Industry 2019, BCG

I Brand stanno rispondendo attivamente usando materiali sostenibili per la produzione dei loro prodotti, aumentando la trasparenza della loro supply chain e implementando sistemi produttivi circolari.

Esempi dalle Corporate | Adidas ha preso l’impegno di eliminare lo spreco di materie plastiche grazie a innovazione e partnership: in particolare, si è posta l’obiettivo di usare solo poliestere riciclato entro il 2024, grazie all’introduzione di due nuove tecnologie chiamate PRIMEBLUE e PRIMEGREEN.

3 | Lifestyle

La nostra determinazione nel ridurre l’impatto sul mondo darà un grosso boost alla transizione verso veicoli elettrici, remote working, packaging sostenibili e in generale verso un’economia della dematerializzazione. Quest’ultimo punto comporta la crescita del “Product as a Service“, come ad esempio nella Sharing Economy, nella Digitalizzazione (verso il cosiddetto “paperless office”) o nelle soluzioni Cloud per quanto riguarda l’ICT.

Esempi dalle Corporate | Zapier, azienda che si occupa di automazione, ha da sempre adottato il remote working come unica modalità di lavoro possibile. Oltre ad essere una scelta sostenibile, l’azienda gode così di moltissimi benefici come la riduzione di costi fissi come l’affitto, l’accesso ad un bacino di persone provenienti da tutto il mondo con cui poter collaborare e un rafforzamento della cultura aziendale.

4| Etichette Eco

Un trend importante risiede nell’educare e informare i consumatori su tutte le dichiarazioni circa la sostenibilità di un prodotto. In questo senso, esistono le cosiddette Etichette Eco, che informano gli acquirenti sui benefici sociali, ambientali o salutari dei prodotti. Ci sono sia etichette eco certificate da terzi, oppure i brand stessi hanno sviluppato la loro versione di “Eco Label”. Questo è uno di quei trend che ci fa veramente capire quanto il consumatore di oggi sia davvero deciso a cambiare le proprie abitudini per contribuire a migliorare il pianeta.

Esempi dalle Corporate | L’azienda svedese produttrice di alternative ai latticini a base di avena Oatly, ha iniziato a stampare sul packaging dei propri prodotti delle etichette in cui si evince la quantità di CO2 emessa durante la produzione di un determinato prodotto. L’obiettivo dell’azienda non è solo quello di dare delle informazioni al consumatore, ma anche far comprendere a tutti la necessità di avere questo tipo di informazioni su tutti i prodotti del settore alimentare. Più aziende aderiranno infatti, più i consumatori potranno fare dei paragoni e scegliere i prodotti a più basso impatto ambientale.

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Greta Volpi 

Business Operations Specialist | Talent Garden

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