Digital Transformation Tour: seconda tappa Roma con Amref e UNHCR

La seconda tappa del Digital Transformation Tour porta i nostri neo Digital Officer a Roma dove affiancato il lavoro di Amref e UNHCR. Si tratta di una settimana all’interno della quale ricorre la Giornata Mondiale del Rifugiato che ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione di milioni di rifugiati che, costretti a fuggire da guerre e persecuzioni, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era parte della loro vita. Oggi più che mai, il lavoro di Amref e UNHCR risulta essere centrale e determinante per contribuire attivamente e positivamente nei confronti dello scenario che stiamo vivendo.

Ciò che hanno fatto i nostri Digital Officer è stato dunque di favorire il loro lavoro attraverso l’innovazione digitale.

Il primo team ha affiancato Amref Health Africa, ONG che offre servizio e supporto alle popolazioni africane. Si contraddistinguono per una vision chiara e positiva, offrire soluzioni africane a problemi africani: il messaggio che divulgano è che tutto ciò di cui le comunità hanno bisogno si trova già in Africa, ciò serve è rendere accessibili e fruibili le risorse, il know-how e le personalità formate perché attraverso il coinvolgimento attivo delle comunità locali lo sviluppo può consolidarsi nel lungo termine. L’obiettivo del project work dei nostri Digital Officer si focalizza sulla costruzione di azioni digitali che consentano di ottimizzare l’acquisizione di nuovi contatti e li portino a diventare donatori possibilmente regolari. Il team, dunque, ha indagato sul work flow dell’organizzazione in modo da individuare delle aree su cui attuare un’ottimizzazione attraverso nuovi approcci a supporto ma non unicamente delle donazioni, in modo da, anche, rendere l’esperienza di donazione personalizzata. L’obiettivo è dunque quello di attuare delle strategie di coinvolgimento del donatore e di brand awareness.
Come risultato, hanno deciso di agire per due vie, interna e esterna.

Internamente, i ragazzi hanno deciso di proporre una sostituzione del CRM e un rinnovo del sito web. Il primo, offre gli strumenti necessari per automatizzare, gestire e integrare le attività di vendita, marketing e customer service. Il team individua nella proposta di sostituzione dei benefici nell’aumento della produttività, nella fidelizzazione e gestione del cliente nonché nella previsioni finanziarie. Durante la ricerca fra i CRM che vengono attualmente utilizzate da organizzazioni affini, sono stati individuati come più congeniali MyDonor e Microsoft Dynamics. Mentre per il sito web, si è scelto di crearlo su una piattaforma WordPress che ne semplificasse l’utilizzo per via della sua natura user friendly e che facilitasse l’ottimizzazione SEO.

Esternamente, l’obiettivo è stato quello di ottimizzare le acquisizioni tramite il focus su due nuovi segmenti: quello delle micro-donazioni e delle corporate. Del primo segmento, fa parte un target giovane che è incentivato a effettuare delle donazioni di taglio piccolo, al di sotto dei 30€, tramite la gamification: attraverso lo studio di best practices quali Wami e Forest, si vuole far leva sulla parte esperienziale per coinvolgere l’utente nell’azione benefica per la quale stanno effettuando la donazione. Aprire la strategia di acquisizione verso i millennial, permette di strutturare un legame con i donatori di più lunga durata, l’obiettivo è quello di creare una Community virtuale che consente lo sviluppo di relazioni fra gli utenti al suo interno così che la stessa cresca autonomamente e Amref possa congiuntamente prenderla come un campione rappresentativo per testare nuovi contenuti. Per quanto riguarda il segmento Corporate, può essere acquisito tramite diverse azioni come la creazione di gift card acquistabili dalle aziende per i dipendenti o clienti per delle ricorrenze particolari che possono essere scelte tramite il sito web e anche tramite la promozione di iniziative che invogliano le aziende a sostenere progetti posti in essere dall’organizzazione. Infatti, l’adozione di un progetto filantropico, genera un valore condiviso internamente all’azienda che ha un risvolto positivo anche sul business, il messaggio è proprio quello che la creazione di una cultura orientata al giving migliora il clima organizzativo, lo spirito di appartenenza e la percezione del valore del brand.

 

Il secondo gruppo, ha collaborato con UNHCR, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, che da oltre 65 anni tutela i diritti e il benessere dei rifugiati in tutto il mondo. Ciò di cui di occupa l’Agenzia è di guidare e coordinare, a livello mondiale, la protezione dei rifugiati e le azioni necessarie per garantire il loro benessere, fornisce acqua, cibo, tende e assistenza immediatamente dopo lo scoppio di un’emergenza. I nostri Digital Officer hanno costruito il loro project work partendo dall’analisi e dalla mappatura dell’intero processo di donazione in modo da identificare i punti critici della situazione attuale così da proporre delle innovazioni che possano rendere il processo personalizzato e emozionalmente più coinvolgente per ogni donatore. Le donazioni, allo statuo attuale, possono essere spot o regolari in Italia, quest’ultime giungono prevalentemente tramite il canale face to face in prevalenza in luoghi quali aeroporti, piazza e strade. Dopo aver avuto un’overview delle abitudini dei donatori di UNHCR, i Digital Officer hanno deciso di lavorare a monte studiando una strategia di coinvolgimento già dalla prima donazione.

Abbiamo voluto cambiare la logica da push a pull,

spiega Lorenzo circa l’approccio adottato.

Un approccio push, fatto solitamente da interlocutori che scelgono la modalità face to face dialogando con le persone che passano nell’area comune in cui si trovano, infatti, può talvolta risultare poco efficace e può persino portare ad un distacco dalla causa se il potenziale donatore si dovesse sentire infastidito. La soluzione proposta dal team, ispirata dal concetto di guerrilla marketing, consiste in un’installazione di una tenda in un luogo pubblico, pensiamo ad una piazza, davanti alla quale il passante viene attirato ed è incuriosito ad entrare al suo interno, al suo interno, tramite un visore VR, il passante simula un’esperienza diretta ed entra in empatia con i rifugiati. Questa esperienza coinvolge emotivamente le persone e viene convogliata in una call to action interattiva attraverso un totem che permette loro di effettuare una donazione immediata di beni reali, inoltre, l’azione viene amplificata e portata online tramite l’invito a condividere ciò che hanno appena sperimentato con amici e conoscenti sui social. La gamification e la costruzione di un’esperienza immersiva tramite la modalità POV, consentirebbero a UNHCR di creare una relazione a lungo termine con il donatore tramite l’applicazione del digital che verrebbe inoltre mantenuta tramite l’inserimento di un chatbot che tiene aggiornati gli utenti in maniera amichevole e automatizzata circa i progetti in corso dell’organizzazione, quali Paesi o quali emergenze stanno aiutando le donazioni e gli eventi di beneficienza più vicini.

La settimana appena trascorsa è stata decisamente particolare per i nostri Officer che si sono interfacciati con il no profit e con il dover mettere a servizio di temi così attuali il loro approccio digital. Ora, la prossima destinazione, terza tappa del tour, li porterà a Padova dove incontreranno Transcell e Considi.

 

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