Conosciamo meglio Gaia Zuccaro: la progettista di interfacce utenti

Seguire Gaia su Behance è una bellissima tortura. I suoi progetti e le sue raccolte riescono sempre a creare un effetto WOW. Gaia coordina il master in UI Design Master di Talent Garden Innovation School, e chi meglio di lei poteva darci alcune opinioni su questo mondo?

Puoi descrivere la tua giornata di lavoro ideale come UI Designer?

La mia giornata comincia con una visione randomica dei feed dei vari social network creativi (Dribbble, Behance, Awwwards) e delle ultime notizie legate al mondo dell’innovazione tecnologica e del design digitale (Medium, The next web, The Verge, Designer NEws). Trovo l’estensione di Chrome Panda una risorsa davvero pratica!
Poi mi organizzo i task grazie a Todoist e inizio il mio lavoro. Ogni giornata è diversa dall’altra, ma tendenzialmente quello che cerco di fare è lavorare su almeno due progetti al giorno, per trovarmi in fasi diverse e su tematiche varie, per far spaziare la mente. Quindi capita spesso che un progetto si trovi nella fase di finalizzazione della UI, un altro, invece, nello stato embrionale del wireframe e della più ampia progettazione di UX. Ovviamente non per tutti funziona così, ma per me è l’ideale. Riesco così ad alternare fasi molto digitali legate al computer, e fasi più analogiche e libere legate alla fase di sketching manuale.
Cerco di fare dei break lavorativi in cui cerco di imparare o migliorare le mie skill su qualche argomento o sull’utilizzo di qualche software specifico. Mi dà carica e mi rimette in moto quando trascorro troppo tempo su un progetto.
Lavoro molto come freelance, il che significa essere autonomi, ma per evitare intere giornate senza contatto umano cerco sempre di organizzare call di allineamento o di semplice condivisione con alcuni colleghi sviluppatori, in modo da far crescere il nostro know how.

Quali sono le tue aree di competenza come esperta di interfacce utenti?

Tutte quelle aree in cui un prodotto digitale entra in contatto con un essere umano. Quindi, anche se con livelli di specializzazione diversa, come esperta di interfaccia utente ritengo che bisogna avere competenze relative alla progettazione grafica, alla user experience, ai principi di usabilità e accessibilità, ma anche nozioni base di front-end, di digital marketing, e in modo più ampio di product design e di service design.

Puoi descrivere un’applicazione con la peggiore interfaccia utente?

Devo dire, che sempre più, soprattutto sullo store iOs, visti gli attenti livelli di revisione anche lato estetico di Apple, le app con un’interfaccia brutta si stanno riducendo drasticamente. Chi crea un’applicazione, ha finalmente compreso, che non basta “esserci sullo store”, ma bisogna esserci nel modo più interessante e accattivante possibile. Insomma il “basta che funzioni” oggi non importa più a nessuno. L’esperienza utente, passa necessariamente anche attraverso una bella UI.

Detto questo, una app che trovo veramente pessima in termini di UI ma anche di UX è la nostra MyCicero. Uso eccessivo dei colori, incoerenza tra gli elementi grafici, sistema iconico dozzinale, e tipografia per nulla valorizzata. Io la usavo soprattutto per il pagamento del parcheggio, ma l’ho facilmente sostituita con EasyPark, che ha decisamente una UI più bella e una UX davvero facile e intuitiva. Non è la prima volta che scarto una app a favore di un’altra che offre lo stesso servizio, ma con una maggiore attenzione alla UI e alla UX. Credo che questo tipo di ragionamento, coinvolgerà sempre di più un numero di utenti consapevoli.

Come è possibile ridisegnare un’interfaccia ben conosciuta?

È possibile farlo soprattutto in modo progressivo, introducendo piccole variazioni all’inizio e soprattutto cercando di mantenere coerenza e uniformità tra tutte le piattaforme del brand. I grandi brand che optano per un restyling della propria interfaccia, lo fanno quasi sempre in concomitanza del restyling generale delle loro guideline legate al brand. In questo modo l’utente non vive il cambiamento con stress, perché percepisce che è inserito all’interno di una zona di comfort più ampia che impatta a catena su tutti i prodotti del brand.

Quali sono le informazioni di UX fondamentali prima di iniziare a progettare?

Tutte :). Ma se dovessimo fare una scelta direi senz’altro value proposition, obiettivi e goal, target di riferimento, materiali disponibili, reference (sia negative che positive) e in ultimo, ma non meno importante, budget e tempistiche. In caso di prodotti legati a una startup, direi fondamentale definire anche l’MVP.

Qual è secondo te l’interfaccia utente più intuitiva mai creata?

Credo che l’interfaccia di Tinder, abbia segnato un passaggio importantissimo nell’ambito dell’intuitività legata all’interfaccia. Ha segnato il cambiamento dall’era del mobile che faceva il verso al web (pulsanti, pulsantini, touch usati come click etc), a un’era in cui si sfrutta a pieno il potenziale dello smart phone tramite strumenti propri, gesture, utilizzo pieno dello schermo. Tinder è stata così potente nella creazione della sua interfaccia intuitiva, da aver fatto diventare la sua caratteristica principale dello swiping sulle card, un pattern di navigazione ormai standard e trasversale in entrambi i sistemi operativi mobile.

Cosa pensi del material design di Google?

Penso che sia una cosa fantastica! Da designer ho sempre cercato riferimenti precisi da cui partire per creare esperienze utenti coerenti e ottimizzate. Adoro il lavoro quasi maniacale fatto da Google per coprire attraverso linee guida, tutte le aree coinvolte nella UX e nella UI, dai principi di motion fino al tono di voce del microcopy dell’interfaccia. Ovviamente da designer, mi auspico sempre che queste linee guida, sebbene utilissime come draft di partenza, non debbano lasciarci adagiare su un percorso già stabilito, appiattendo di colpo tutte le interfacce utente, bisogna utilizzarle come guida di riferimento da cui partire per una progettazione personalizzata e mirata.

Secondo te perché Sketch ha guadagnato tanta popolarità negli ultimi anni?

Perché è un tools che è riuscito a scardinare il classico rapporto tra creativo e strumento finalizzato alla creazione, introducendo funzionalità chiave legate all’ottimizzazione del flusso di lavoro in ambito digital, e soprattutto ribaltando il modello di costruzione/pensiero dei creativi, facendo avvicinare quest’ultimi sempre più a un’ottica di costruzione atomica più vicina al frontend moderno. In ultimo, i numerosi plugin che permettono l’interazione con le più importanti piattaforme di prototyping, lo hanno reso uno strumento difficilmente sostituibile. Per chiarezza credo che anche il prezzo super accessibile, a fronte dei benefit che offre, lo abbia lanciato definitivamente.

 

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