The show must go on! Come creare un’opportunità in periodo di crisi

Mi presento: mi chiamo Armin ZadakBar e sono il CEO di The Armin Bar (NYC|Milan), agenzia di Digital Marketing che fa parte della community di Talent Garden Calabiana. Sono anche docente di marketing della Bologna Business School per gli Executive Master, nonché parte della faculty di Talent Garden Innovation School.

Negli ultimi anni, il mio team ha incentrato la propria attività nel mondo del Food & Beverage e nel settore dell’Hospitality, concentrando la propria attenzione su piccole e medie imprese, fatta eccezione per alcuni clienti corporate come Lavazza. 

In questo periodo di difficoltà, in cui tutti siamo stati catapultati in maniera inaspettata, abbiamo deciso di non fermarci e, quella che sono felice di poter condividere con voi, è una storia di successo. Come per molti, l’impatto improvviso del COVID-19 ha messo a dura prova l’economia e la sopravvivenza di innumerevoli aziende, e non ha risparmiato nemmeno la mia agenzia.

Infatti, a malincuore, abbiamo dovuto assistere alla chiusura temporanea (e in alcuni casi permanente) delle attività di molti dei nostri clienti e, come potrete immaginare, anche il portafogli della nostra agenzia è rimasto vittima di questo effetto domino. A questo punto era necessario trovare una soluzione, reinventarsi.

È questo il motivo che ha spinto me e due delle collaboratrici della mia agenzia (Priscila Hernández Limas, Head of Marketing and Communication, e Camilla Cerioni, Account Manager), assieme ad uno dei nostri clienti più importanti, Luca Guelfi della Luca Guelfi Company, ad unire le nostre forze e confrontarci, con l’obiettivo di capire come poter trasformare questo momento di crisi in un’opportunità. Abbiamo fatto un brainstorming e dopo 9 giorni abbiamo dato vita a Via Archimede, Gastronomia di Quartiere, una Ghost Kitchen (cucina fantasma) che prende il nome dalla celebre via in cui sono situati molti dei ristoranti del nostro partner, Luca Guelfi.

In questo progetto abbiamo coinvolto anche Simone Monetti, anche lui parte della community di Talent Garden (e in particolare di Talent Garden Merano, a Milano), come Developer.

Vi spiego in cosa consiste: una ghost kitchen non è altro che una cucina attrezzata e perfettamente a norma di legge che si occupa della preparazione di piatti e pietanze unicamente per la richiesta di consegna a domicilio. In poche parole, una cucina di un ristorante… senza ristorante!

Aprire una ghost Kitchen significa tagliare i costi di allestimento e di personale tipici di un ristorante, che ha una sala da allestire e un servizio da curare. Questo ci ha permesso di rispettare il mercato, la situazione economica (grazie a un menu con prezzi accessibili in linea con l’idea di trattoria e di cibo fatto in casa) e soprattutto i nostri clienti.

Per le consegne a domicilio non ci siamo affidati alle classiche piattaforme di delivery come Glovo o Deliveroo (che di solito si prendono il 30% delle commissioni), ma abbiamo deciso di metterci in gioco in prima linea facendo consegnare al nostro staff i piatti a domicilio. Questo ci permette di garantire ai nostri clienti che tutti gli ordini seguano le norme vigenti in materia di igiene, sia in cucina che in fase di consegna. 

Archimede - Gastronomia Archimede - gastronomia

Il team, a questo punto, si è allargato, siamo in cinque, tutti in società con quote paritetiche del 20%. Oltre alla presenza del già nominato Luca Guelfi e della mia agenzia per quanto riguarda il reparto marketing e comunicazione, a dirigere la cucina troviamo Marco Fossati (chef presso Shimokita) ed Emanuele Gasperini (chef presso Saigon), il cui lavoro è accompagnato dall’occhio attento del nostro manager operativo Giovanni Verri, già manager presso Canteen.

Posso affermare con gioia che la nostra inaugurazione si è rivelata un successo: dal giorno di apertura, il 10 aprile, siamo già stati menzionati da testate del calibro del Corriere della Sera, Gambero Rosso, Fine Dining Lovers, GQ Italia, il Milanese Imbruttito e molte altre, che hanno contribuito a diffondere il nostro marchio, permettendoci di raggiungere nella prima settimana il punto di pareggio.

Gli ordini arrivati duranti i primi giorni erano talmente tanti che tutti ci siamo messi a fare tutto; Noi partner siamo stati i primi a metterci in prima linea andando a consegnare i piatti di casa in casa. 

Se devo pensare al futuro, credo fortemente che dopo questo periodo di lockdown ci vorrà molto tempo prima di riappropriarci della nostra routine. Però una cosa è certa, le persone vorranno continuare a mangiare dei piatti gustosi e genuini, senza però spendere 70/80 euro. Questo porterà ad un ridimensionamento della ristorazione e dei relativi prezzi. Per questo sono fiducioso che il nostro progetto sia in linea con le prospettive della ristorazione futura dei prossimi mesi/anno(i).

 

Armin ZadakBar

CEO – The Armin Bar (NYC|Milan)

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