Intervista a Gualberto Vannini Frontend Developer di Alkemy

Stiamo per raccontarvi una storia di cambiamento, naturalmente. La storia di un giovane sardo con la passione per le mappe che dopo una laurea in geologia e tanta difficoltà nel trovare una sua identità professionale ha deciso di abbandonare la sua isola di certezze e adattarsi al mondo del digitale. Ecco la storia di Gualberto Vannini, ex studente di CodeMaster e Frontend Developer di Alkemy, Project Partner di CodeMaster.

T: Negli ultimi anni hai intrapreso grandi cambiamenti: innanzitutto geografici, da Berlino a Milano, ma soprattutto hai deciso di rimetterti in gioco imparando le logiche alla base della programmazione. Cosa ti ha spinto verso questa scelta?

G: Gli spostamenti geografici sono l’aspetto più semplice del cambiamento. Gli reputo ormai inevitabili per la mia generazione e direi che ho veramente pochi amici che abitano nella propria città natale. Il più lontano è senz’altro Lorenzo, architetto sardo emigrato in Cile ormai da qualche anno. I cambiamenti più complessi invece son rimettersi in gioco, deviando spesso il proprio background per adattarsi a nuove esigenze del mercato. Mi son laureato in Geologia, con il presupposto di lavorare nel mondo della cartografia ma, mi son reso conto prestissimo che il mondo era in così rapida evoluzione che quello che avevo appena studiato ormai era solo lontana teoria.

Il mestiere si è evoluto rapidamente passando da un approccio desktop in locale a discutere di analisi di DB, WSM, chiamate API, tante linee di codice e un deploy su uno o più server. In particolare, la grande presenza delle app ha generato una grande mole di dati spesso geolocalizzati che hanno completamente stravolto “l’antico mestiere” del cartografo portando una nuova terminologia, nuovi metodi e soprattutto una nuova professione sempre più necessaria alle aziende. La scelta di rimettermi nuovamente in gioco tramite la programmazione, non è stata che una conseguente necessità della mia professione in quanto ormai, ogni cartografo deve essere digitale!

T: Da più di un anno lavori come Frontend Developer per Alkemy? In cosa consiste il tuo lavoro?

G: Conoscevo Alkemy da molto tempo e ho sempre seguito con passione i loro lavori e sicuramente l’Hackathon organizzato dal Talent Garden mi ha dato la possibilità di poter conoscere di persona il loro fantastico team di lavoro.

Conoscendo lo storico dei loro lavori e il mio background, l’incontro è stato molto costruttivo e tempo qualche mese eravamo operativi sul primo progetto. Il mio lavoro è doppiamente interessante sia perché lavoro su progetti cartografici, ma anche perché tutti i miei progetti, sono di grande ricerca per poter offrire al cliente soluzioni e tecnologie per un prodotto all’avanguardia. Attualmente lavoro per tre grandi clienti (pubblici e privati) e il lavoro parte da una analisi del loro database (app e website) per individuare le giuste metodologie per offrire delle restituzioni cartografiche adatte ai loro obbiettivi.

I clienti preferiscono soluzioni cartografiche dei loro dati in quanto spesso, visto la grande mole, sono di difficile lettura e interpretazione. Fornire delle aggregazioni cartografiche per area, per tipologia di informazione o in funzione temporale,  offre un nuovo semplice strumento di analisi e lettura del dato da una nuova prospettiva.

T: Qual è il tool che hai scoperto in questi mesi e che consideri indispensabile per il tuo lavoro?

G: Assolutamente lo stack ELK mi ha cambiato T-O-T-A-L-M-E-N-T-E il lavoro. Ritorno al vecchio caro concetto di “cambiamento”: basta la lettura di un articolo, un video, un suggerimento o una chiacchierata davanti ad un caffè con dei colleghi che il lavoro può cambiare radicalmente. Nel mio caso, durante un meeting aziendale, un collega mi ha semplicemente offerto un consiglio. La mia curiosità mi ha portato a studiare, provare e poi cambiare tutto il mio sistema in pochissimi giorni con delle prestazioni sino a pochi giorni prima….impensabili!

Oggi ELK è sicuramente indispensabile, ma ammetto che domani…potrebbe arrivare una nuova cotta!

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