Vodafone Hack: medaglia d’argento agli studenti dei Master full time in Coding e Digital Transformation

Aprile ha avuto inizio con un entusiasmante Hackathon firmato Vodafone, dedicato all’implementazione dell’esperienza di relazione con TOBi, l’assistente digitale del grande player di telefonia cellulare e fissa. Il challenge riguardava la creazione di un prototipo evoluto di TOBi.
Una sfida nel segno dell’Artificial Intelligence e della Customer Experience. Ad aggiudicarsi il podio dell’evento, aperto a studenti, professionisti e startup del mondo della programmazione, UX e UI Design, Marketing e Media, sono stati gli studenti di CodeMaster e del Master in Digital Transformation per il Made in Italy. Entusiasti di condividere la loro vittoria, abbiamo intervistato la medaglia d’argento Lorenzo CasuscelliFederica Cosimo, Vincenzo dell’Avvocato, Gianluca MarzulliKatsiaryna Gatti.

T: Vodafone Hack era dedicato all’implementazione dell’esperienza di relazione con TOBi, l’assistente digitale di Vodafone. Il challenge ha riguardato la creazione di un prototipo evoluto, dotato di voce, di TOBi. Una sfida nel segno dell’Artificial Intelligence e della Customer Experience. Raccontateci il vostro progetto.

Abbiamo scelto di dedicarci al brief “How I spent my money?” in cui veniva richiesto di analizzare il comportamento di TOBi rispetto a richieste di utenti relative ai costi sostenuti (mobile) ed eventuali tariffe alternative disponibili.
Al centro della nostra idea dovevamo mettere necessariamente il cliente, così abbiamo iniziato a interagire con TOBi, per analizzare a fondo la user experience attuale e capirne i punti critici. Risultato? Non sempre la risposta di TOBi è stata così puntuale rispetto alla domanda, la più comune era una lista piuttosto lunga di costi sostenuti da inizio mese. Immaginando di dover trasferire tutto questo in una telefonata, non sarebbe bastato dotare TOBi di una voce, in quanto i dialoghi sarebbero risultati inutilmente lunghi e noiosi, perdendo notevolmente in termini di efficacia.

Così, utilizzando le tecnologie attuali a disposizioni, Intelligenza Artificiale e Machine Learning, sfruttando l’enorme mole di dati a disposizione (dati utente, consumi, tariffe e storico risposte) è stato possibile far eseguire in automatico a TOBi un’analisi predittiva della risposta più probabile e puntuale alla domanda dell’utente, riducendo così notevolmente la durata della chiamata e del tempo, durante il quale il cliente resta in maniera passiva ad ascoltare.

Per migliorare il livello di empatia offerto dal servizio e dare all’utente l’impressione di parlare con un operatore fisico, resta il punto critico di donare a TOBi una voce umana e non robotica (come la maggior parte delle sintesi vocali attualmente in commercio). In quest’ottica esistono aziende e startup che iniziano a offrire prodotti di ottimo livello in cui è davvero difficile distinguere se la voce registrata sia umana o una sintesi vocale.

T: Come avete gestito il flusso di lavoro in così poco tempo e all’interno del team?

Tutti hanno partecipato alle varie fasi progettuali, contribuendo a individuare le opportunità e le criticità in fase di analisi e successivamente affinando la soluzione che si stava delineando. Il tempo è stata senza dubbio una variabile sfidante, che tuttavia siamo riusciti a gestire con una buona suddivisione e coordinamento dei singoli task.
 

T: Cosa vi portate a casa da questa esperienza?

Un secondo posto, sulla carta inaspettato, un gps per tracciare gli oggetti, una colazione con visita guidata al quartier generale Vodafone e tanta tanta tanta tanta stanchezza. Essendo stata la nostra prima esperienza di hackathon, eravamo inizialmente tutti abbastanza disorientati, tuttavia si sono create delle dinamiche spontanee che ci hanno consentito di portare a casa un ottimo risultato e di divertirci. Quindi senza dubbio il bilancio alla fine è stato più che positivo.

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