4 consigli per ottenere la posizione che desideri

È la tua posizione di lavoro ideale, quella che desideri raggiungere nel tuo futuro più prossimo. Ne percepisci gli spazi, il clima e le atmosfere. Ne immagini perfino i suoni, le conversazioni, le attività sfidanti e coinvolgenti. 

Avere in mente il puzzle della posizione lavorativa desiderata è già di per sé un ottimo punto di partenza, anche quando non tutto è perfettamente a fuoco oppure qualche tessera è mancante o fuori posto. Eppure, nonostante questa chiarezza interiore, avverti una sensazione molto simile a quella che si prova di fronte ad un labirinto intricato: “E ora? Dove vado?… vabbè, provo di qui. Speriamo bene”.

Bzzzzzz. Game Over.

In un mercato del lavoro fatto d’incognite crescenti e in veloce mutamento, diventa quindi strategico orientarsi al meglio e chiedersi: qual è il modo più efficace di pormi nei confronti di questa sfida? 

In questo scenario ha preso forma il Career Development Program di Talent Garden: clicca qui per scoprire di più!

Di seguito ti daremo quattro consigli che ci fa piacere condividere con te. Vediamoli insieme: 

#1 consiglio: allena la tua “Futures Literacy” (FL)

Allarga i tuoi orizzonti e guarda al futuro

L’UNESCO ha di recente definito la Futures Literacy come “l’abilità che consente alle persone di comprendere meglio il ruolo del futuro in ciò che vedono e fanno”, e la colloca tra le competenze essenziali per il 21° secolo. Diventare più abili nell'”usare il futuro”, più capaci di “leggere e scrivere il futuro”, migliora la nostra capacità di prepararci, di prevedere gli impatti, di recuperare e inventare, man mano che avvengono i cambiamenti.

In Patagonia, azienda-faro della “purpose-economy”, applicano ad esempio quello che loro chiamano “Il Principio della Settima Generazione”. Il suo fondatore, Yvon Chouinard, nel suo libro “Let my people go surfing”, racconta come prodotti e decisioni vengano sviluppati da tutti i suoi dipendenti “for the long run”. La loro filosofia aziendale trae ispirazione, tra le altre, dalla cultura degli Iroquois, Nativi Americani, abituati a chiedersi quale impatto le scelte di oggi possono avere sulle 7 generazioni successive, diventandone così di fatto una sorta di “custodi”.

Come avrai già intuito, questa skill sarà decisiva per i professionisti del futuro e verrà sempre più saggiata negli iter di assunzione e nei percorsi di carriera in ambito digitale.
Su questa scia, allenare la tua FL potrebbe portare a proiettarti in una logica eco-sistemica e di lungo raggio e a chiederti, ad esempio: la mia posizione lavorativa ideale come può contribuire al benessere dell’intero Pianeta? Quali contributi mi piacerebbe portare attraverso la mia professione alle 7 generazioni future? Le attività legate al mio lavoro ideale come potranno contribuire all’high-purpose dell’organizzazione – o delle organizzazioni – dove più desidero lavorare? E quali altre conseguenze meno virtuose potrebbero derivare da questo ruolo? Come far dialogare innovazione, sviluppo sostenibile, qualità della vita?

#2 consiglio: be proactive

Influenza il tuo contesto, gioca sull’anticip-azione
In una scena del film-culto “Il diavolo veste Prada”, Nigel – braccio destro di dell’esigente direttrice Miranda-Meryl Streep – si rivolge ad Andy-Anne Hataway esortandola senza troppi peli sulla lingua a scrollarsi di dosso il suo indolente vittimismo e quel suo essere lì, senza un reale coinvolgimento ma in attesa di lodi e attenzioni. Il mentoring si conclude con un epico – Svegliati Tesoro – portandola di fatto ad attuare un cambio di mindset e a passare da uno stato vittimista-reattivo a uno propositivo-proattivo. Chi di noi non ha empatizzato quando la nostra eroina riesce, dopo corse rocambolesche e mille peripezie, a far stampare in più copie l’inedito manoscritto della saga di Harry Potter, anticipando sul tempo la richiesta della sua responsabile?

Stephen R. Covey, autore del volume “Le 7 regole per avere successo”, in questo suo talk sostiene che le persone che riescono a compiere questo switch mentale smettono di lasciarsi condizionare passivamente dalle circostanze esterne e dagli umori altrui, e iniziano ad agire comportamenti in prima persona, anticipando le richieste del contesto intorno a loro. E raggiungendo, così, risultati insperati e giudicati in prima battuta “impossibili”.

In quest’ottica, la sfida di orientarti in modo più proattivo alla posizione di lavoro desiderata potrebbe, ad esempio, portarti a:

  • Mettere in campo delle attività di ricerca ed esplorazione rispetto alle organizzazioni e alle aziende che operano nel digitale o nell’ambito in cui ti piacerebbe lavorare;
  • Partecipare ad eventi, workshop e webinar per avvicinarti il più possibile a queste realtà e comprendere a che cosa aspirano, le sfide del momento, cosa cercano nei loro collaboratori e come la visione della tua posizione desiderata può collimare con tutto ciò;
  • Intensificare le attività di networking, frequentando hub fisici e virtuali che si trovano direttamente a contatto con le community professionali di tuo interesse, e scambiare vissuti sia con persone che stanno affrontando la tua stessa sfida sia con professionisti che hanno una visione diretta e approfondita del mercato del lavoro.

A questo proposito, hai dato un’occhiata alle attività e agli eventi che organizziamo come Talent Garden?

#3 consiglio: parti da te per nutrire il tuo personal branding

Usa la creatività e crea la tua moodboard personale
È arrivato il momento di girare il riflettore su di te e sulle tue skill personali e professionali, quelle che afferiscono al tuo percorso di carriera, alle tue esperienze formative e alle attività che ami o ti piacerebbe fare.

Nel suo libro auto-biografico “L’arte della vittoria”, il co-fondatore dell’azienda Nike, Phil Knight, racconta come il suo primo partner in affari Onitzuka, fondatore dell’azienda giapponese Tiger-Asics, ebbe l’ispirazione per creare le caratteristiche suole delle sue scarpe – uniche in tutto il mondo – mentre mangiava sushi, semplicemente osservando il piatto di legno a contatto con le ventose del tentacolo di un polpo.
Prendendo spunto da questo aneddoto, proviamo a riflettere su noi stessi esercitando la nostra creatività e il pensiero laterale. Studiare l’io è dimenticare l’io, afferma spesso Knight in pieno spirito Zen.
Ti suggeriamo quindi di crearti la tua moodboard personale, una sorta di canvas creativo – fisico o digitale – dove andare a inserire e a “cucire insieme” immagini, foto, frammenti di oggetti, frasi, pezzi di testo, simboli e lasciti dei tuoi percorsi professionali e personali. Una volta completata, appendila in un luogo ben illuminato.
Osservare di tanto in tanto questo tuo patchwork creativo di competenze, saperi e passioni stimolerà l’emergere di insight e ti aiuterà a:

  • Creare collegamenti inattesi tra aspetti della tua esperienza professionale e i tuoi potenziali inespressi, anche tra quelli che ti sembrano in apparente contrasto oppure non comunicanti tra loro;
  • Nutrire il tuo storytelling personale e il tuo personal branding utilizzando, ad esempio, tutte le possibilità che Linkedin offre.

Ti stai chiedendo come affinare il tuo profilo Linkedin? Qui, puoi trovare alcune utili best practice!

#4 consiglio: disegna la tua roadmap di sviluppo e passa all’azione

Setta i tuoi OKRs e monitorali!
Si tratta ora di confrontare gli scenari futuristi e i contesti professionali evocati nei primi due step con la tua moodboard personale: cosa emerge?
Ti consigliamo di fare tesoro di tutti i punti di forza e di tutti gli eventuali gap che scoprirai di avere in questa fase di matching: è proprio sulla base di questi che potrai creare il tuo career plan ideale. Come?

In questo TEDx John Doerr, leggendario VC di Silicon Valley e autore del volume “Rivoluzione OKR”, svela come il segreto del successo di realtà come Intel, Google e Amazon risieda nel Metodo OKR (Objective Key Results), e descrive come definire che cosa vuoi ottenere e come monitorarlo e raggiungerlo. Doerr consiglia vivamente di utilizzare questo metodo per settare i giusti obiettivi anche in ambito professionale.

Su questa scia, potresti utilizzare gli OKR per disegnare la tua roadmap di sviluppo e definire, fra le altre:

  • Quali realtà del digitale sono di tuo interesse e attraverso quali step approcciarle, facendogli comprendere che sei Tu le persona giusta per loro;
  • Come allargare il tuo network e misurare l’efficacia della tua reputazione;
  • Quale tipo di formazione è più indicata nel caso tu senta il bisogno di acquisire nuove competenze e conoscenze nel mondo del digitale e dell’innovazione, e come continuare a stare al passo con l’innovazione.

Ok, ora non ti resta che passare all’azione. Ci auguriamo che gli spunti proposti qui lungo l’asse mindset – consapevolezza di Sè – execution ti siano d’aiuto nell’attuare il tuo career planning. E se desideri dare un boost alle tue intuizioni attraverso un affiancamento professionale, vieni a visitare il nostro Career Development Program!

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