I 3 top trend del 2021 nell’Agritech

Come emerge da The State of Global Foodtech Report, negli ultimi 10 anni il settore dell’agrifoodtech ha raccolto investimenti per 65 miliardi di USD – di cui 17 solo nel 2020. Con oltre 5.000 realtà operanti, è un settore in forte crescita, che è passato da “trend emergente” a “hot topic” negli ultimi cinque anni e che non ha subito battute d’arresto nemmeno durante la pandemia.

Tra le varie categorie, emerge per numero di aziende – e quindi come mercato più maturo – l’Agritech (con 1.500+ operatori), ovvero tutti quei servizi e quelle tecnologie che hanno l’obiettivo di rendere l’agricoltura più efficiente e sostenibile.

 

Ma cosa possiamo aspettarci dai prossimi mesi? Quali i trend dominanti in questo settore?

 

Ho parlato con Nicolò Barbano, Head of Marketing di xFarm, membri della community di Talent Garden Isola, per identificare e approfondire i tre top trend del 2021 nell’agritech: Predictive Analytics, Automation e Supply Chain. Fondata nel 2017, xFarm nasce “dalle necessità dell’agricoltura“: uno dei fondatori decide di risolvere tutti i problemi legati alla gestione della sua azienda agricola sfruttando la tecnologia per avere una piattaforma unica che accompagni l’agricoltore in ogni lavorazione, in modo semplice e visuale.

Nicolò, cos’è xFarm, a chi si rivolge e che servizi offre?

Nicolò: Se vogliamo usare un termine tecnico, noi siamo un “Farm Management Information System”. Cosa vuol dire? In pratica che siamo un software che non fa solo una cosa, ma è studiato per prendere a 360° tutta l’azienda agricola e mettere in connessione tutti i dati da qualsiasi fonte. Inoltre abbiamo studiato il prodotto in modo che sia modulare, e facilmente scalabile. Quindi lavoriamo con aziende che hanno colture in serre di pochi metri quadrati, fino alle grandi aziende di migliaia di ettari – ma anche con tutti gli stakeholder della filiera, incluse industrie di trasformazione alimentare e servizi di consulenza.

 

Vediamo una grandissima crescita nel mondo dell’agrifood, e non è strano che abbiate molti competitor – ma in che cosa vi distinguete?

Nicolò: Sì, ci sono alcuni competitor ma noi non concorriamo direttamente con tutte le soluzioni tecnologiche proprio perché siamo un collettore. Spesso i nostri competitor diventano nostri partner: perché quello che fanno, e lo fanno bene, noi lo integriamo in modo solidale con loro all’interno del nostro prodotto. Una cosa che ci contraddistingue è che sicuramente noi sfruttiamo il fatto di provenire da questo mondo: io stesso, così come gran parte del team siamo o agronomi o agricoltori. Conosciamo bene il flusso logico dell’agricoltore e come il prodotto dovrebbe essere disegnato, quindi mettiamo al primo posto l’utente e questo è il nostro punto di forza. 

Credi che un altro punto di forza di xFarm possa essere l’”italianità” rispetto a questo tipo di startup?

Nicolò: Sì, sicuramente aiuta molto, ancora una volta per un concetto di conoscenza ed expertise: infatti conosciamo molto bene l’ambiente italiano, che è molto particolare. In Italia, a differenze dell’estero dove ci sono 5 o 6 colture principali, abbiamo una settore molto particolare dove bisogna essere pronti su mille fronti.

Dove vi vedete da qui a cinque anni?

Nicolò: Stiamo lavorando su due fronti: ampliare sempre di più la rosa di servizi dentro il prodotto, che più è completo, più ha valore. Però il nostro obiettivo principale è crescere nei mercati esteri. Già da quest’anno ci muoveremo nel Sud Europa in modo importante, con uno sguardo anche sul Sud America – come italiani abbiamo un certo know-how sul caffè e vogliamo capitalizzare anche questo.

 

I tre top trend del 2021 nell’Agritech: Predictive Analytics, Automation e Supply Chain.

 

Se guardiamo ai trend per il 2021, possiamo identificare 3 aree: predictive analytics, automation e supply chain. Cosa possiamo aspettarci dai prossimi mesi?

Nicolò: Per quanto riguarda la predictive analysis, quindi tutti quei consigli che utilizzano dei dati per essere trasformati in consigli per l’agricoltura, la grande novità di quest’ultimo periodo è che si sono abbassati molto i prezzi dell’hardware, dell’IoT, e dell’accesso ai dati satellitari. Inoltre si sono affinate anche molto quelli che sono le capacità e le tecnologie per utilizzare il machine learning nei modelli matematici. Quindi passiamo da una fase in cui abbiamo dei modelli molto semplici dal punto di vista agronomico, a un utilizzo massivo della tecnologia per migliorare il consiglio e dare effettivamente un’impronta più efficiente all’agricoltura.  

 

E quando parliamo di automation, tutto il mondo sta guardando al mondo dell’automotive più di altro – ma nell’agricoltura non è una cosa nuova! 

Nicolò: Esatto, già dalla fine degli anni ‘90 in agricoltura sono nati i primi sistemi di guida assistita, quindi i trattori che si guidano tendenzialmente da soli o comunque in modo semi-automatico. Il problema è che spesso, per gestire questi sistemi di guida, vanno a sfruttare la loro potenza di calcolo all’interno del macchinario. Con le nuove possibilità della connettività, pensiamo al 5G, la rete IoT e via dicendo, potremmo spostare questo calcolo dal campo, dalla macchina, fino a server che sono ovunque. E questo consente di avere delle funzioni molto avanzate, che permetteranno di avere sistemi ancora più avanzati. Per esempio, oltre ai trattori che si guidano da soli, si stanno diffondendo gli agrobots, che sono dei rover che si muovono da soli in mezzo ai campi, e anche in Italia già dal 2021 ci sono i primi agrobots che stanno testando il lavoro nei campi. 

 

Si parla tantissimo di Supply Chain: ma quali saranno le novità in agricoltura?

Nicolò: Oggi è molto importante la tracciabilità, che è una cosa nota da tempo, e soprattutto si è lavorato sulla blockchain per garantire la sicurezza dei dati. Da un po’ di anni si è capito che bisogna prendere i dati anche dal campo, non basta avere i dati della trasformazione alimentare. Ma il grande trend che abbiamo in quest’ultimo anno è proprio questo discorso di connettività e IoT che permette di raccogliere queste informazioni per la tracciabilità non da un uomo, che potrebbe cambiare queste informazioni a suo vantaggio, ma direttamente dai macchinari e dalle attrezzature, per esempio da stazioni meteo che registrano i parametri ambientali o da trattori che certificano che è stata fatta una lavorazione perché si trovano effettivamente in quel campo. 

 

What’s next?

 

Sicuramente il 2021 sarà molto interessante per tutti noi. Ma quando ci parleremo a febbraio 2022, di cosa credi che ci ritroveremo a discutere?

Nicolò: Io mi auguro che ci sia un inizio di utilizzo dei dati in modo più sociale, per la collettività di tutti. Anonimizzati, certo, ma mi aspetto che questi dati non rimangano solo all’agricoltore, ma vadano condivisi con tutta la comunità di modo che si possa capire come stanno andando le cose anche nel resto del paese, o della propria zona, per avere dei consigli ancora migliori e per avere una visione globale su quello che sta succedendo. 

 

Vuoi approfondire il discorso sul mondo Agrifoodtech? Scarica “The State of Global Foodtech Report” e scopri l’ecosistema corporate-startup e il panorama degli investimenti che stanno rivoluzionando il sistema alimentare globale. 

The State of Global Foodtech Report

Noa Segre

Corporate Transformation Senior Strategist e Envisioner | Talent Garden

Noa Segre

Noa Segre è Senior Consultant per il team di Corporate Trasformation in Talent Garden Italia. Grazie ad un’esperienza e a un background estensivo nei settori della tecnologia e dell’innovazione, a partire dall’unità tecnologica dell’esercito israeliano, fino alle startup e a oltre 10 anni di attività in uno dei più importanti Venture Capital israeliani, Noa è il punto di riferimento sui trend e le tecnologie globali. Parte della sua attività è guidare la scoperta e esplorazione di nuovi ecosistemi e tecnologie, mettendo in connessione i diversi livelli aziendali con i più importanti e all’avanguardia trend di settore, oltre a supportarli nel loro percorso di innovazione.

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