L’incontro vincente tra Realtà Aumentata e Marketing: la storia di Aryel

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Democratica, accessibile a tutti e nata da un’esigenza concreta: utilizzare la Realtà Aumentata per rendere più interattive e coinvolgenti le campagne marketing senza dover investire somme ingenti. Queste sono solo alcune delle caratteristiche alla base del successo di Aryel, la prima piattaforma di Realtà Aumentata per marketer al mondo che permette di creare esperienze di AR in pochi clic, senza nessuna app da scaricare!

Nata dall’idea di Mattia Salvi, co-founder & CEO,  e implementata grazie alle competenze tecniche di Luca Petri, co-founder & lead software engineer, e Leonardo Persico, co-founder & lead front-end developer, Aryel ha trasformato una tecnologia distante e poco accessibile come l’AR in uno strumento al servizio del marketing. Come pionieri in questo campo, una delle più grandi sfide è stata proprio mettere in risalto un bisogno che il cliente non sempre era consapevole di avere, creando una cultura circa l’uso della Realtà Aumentata nei processi di marketing.

In Europa e nel mondo, ma anche in Italia, l’AR marketing è un trend destinato a godere di una popolarità sempre maggiore. Per comprendere meglio questo fenomeno abbiamo intervistato Mattia, Co – founder & CEO di Aryel, che ci ha raccontato della sua startup, parte della community Talent Garden Calabiana

 

In due parole, cos’è Aryel

Mattia: “Aryel è una piattaforma di marketing che abilita freelance, PMI e agenzie creative a creare campagne interattive in realtà aumentata, in pochi minuti, via drag and drop e condivisibili con un semplice link. Uniamo AR e marketing tracciando le performance delle campagne attraverso una reportistica integrata e delle integrazioni plug&play con i principali tool di marketing esistenti”.

 

Quali sono i vantaggi del vostro modello?

Mattia: “Il vantaggio principale di Aryel è rendere la realtà aumentata accessibile a tutti grazie a tre pricing plan personalizzati, e offrire una piattaforma SaaS (Software-as-a-Service) semplice e intuitiva che si presta anche a chi non ha coding skills. Inoltre, grazie alla possibilità di ottenere dati e metriche da poter utilizzare per calcolare un ROI anche su questa tipologia di esperienze omnicanale, si chiude di fatto il gap tra il mondo “reale” e “digitale”, migliorando la capacità dell’utente di comprendere le informazioni grazie all’associazione dei touchpoint fisici a contenuti in 3D/2D. Tutto questo porta sicuramente vantaggi in termini di innovazione, incremento delle vendite e della loyalty degli utenti”. 

 

 

Perché implementare l’AR nella propria strategia di marketing? 

Mattia: “Per aumentare l’engagement, veicolare meglio il proprio messaggio con una tecnologia altamente immersiva e soprattutto ottenere metriche e insights e ottimizzare il ROI. Se facciamo parlare i numeri, la Realtà Aumentata promette un incremento non solo delle interazioni (in media del 20%), ma anche un CTR superiore del 33% e un tempo medio di visione dei contenuti che si aggira tra l’1 e i 2 minuti – rispetto alla media che si assesta su 1.7 secondi”.

 

 

Quali sono state le sfide che avete dovuto affrontare durante l’emergenza COVID-19 e come avete reagito? 

Mattia: “Dal punto di vista dell’AR, l’emergenza Covid ha creato una fortissima spinta propulsiva nel mondo e-commerce e ha accelerato la cultura del digitale. Il nostro prodotto nasce proprio per aggiungere un layer interattivo a delle esperienze fisiche, che sono mancate durante il lockdown per ovvie ragioni. Di fronte alla contingenza, siamo stati in grado di cogliere questa opportunità modificando la release delle funzionalità di Aryel, dando priorità a tipologie di esperienze che si coniugassero al mondo eCommerce e alla low-touch economy”.

 

Perché avete scelto Talent Garden e in che modo fa parte della vostra strategia? 

Mattia: “La scelta di avere la sede e di entrare nella community di Talent Garden, sta innanzitutto nel fatto che crediamo molto nel valore generato dalle community e dall’effetto a cascata che può generare un’attività di networking. In secondo luogo, abbiamo tenuto in altissima considerazione la possibilità di sfruttare la vicinanza con la Talent Garden Innovation School per entrare in contatto con nuove figure emergenti del digitale.

Sicuramente ha anche aiutato nella scelta il fatto che Talent Garden in Italia è un brand affermato nel digitale e il fatto di citarlo, soprattutto in fase di pitch o di presentazioni commerciali, fa trasparire un senso di innovazione in termini di cultura aziendale che, da parte di investitori, grandi gruppi e in generale da professionisti nel digitale viene molto apprezzato e ci permette di avere un vantaggio competitivo”.

 

 

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