Intorno al mondo con Tourism Hub

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Di tutti i libri, quello che preferisco è il mio passaporto, l’unico in ottavo che apre le frontiere.

Alain Borer

Raccontare di viaggi e promuovere il turismo nel mondo è da sempre la passione di Matteo Prato, Managing Director di Tourism Hub, agenzia di comunicazione al servizio di Enti e clienti che vogliono promuovere prodotti turistici, destinazioni e brand. 

Abbiamo intervistato Matteo per scoprire la sua storia (e la sua passione per i viaggi) e capire come vede il futuro dopo il Covid.

Ciao Matteo, ci racconti un po’ di te e del tuo background?

Sono laureato in scienze della comunicazione, e dopo aver concluso un Master in Marketing Territoriale ho iniziato a occuparmi di marketing e promozione turistica. Ai tempi dell’università un titolo cult della nostra facoltà era un testo di Seguelà intitolato “Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario, lei mi crede pianista in un bordello”.

Oggi i miei figli credono che il mio lavoro sia “stare al telefono” e i miei amici che “provi hotel in giro per il mondo”. Comunque sia, nonostante la difficoltà a spiegare esattamente in cosa consista il mio lavoro, negli ultimi 15 anni ho lavorato a progetti di promozione per più di 56 Paesi e Regioni nel Mondo. Alcuni lontani come l’Australia, la Polinesia Francese, Mauritius e Miami, e altri più vicini come la Valle Stura (Piemonte), la Liguria e la Toscana.

Ho vissuto due anni negli Emirati Arabi Uniti, a Ras Al Khaimah, dove ho lavorato come Direttore Marketing nell’Ente di promozione dell’Emirato per costruire la strategia e lanciare la destinazione sul mercato internazionale. Se vi chiedete perchè sulla montagna più alta degli UAE, Jabel Jais, ci sia una via ferrata…ora sapete il perchè! Googlare per credere.

Oggi la mia agenzia rappresenta in Italia vari clienti tra cui Tourism Australia e l’Agenzia InLiguria e da qualche mese lavoriamo allo sviluppo strategico internazionale di una destinazione incredibile che si sta affacciando sul panorama turistico: l’Arabia Saudita.

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Com’è nata l’idea di Tourism Hub e di cosa si tratta esattamente?

Dopo aver lavorato in diverse agenzie e dopo essere stato dall’altra parte della barricata, dal lato del cliente, ho sentito il bisogno di provare a mettere insieme qualcosa di differente che si adattasse maggiormente alle necessità del mercato (anche in fase pre-Covid). Così ho creato Tourism Hub, un’agenzia agile fatta di persone con competenze specifiche che collaborano intorno alle necessità del progetto

Il mercato del turismo è da anni in costante evoluzione, e per gli Enti per il Turismo Internazionali – i nostri principali clienti – servono profonda conoscenza dei mercati, contatti, velocità di azione e infinita passione. 

Questo è Tourism Hub: un collettore di individui prima di tutto (visto che sono un fervido sostenitore del valore delle persone), e poi di competenze al servizio dei clienti che vogliono promuovere prodotti turistici, destinazioni e brand. 

Tourism Hub

L’emergenza Covid ha scosso le nostre vite e l’intera economia, incluso il settore del turismo. Che impatto ha avuto sulla tua attività e come vedi il futuro?

Il turismo è stato uno dei settori più duramente colpiti dall’emergenza Covid ma sono convinto che sarà anche uno dei primi settori a tentare il “rimbalzo”. Le nostre vite e i nostri modelli si sono stravolti con una rapidità impressionante. Nel turismo abbiamo affrontato diverse crisi: sanitarie, terroristiche, legate a calamità naturali, ma questa paralisi del Pianeta è qualcosa che nessuno di noi avrebbe mai neanche lontanamente osato teorizzare. 

Il nostro modello di lavoro è cambiato e in un attimo tutto è diventato virtuale, anche il viaggio. Ma sono certo che presto si tornerà alla necessità di vivere esperienze reali. 

E noi saremo pronti.

Perché hai scelto Talent Garden e cosa ti piace di più del nostro network?

Rientrato dagli Emirati, dopo aver respirato l’internazionalità, la velocità, l’aspirazione verso l’alto di quei Paesi, cercavo, insieme ai colleghi, un posto che parlasse la nostra lingua e che ci potesse rappresentare. 

In Talent Garden Fondazione Agnelli abbiamo trovato uno spazio fertile dove progettare strategie respirando l’aria del cambiamento e della trasformazione. E infatti, nonostante il Covid per ora ci tenga lontano dall’ufficio fisico, rimaniamo in Talent Garden, con la speranza che da spazi simili nasca la spinta per uscire dalla crisi e progettare un futuro diverso.

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