Il Coronavirus mette in luce il gender gap

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Nelle ultime settimane si è parlato moltissimo di smart working e di come questa modalità di lavoro possa essere un alleato prezioso nel conciliare lavoro e vita familiare.

Il digitale e le nuove tecnologie, la flessibilità e il lavoro agile sono ingredienti irrinunciabili nella ricetta della prossima economia e alcune aziende stanno facendo molto in tal senso, sapendo che aumentare la presenza delle donne e valorizzare la diversity in azienda significa incrementare gli utili. Se da un lato è emersa la necessità di ridefinire il lavoro in maniera flessibile, dall’altro questa pandemia ha sottolineato ancora una volta il ruolo fondamentale che le donne giocano nella società. Un ruolo che, purtroppo, ancora non viene valorizzato appieno. Nelle ultime settimane, cavalcando la discussione sulle nomine governative delle task force per la gestione del Covid, Emma Bonino ha affermato che l’Italia rifiuta la meritocrazia per la scarsa presenza di figure femminili in posizioni di leadership.

Ritengo personalmente che queste settimane di quarantena non abbiano fatto altro che rafforzare l’idea che le donne rappresentano una risorsa fondamentale per il nostro Paese, e che poco è stato fatto e si sta ancora facendo in questo senso. Ne gioverebbe il nostro PIL, che, a detta della Banca d’Italia, crescerebbe del 7%.

Donne: studi, occupazione e pay gap

Rispetto a qualche decennio fa, la generazione dei Millennial ha beneficiato della generale assunzione che uomo e donna debbano avere pari opportunità. Se nel mondo degli studi le donne rappresentano oggi il 60% dei laureati, questa situazione non si riflette nel mondo del lavoro. Il tasso di occupazione femminile è infatti fermo al 49,8% contro il 67,6% degli uomini (dati ricerca Istituto Toniolo).

Non solo, gli stipendi delle donne sono mediamente più bassi. Perché?

#Stem attitude

La prima ragione credo debba essere ricondotta ad un fattore culturale. Le ragazze, infatti, sono meno indirizzate verso carriere tecnico-scientifiche o percorsi nel mondo dell’alta managerialità e della finanza. L’Istat ci dice che le donne perseguono i filoni di carriera meno remunerativi.

Ecco perché da tempo con Talent Garden ci stiamo muovendo per promuovere l’insegnamento delle materie STEM alle bambine e ragazze attraverso il coding e la robotica, e per ridurre il gender gap nell’ICT. Talent Garden Innovation School, la scuola dell’innovazione di Talent Garden che offre percorsi formativi nei settori dei dati, del marketing, del business, del design e del coding, prevede incentivi per le ragazze che decidono di frequentare i Master Data Science & Artificial Intelligence e CodeMaster

Grande infatti è la perdita di valore dovuta alla poca presenza delle donne in questi settori, dove di fatto si concentrerà la maggior parte delle richieste di lavoro nel prossimo futuro. Secondo le rilevazioni del Cedefop da oggi al 2025 circa 46 milioni di opportunità di lavoro (su un totale di 107 milioni) nasceranno per lavori altamente qualificati che prevedono forti competenze digitali.

Questi stessi dati sono confermati dalla ricerca che Talent Garden e Nesta hanno pubblicato nel 2019 sulle competenze digitali, in cui si stimava che in Italia erano circa 350.000 le offerte di lavoro Italia rimaste vacanti per mancanza di profili adeguati.

#Work-life balance: un problema solo femminile?

La seconda ragione per cui le donne sono meno presenti nel mondo del lavoro riguarda la gestione lavoro/famiglia: sono troppo poche le misure a sostegno della maternità o genitorialità.  Le donne fanno quindi meno figli e questo ha generato la piramide sociale che tutti conosciamo e che ha determinato pesanti squilibri soprattutto per la finanza pubblica (ne sa qualcosa l’INPS). Inoltre, la maternità rappresenta ancora un rischio concreto di fuoriuscita o, peggio, di ridimensionamento della propria posizione di lavoro.

Secondo una recente indagine di ValoreD, l’associazione di imprese che lotta per l’equilibrio di genere che fa parte della nostra community Talent Garden, in Italia l’occupazione delle donne con due figli è del 56,1%, contro il 79,6% della Francia o il 76,9% della Germania. A due anni dalla nascita del primo figlio, ci dice l’Istat, il 22,4% delle madri non lavora più. Per far fronte a queste tendenze inaccettabili, Talent Garden ha introdotto una parental policy per supportare mamme e papà nel lungo periodo. In molte altre aziende però, siamo ancora lontani dal raggiungere risultati simili. 

Eppure, il tema dei figli, del supporto alla genitorialità, che sempre di più dovrà riguardare gli uomini, unito alla necessità di avere più donne nel mercato del lavoro, rappresenta, come abbiamo visto, un potenziale inespresso della nostra economia. 

Leadership come risposta

Un altro tema centrale è quello della leadership femminile. Maggiore attenzione andrebbe posta alla presenza delle donne nei ruoli di leadership, eppure gli Amministratori delegati sono quasi sempre tutti uomini. Il Rapporto Cerved-Fondazione Bellisario parla dell’8,4% di donne che ricoprono la qualifica di AD nelle società quotate

Unica eccezione in questo panorama sono i Consigli di Amministrazione con un sostanziale aumento della presenza femminile avvenuta negli ultimi anni. 

Tale inversione di tendenza è principalmente dovuta all’inserimento negli statuti, delle cosiddette “Quote rosa”, risultato ottenuto a seguito di una forte pressione del mondo femminile, ma soprattutto con l’approvazione della Legge 120/2011 (Golfo, Mosca).

La maggior parte delle donne – me inclusa – si dice contraria a queste affermative action, alla quale va tuttavia riconosciuta la natura di unica salvaguardia per la presenza delle donne in certi consessi. 

Da madre 35enne, donna impegnata nell’associazionismo e nei CDA, e con l’ambizione di perseguire ruoli di responsabilità, vorrei vedere maggiore attenzione del nostro Paese verso queste tematiche. Pur nella difficoltà, questo periodo di pandemia ci ha dato una straordinaria opportunità di rivedere i nostri modelli

Per questo dobbiamo avere la forza e la spinta per fare scelte coraggiose, coinvolgere maggiormente il mondo femminile (personalmente ho sottoscritto la petizione #datecivoce), e definire regole e paradigmi più sostenibili.

I tempi sono ampiamente maturi non solo per le pari opportunità, ma soprattutto per il MERITO, e le donne, ne hanno molto.

 

Barbara Graffino

Head of Operations Italy

Talent Garden

Barbara Graffino è un’imprenditrice, Co-Founder di Talent Garden Torino, la più grande rete dedicata all’innovazione digitale in Europa per cui segue le Operations italy ed è Co-Founder di We trust, una small investment company. Dal 2016 al 2020 è stata membro del Consiglio Generale della Fondazione Compagnia di San Paolo. Una vera passione per il civic engagement, una tensione profonda per le reti virtuose la portano ad impegnarsi nel mondo associativo: è consigliere del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale di Torino. E’ Socio-Fondatore di Italian Identity, Associazione no profit nata per promuovere e tutelare il Made in Italy. Dal 2015 è vicepresidente di Nexto, associazione che unisce giovani accomunati dal desiderio di promuovere e valorizzare la propria città. Dal 2014 è Coordinatore di YES4TO, tavolo inter-associativo che aggrega 21 associazioni giovanili torinesi del mondo dell’impresa.

 

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